SERIE A, Playoff 2018 – Olimpia EA7 Emporio Armani Milano

SERIE A, Playoff 2018 – Olimpia EA7 Emporio Armani Milano

Dopo quattro anni, l’Olimpia non si presenta ai playoff come testa di serie numero 1, e non ha mai mostrato l’autorevolezza che ci si aspetterebbe leggendo i nomi a roster

di Stefano Bartolotta

Dopo quattro regular season vinte senza troppi problemi, Milano si presenta ai playoff 2018 con la testa di serie numero 2, e già questo serve a far capire quanto poco soddisfacente sia stato finora il campionato disputato dagli uomini di Pianigiani. Certo, per rifarsi a una recente intervista del Presidente Livio Proli, la tassazione sugli stipendi, i costi di gestione e affitto dell’impianto e quelli dettati dal mercato immobiliare non dovevano essere molto diversi gli anni scorsi, eppure questa squadra non è stata in grado di replicare quanto fatto nelle stagioni precedenti. Ancor più frustrante per l’ambiente è la sensazione che questa Milano abbia un tasso di talento puro molto più alto rispetto a quei roster, quindi, evidentemente, quest’abbondanza di doti tecniche è stata sprecata.

La stagione è stata sicuramente condizionata dall’incapacità di competere in EuroLega, campionato che impone un importante sforzo fisico e che è capace di creare frustrazione quando si inanella una serie di sconfitte, come è in effetti avvenuto, e dalla debacle di Coppa Italia. Rimanendo al campionato, la squadra ha quasi sempre dato l’impressione di non sapersi imporre in modo autorevole, rincorrendo sempre l’avversario nei suoi punti di forza invece di mettere in campo i propri e costringere gli altri ad adeguarsi. Le cose sembravano essersi messe meglio nel mese di marzo e nella prima metà di aprile, con vittorie in serie dovute ad un’ottima lucidità nei momenti decisivi, ma le due sconfitte recenti contro Brescia e Venezia, ovvero le avversarie che verosimilmente Milano dovrà battere per ottenere il titolo, hanno di nuovo messo in mostra una preoccupante mancanza di autorevolezza e un’incapacità cronica nel prendersi l’inerzia della partita. Gli unici momenti di superiorità si sono verificati quando funzionavano difesa e transizione, e non è ammissibile che un roster del genere non sia in grado di far venire i mal di testa a chi si trova di fronte anche quando attacca a difesa schierata.

L’inizio di stagione, soprattutto in EuroLega, ha subito fatto capire che l’impostazione del roster studiata in fase di mercato prestagionale non era adatta ad ottenere buoni risultati. Jordan Theodore e Andrew Goudelock, infatti, non compongono una coppia funzionale ad un buon sistema cestistico, dato che monopolizzano troppo il gioco in attacco e mancano di acume e grinta in difesa. Si è, pertanto, provato ad allargare le rotazioni degli esterni con il cavallo di ritorno Curtis Jerrells, che ha, però, avuto un rendimento decisamente ondivago; alla fine, la nota più lieta del pacchetto play-guardie è rappresentata dalla progressiva crescita, soprattutto in termini di leadership, di Andrea Cinciarini, che con il passare dei mesi è diventato un titolare sempre più indiscusso. Completano il reparto un Dairis Bertans anche lui discontinuo, ma con la sensazione che le sue caratteristiche migliori vengano mal sfruttate all’interno del playbook di Pianigiani, e un Mantas Kalnietis utilizzato solo in EuroLega e finito progressivamente ai margini prima di essere totalmente sfiduciato a partire da febbraio.

