Serie A – Il pagellone della stagione 2015/2016

Serie A – Il pagellone della stagione 2015/2016

Per la Serie A è tempo di verdetti. Con la stagione regolare appena conclusa, si spalancano le porte dei Playoff per le “magnifiche” otto, ma anche quelle dell’inferno per la Virtus Bologna.

Dal primo posto di Milano, all’ultimo di Bologna. Fra gioie e delusioni, le 30 giornate di Regular Season hanno stabilito chi si andrà a giocare lo Scudetto nei playoff 2015/2016 e chi deve salutare la Serie A. E allora vediamo chi può ritenersi soddisfatto, chi non lo è e chi ha ancora tanto da dare. In rigoroso ordine di classifica, analizziamo il campionato di ogni squadra.

1) EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – Voto 7,5 (Punti 44)

25157995990_40ba16b801_mIl nuovo corso dell’Olimpia inizia con una serie di prestazione poco convincenti sia in Campionato sia in Europa. Colpa della poca amalgama o della stanchezza da tour americano, fatto sta che la posizione di Repesa traballa fortemente. Col tempo però la quadra arriva, le gerarchie si formano e i tasselli si compongono: non è la Milano schiacciante della scorsa annata, ma questa squadra operaia piace ai tifosi. L’Eurolega è una piaga dopo anni di buoni risultati ed è certamente il maggior fallimento stagionale, ma nonostante gli infortuni, specie quelli di Gentile, il cuore porta una Coppa Italia dopo 20 anni e gli ottavi di Eurocup su una gamba sola, prima della figuraccia con Trento Ma nel complesso, con un budget tagliato ma sempre immenso e con una squadra che quasi mai ha avuto tutti e 12 i titolari a disposizione, l’Olimpia è lì davanti a tutte nel suo anno 0 ed è pronta a lottare per il 27° Scudetto.

2) GRISSIN BON REGGIO EMILIA – Voto 8,5 (Punti 42)

23203103642_0077d0ac5d_mDopo la delusione della scorsa stagione, la Pallacanestro Reggiana apre il campionato 2015/16 con il botto vincendo il suo primo trofeo italiano, ovvero la Supercoppa Italiana battendo Sassari e Milano. I nuovi acquisti Aradori, De Nicolao, Gentile e Veremeenko fanno subito dimenticare chi se ne è andato e la Grissin Bon inizia la stagione su due fronti, campionato e Eurocup, disputando un ottimo girone di andata tanto da fregiarsi del titolo di campione d’inverno e superando per la prima volta il primo turno di Eurocup. Con l’inizio dell’anno nuovo però il doppio impegno comincia a farsi sentire e nonostante l’arrivo di Golubovic, arriva il momento più basso che coincide con 4 sconfitte consecutive tra coppa e campionato, che lascia qualche strascico ma la squadra è brava a riprendersi anche se saluterà a malincuore la competizione europea. Da quel momento in poi la Grissin Bon rimane stabilmente tra il primo ed il secondo posto della classifica e con la vittoria nel derby nell’ultima giornata, la società biancorossa ottiene il secondo posto in regular season (miglior risultato nei 41 anni di storia). La sorte le ha riservato nuovamente Sassari in quel che sarà il remake della finale scorsa. Vendetta?

3) SIDIGAS AVELLINO – Voto 9 (Punti 40)

Chapeau. Un solo termine per racchiudere la straordinaria cavalcata della Scandone Avellino verso i piani alti della classifica. Partita con ambizioni Playoff, la squadra di coach Pino Sacripanti ha avuto un avvio di stagione costellato da alti e bassi e condizionato da infortuni abbordabili ed altri più seri, vedi Taurean Green e Janis Blums, costretti poi a lasciare la squadra. Con il ritorno di Marques Green e l’ingaggio di Joe Ragland a dicembre, ed in seguito alla clamorosa sconfitta maturata nel derby di andata al PalaDelMauro contro Caserta, di cui ormai tutti conoscono la maniera, la Sidigas ha infilato una pazzesca striscia di tredici vittorie consecutive (13-2 il record nel giorne di ritorno) e concluso poi la regular season al terzo posto in solitaria, senza contare nel mezzo delle Final Eight in cui ha recitato un ruolo da protagonista, con la sconfitta solo in finale contro Milano. Ora i Playoff rappresentano un ulteriore esame di maturità, l’obiettivo è raggiungere una storica finale.

4) VANOLI CREMONA – Voto 9 (Punti 38)

23410875533_0333cec70e_mCremona si classifica quarta in classifica e per la prima volta nella propria storia accede ai Playoff. Una squadra completa, unita e molto affiatata che in stagione ha trovato continuità di prestazione e risultati. Molte vittorie sono maturate grazie al sangue freddo dei vari McGee e Turner che hanno saputo infilare i canestri decisivi nei finali di gara. I successi però sono stati conseguiti con continuità soprattutto in fase difensiva grazie a giocatori come Cusin e Washington, vere e proprie solidità e certezze soprattutto nel  fermare i principali terminali offensivi avversari. Colpi importanti in questa regular season come la vittoria al Pianella e a Trento, in casa con Reggio Emilia e Sassari per una squadra che ha sempre lottato fino alla fin evitando quasi sempre imbarcate pesanti. Tra le gioie anche la riconferma tra le prime 8 squadre del campionato che le hanno garantito l’accesso alla Coppa Italia, trovando anche un rocambolesco successo su Sassari al primo turno. Una squadra ben costruita fin da quest’estate, ulteriormente migliorata in corsa grazie agli inserimenti di Dragovic e Starks che hanno saputo dare linfa vitale ad un gruppo di per sé ben amalgamato. Una stagione ricca di soddisfazioni che ora vedrà la compagine lombarda partecipare per la prima volta nella sua storia ai playoff.

5) UMANA REYER VENEZIA – Voto 6,5 (Punti 32)

26137989572_2974e95a58_mUna stagione “pazza” quella dell’Umana Reyer: partita con ben altre aspettative, la squadra del patron Brugnaro ha veleggiato per tutta la stagione tra il 5° ed il 9° posto. Tanti gli infortuni che hanno condizionato il campionato di Green e compagni: il primo a fermarsi è stato Ress, a seguire Peric (out da gennaio) per finire con gli stop di Owens e Goss. Il primo a farne le spese, la sera di San Valentino, è stato coach Recalcati: dopo la sconfitta casalinga subita per mano di Sassari, Brugnaro ha deciso di sollevare dall’incarico l’ex c.t. della Nazionale e concedere la panchina orogranata al suo vice, Walter De Raffaele. Il cambio di marcia si è verificato sostanzialmente nelle ultime settimane: tre vittorie in fila contro dirette concorrenti per la marcia playoff (Pistoia e Trento) e la squadra più in forma del girone di ritorno (Avellino) hanno ridato slancio ad un ambiente che fino a marzo sembrava depresso. E ora con un Pargo in più, Venezia può tornare tra le pretendenti allo scudetto.

6) GIORGIO TESI GROUP PISTOIA – Voto 7,5 (Punti 32)

24174430335_ac7d610918_mUn 8,5 per il girone d’andata e un 6,5 per quello di ritorno. Due quadrimestri di un eccezionale anno scolastico. Da brillante studente nel girone d’andata (10 vittorie), Pistoia ha accusato la stanchezza nella parte centrale del ritorno salvo poi tornare ad eccellere negli ultimi due compiti in classe dal titolo Sassari e Capo d’Orlando ed assicurandosi così un posto al sole dei playoff. Il professor Keating di turno di nome fa Vincenzo Esposito. Se è vero l’assunto che in battaglia, e forse anche nello sport, nove volte su dieci la disciplina batte il numero allora gran parte del merito per aver portato ai playoff una delle squadre più “corte” dell’intera Serie A va rintracciato nel lavoro del coach casertano. Pistoia ha immediatamente trovato la giusta intesa, diventando “squadra” molto precocemente e inanellando fin da subito vittorie pesanti in qualsiasi ottica. In questo c’è molto della personalità del sanguigno Esposito il quale ha spesso ribadito come il sereno matrimonio con la squadra sia stato possibile grazie alla grande disponibilità palesata dai propri giocatori. Frantumato il record di vittorie stagionali (16) e ottenuto il miglior piazzamento in Serie A della propria storia (6°), adesso la truppa di Esposito si godrà i playoff. Come uno studente si godrebbe il meritato viaggio di maturità.