Anche il reparto ali ha visto acquisti sbagliati, correzioni in corsa e un cambiamento delle gerarchie. Vladimir Micov è sicuramente l’esponente di maggior spicco, avendo classe ed esperienza da vendere ed essendo stato in grado di far valere queste doti sul parquet, e dietro di lui ci sono più domande che risposte. Corey Jefferson si è rivelato semplicemente inadatto a giocare a questi livelli, ed è stato allontanato in malo modo pur rimanendo sotto contratto, e, per sostituirlo, Giorgio Armani ha aperto il proprio ampio portafogli e si è assicurato i servizi di Mindaugas Kuzminskas, giocatore con un rispettabile trascorso in NBA e che, in Europa, dava l’impressione di poter fare la differenza. Invece, l’indubbia classe del lituano non si è quasi mai trasformata in concretezza, e non si è mai nemmeno risolto l’equivoco tattico se il numero 19 possa rendere meglio da 3 o da 4. Amath M’Baye ha iniziato la stagione da titolare, ma non è quasi mai stato all’altezza, salvo riprendersi un po’ nelle ultime partite. Awudu Abass e Davide Pascolo hanno avuto un ruolo molto marginale fino a febbraio inoltrato, poi negli ultimi tre mesi è tato concesso loro più spazio, con risultati alterni ma l’impressione che un contributo lo possano dare. Simone Fontecchio, invece, questo spazio non l’ha mai avuto, e si è deciso che fosse meglio per lui andare in prestito altrove per avere minuti.

Il reparto centri è stato quello che ha dato più soddisfazione finora. Dopo la scommessa persa con Patric Young, Kaleb Tarczewski e, soprattutto, Arturas Gudaitis, hanno mostrato una buona solidità lungo tutta la stagione, sia in attacco, che a rimbalzo, che in difesa. Certo, alcune critiche possono essere loro mosse, ma la costanza del loro contributo, sia alle voci statistiche che proprio come impatto in campo, è innegabile, ed è un asset fondamentale per Milano in vista dei playoff e anche per gli anni a venire. Dietro due giocatori così, era ovvio che le possibilità per Marco Cusin di emergere fossero ridotte al lumicino, e così è stato.

CHI SALE
Abass e Pascolo, proprio per quanto detto sopra, ovvero il sempre maggior spazio concesso loro e il contributo in termini soprattutto di atteggiamento che i due hanno saputo dare sfruttando i minuti in campo. Entrambi sono ben lontani dalla perfezione, però è anche grazie a loro che la squadra ha acquisito fiducia nel momento più positivo della stagione, fiducia che gli uomini di Pianigiani sperano di ritrovare nel momento più importante.

CHI SCENDE
Theodore e M’Baye sono stati esclusi dal roster nelle ultime partite, proprio quelle in cui gli allenatori definiscono le rotazioni in vista dei tanti impegni ravvicinati che caratterizzano i playoff. Viene naturale pensare che, salvo infortuni di altri, la loro stagione si sia già conclusa, e la loro avventura a Milano anche.

STATISTICHE INDIVIDUALI
#0 Andrew Goudelock (191-G-88) 15.3 ppg, 2.5 rpg, 1.8 apg
#5 Vladimir Micov (203-A-85) 11.7 ppg, 3.2 rpg, 1.9 apg
#7 Davide Pascolo (203-A-90) 4.0 ppg, 4.1 rpg, 0.9 apg
#15 Kaleb Tarczewski (213-c-93) 8.7 ppg, 6.9 rpg, 0.5 apg
#19 Maindaugas Kuzminskas (205-A-89) 6.7 ppg, 3.0 rpg, 1.3 apg
#20 Andrea Cinciarini (193-P-86) 6.6 ppg, 3.0 rpg, 2.6 apg
#22 Marco Cusin (211-C-85) 2.9 ppg, 3.0 rpg, 0.2 apg
#23 Awudu Abass (200-A-93) 4.4 ppg, 2.3 rpg, 0.7 apg
#24 Amath M’Baye (206-A-89) 6.4 ppg, 3.5 rpg, 0.8 apg
#25 Jordan Theodore (183-P-89) 10.4 ppg, 2.9 rpg, 2.9 apg
#45 Dairis Bertans (194-G-89) 7.0 ppg, 0.8 rpg, 1.1 apg
#55 Curtis Jerrells (185-P-87) 9.4 ppg, 1.6 rpg, 2.8 apg
#77 Arturas Gudaitis (211-C-93) 10.9 ppg, 7.3 rpg, 0.4 apg

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