7) BANCO DI SARDEGNA SASSARI – Voto 6 (Punti 32)

26127406562_3cb24fcf11_mE’ una pazza Sassari è proprio il caso di dirlo: i campioni d’Italia uscenti regalano un finale di stagione come sempre vietato ai deboli di cuore. L’ultima giornata della regular season ha sancito infatti il ritorno in grande stile della squadra di Pasquini che lo scorso anno stupì tutti centrando il “triplete”. Josh Akognon, uno degli ultimi arrivati, ha regalato una vittoria tanto bella quanto importante contro la corazzata milanese e ha “evitato” proprio il quarto di finale contro l’EA7. Il canestro dell’83-80 ha rilanciato i sassaresi al settimo posto nella griglia playoff restituendo un remake della scorsa finale scudetto contro gli acerrimi rivali (sul campo non sugli spalti) della Grissin Bon Reggio Emilia. E’ stata certamente una regular season deludente quella della Dinamo, l’esonero di Sacchetti prima, le dimissioni di Calvani poi, non lasciavano presagire nulla di buono, dopo anche una fallimentare campagna europea e l’eliminazione ai quarti di Coppa Italia. L’arrivo dell’ex GM Pasquini in panchina ha ridato però fiducia ad un roster di tutto rispetto che sarà la vera e propria mina vagante dei playoff con giocatori del calibro di Alexander, Logan, Akognon, Varnado e Stipcevic in netta ripresa e un gruppo italiano già rodato nel tempo. E chissà che anche quest’anno i sardi non possano nuovamente stupire tutti, dopo che erano stati dati per morti.

8) DOLOMITI ENERGIA TRENTINO – Voto 7 (Punti 30)

16852268750_3140e7bdc5_mLa stagione dei trentini è stata ricca di alti e bassi, scandita da grandi soddisfazioni ma anche da momenti decisamente no, in cui la squadra di Buscaglia ha fatto fatica a trovare continuità in tutto l’arco della stagione. I molti infortuni che hanno limitato le rotazioni in campo e il lungo cammino in Eurocup che ha visto i bianconeri sfiorare quella che sarebbe stata una storica finale, hanno contribuito a rendere la stagione dell’Aquila più complicata del previsto. Nonostante ciò la Dolomiti Energia è riuscita comunque nell’obbiettivo di centrare i tanto agognati playoff. Pur essendo stata sconfitta da Caserta, la compagine trentina è arrivata comunque ottava, complice anche il passo falso di Varese ed ora se la vedrà contro la prima della classe ovvero Milano. Tirando le somme quindi stagione assolutamente non priva di emozioni quella che Forray e compagni hanno regalato al loro pubblico, vedremo ora cosa ci riserverà la serie contro l’EA7.

9) OPENJOBMETIS VARESE – 6 (Punti 28)

26383085712_78336e4360_mUna stagione a due facce per i biancorossi. L’inizio è zoppicante anzichenò. Una rosa completamente rinnovata, una mercato estivo lacunoso (Shepherd, Galloway e Thompson per non fare nomi…) e la mano di coach Moretti che stentava a palesarsi. A metà febbraio, dopo la sconfitta casalinga contro l’Upea, la situazione sembrava tragica, con la Openjobmetis seria candidata alla retrocessione (a poco interessava, al momento, l’avanzata europea in FIBA Europe Cup culminata con la finalissima persa contro Francoforte). Poi i primi segnali di una svolta, con la vittoria a Torino per calmare le acque agitate, e per finire il filotto di cinque vittorie casalinghe consecutive che, non solo hanno tolto Varese dalle sabbie mobili, ma l’hanno portata sino alle porte dei playoff (poi sbarrate da Cantù nell’ultima giornata).

10) ENEL BRINDISI – Voto 5,5 (Punti 26)

26061592853_fa16a434ff_mNiente playoff e quindi obiettivo non raggiunto. Un peccato per Brindisi perchè l’impresa non sembrava particolarmente complessa per la truppa di Bucchi ma gli errori in fase di costruzione della squadra e le scommesse non vinte le hanno negato questa opportunità. Dalla cessione di Reynolds, a un Kadji troppo “narcisista” passando per un Anosike diverso da quello che aveva tanto convinto con Pesaro. Coach Bucchi ha dovuto stravolgere il suo credo sfruttando più del previso la zona, vista la poca “applicazione” sei suoi uomini in fase difensiva. Le uniche note positiva sono arrivate da Banks, alla sua migliore stagione in Italia, da Scott (seppur a fasi alterne) e dagli italiani. In conclusione, un passo indietro rispetto alle ultime ottime stagioni.

11) ACQUA VISTASNELLA CANTU’ – Voto 4,5 (Punti 24)

24188932424_52bd5881f8_mLa stagione, come anche sottolineato ieri con uno striscione dalla curva canturina, non può che esser stata deludente. Una salvezza che a inizio anno sarebbe stata oro, è diventata con il cambio di presidenza un pensiero che neanche sfiorava i pensieri del pubblico brianzolo che, anzi, sognava in gloria pensando a un ruolo da mina vagante nella post season. Bazarevich arrivato con l’intento di migliorare la squadra in chiave difensiva, non ci ha capito nulla, finendo per relegare l’Acqua Vitasnella come seconda peggior difesa del torneo, a un passo dal baratro, con la salvezza ottenuta sul filo di lana. Gestione spesso rivedibile, non ha saputo valorizzare l’infinito potenziale che il suo presidente gli ha messo nelle mani: gente come Johnson, Fesenko, Ukic, Hodge o i “rincalzi” Lorbek e Ignerski presi singolarmente sono infatti giocatori da club di fascia europea. Stagione in archivio, ma date le premesse dello scorso settembre, il vero successo stagionale è aver trovato un futuro tutto da scrivere, nel segno di Dmitry Gerasimenko.

12) CONSULTINVEST PESARO – Voto 7 (Punti 24)

26559152791_88a44c21c7_mNon è mai facile giudicare una squadra partita con l’obiettivo della salvezza, eppure è quasi impossibile non etichettare come positiva l’annata dei marchigiani, che per questa volta hanno anche risparmiato ai tifosi di tenere il fiato sospeso fino all’ultima giornata. E se Austin Daye fosse sbarcato alla Vuelle qualche mese prima, quasi certamente sarebbe arrivata con qualche settimana in più di anticipo. Già, perché è stato il fuoriclasse ex Hawks a cambiare il volto la squadra, portandola alla permanenza nella massima serie. Di ciò non si può che dar credito ad Ario Costa e al suo staff, che hanno ben riparato le falle della squadra costruita in estate (fondamentale anche l’arrivo di Lydeka). Così la Consultinvest nel girone di ritorno è stata una vera e propria corazzata all’Adriatic Arena, con sole due sconfitte subite davanti al pubblico amico, che ha sostenuto i biancorossi fino all’ultimo.

13) BETALAND CAPO D’ORLANDO – Voto 7 (Punti 22)

26076331355_f9b781efe7_mUn sette meritato per una squadra che aveva come obiettivo la salvezza. Otto meriterebbe invece alla società, che con la solita umiltà e tanto lavoro, ha regalato a questa cittadina non solo un altra stagione tra le grandi, ma anche un progetto. Tra lo scetticismo generale, è arrivata un’altra “comoda” salvezza, dettata da un mix tra giovani e senatori del parquet. In tal senso è giusto riconoscere i dovuti meriti a Griccioli, che ha creato una buona chimica, e a Di Carlo, che ha inculcato nelle menti dei suoi una mentalità più cattiva che era mancata nella prima parte di campionato. Lecito dunque parlare di un’Orlandina a due facce, risvegliatasi grazie all’ennesimo capolavoro del ds Sindoni: Ryan Boatright. La scossa regalata dal folletto americano non ha lasciato spazio a dubbi, per quella che è la riconferma nella massima serie della famiglia paladina.

14) PASTA REGGIA CASERTA – Voto 5,5 (Punti 22)

26728563462_c1af3176d0_mAlla fine la salvezza è arrivata al termine dell’ultima combattutissima partita contro Trento, ma la Pasta Reggia Caserta, visto il girone di andata disputato, avrebbe dovuto conquistarsila permanenza nella massima serie già qualche settimana fa, per questo motivo secondo noi il voto è sotto la sufficienza. Ad onor del vero, la sfortuna è stata una compagna di viaggio sempre presente per la formazione di Sandro Dell’Agnello che quest’anno ha dovuto praticamente inventarsi ogni settimana nuovi assetti da dare a una squadra vittima di costanti infortuni, il più importante dei quali è sicuramente quello di Viktor Gaddefors che, per la sua versatilità, era diventato un perno della formazione campana. Lo staff tecnico meriterebbe un sette per le difficoltà in cui si è trovata a operare, i giocatori nell’ultima fase si sono fatti travolgere dalla sfortuna reagendo solo nell’ultima e decisiva partita di ieri, mentre la società è stata pressoché assente lungo l’arco dell’intera stagione, non intervenendo sul mercato nei tempi giusti.

15) MANITAL TORINO – Voto 6 (Punti 22)

23687019999_5d1d8cceb3_mNella stagione del ritorno (dopo 22 anni) Torino ha come unico obiettivo una “salvezza tranquilla”, ma non sarà così: nonostante l’arrivo di “The Sniper” Dyson e dell’ex Celtics DJ White, una serie di risultati negativi fa saltare la prima testa, quella del Coach della promozione Bechi, sostituito da un Frank Vitucci che eredita una squadra quasi allo sbando tra malumori interni e rookie USA più in vena di “spaccarsi le ossa” fuori dal campo che dentro. Qualche risultato importante ha permesso alla squadra di recuperare un gap di 6 punti dal fondo classifica per riagganciare il treno della salvezza a poche giornate dal termine raggiungendo alla fine una salvezza insperata, culminata nel trionfo contro Pesaro. Durante l’anno, prima l’aggressione fuori da un locale cittadino a Dyson e Miller, poi la fuga di Dawkins e l’avvicendamento di tanti (troppi) giocatori non ha mai permesso di trovare una quadratura del cerchio. In una stagione costellata da alti (vittorie con Milano, Sassari o Trento) e bassi (sconfitte con Venezia e Bologna), coach Vitucci e i suoi meritano un plauso per la salvezza colta in extremis quando solo a poche giornate dalla fine il destino della squadra piemontese sembrava segnato (nonostante un roster di tutto rispetto).

16) OBIETTIVO LAVORO BOLOGNA – Voto 4 (Punti 22)

26192848731_789182bb1d_mDopo 86 anni, 15 scudetti e due Euroleghe, la Virtus Bologna retrocede per la prima volta in Serie A2. Un esito veramente tanto incredibile quanto meritato per una stagione a dir poco disastrosa. Indubbiamente tutto è andato storto per le Vunere: i ripetuti infortuni al capitano e leader Allan Ray ed almeno un paio di partite decisive perse al fotofinish si sono però uniti ad una gestione societaria e tecnica insufficiente. I tentativi di riparazione attraverso il mercato si sono rivelati fallimentari, fatta eccezione per il tardivo ingaggio di un playmaker di esperienza come Andre Collins. Sbagliata è stata inoltre la scelta da parte di Valli di puntare su un centro vecchio stile come Pittman, troppo lento e macchinoso per reggere i ritmi del basket moderno. Decisive sono state le sconfitte nei vari scontri diretti che hanno caratterizzato questa lunga lotta salvezza, su tutte quella con Caserta. A nulla è servita la reazione di orgoglio nelle ultime due partite da cui la Virtus è comunque uscita dal campo con onore.

I VERDETTI

Vincitrice Regular Season: EA7 EMPORIO ARMANI MILANO

Retrocessa in Serie A2: OBIETTIVO LAVORO BOLOGNA

La griglia playoff:

1^ Milano – 8^ Trento
2^ Reggio Emilia – 7^ Sassari
3^ Avellino – 6^ Pistoia
4^ Cremona – 5^ Venezia

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