Sidigas Scandone Avellino: il pagellone di fine stagione

Sidigas Scandone Avellino: il pagellone di fine stagione

I voti di basketinside.com ai Lupi irpini della Sidigas per la stagione 2016/2017.

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La Scandone Avellino ha terminato la propria stagione, per la seconda volta consecutiva, in Semifinale Scudetto, dopo aver perso la serie contro la Reyer Venezia per 4-2. Stagione tutto sommato positiva per gli uomini di coach Sacripanti, che sono stati protagonisti anche nell’edizione inaugurale della Basketball Champions League targata FIBA, arrivando a fino agli ottavi di finale. Problemi soprattutto di infortuni hanno invece minato il cammino nelle Final Eight di Coppa Italia, conclusosi già al primo turno, dopo la finale disputata nel 2016. Resta un pizzico di rammarico per la Sidigas, che ha perso un’occasione, forse irripetibile, di raggiungere uno Scudetto che avrebbe sicuramente rappresentato un traguardo storico, visti anche gli andamenti delle semifinali: la sorpresa Trento ha eliminato i campioni dell’EA7 Milano e la stessa Sidigas in Gara 4 contro i lagunari è stata, al contrario delle apparenze, vicinissima ad un 3-1 che avrebbe messo una seria ipoteca su una Finale da favorita.
Di seguito i giudizi per i singoli del team biancoverde.

Andrea Zerini: voto 6-
Stagione di alti e bassi per l’ala fiorentina, che è stato il primo volto nuovo della campagna acquisti estiva della Scandone. Per certi versi non ha reso all’altezza delle aspettative, complice anche un minutaggio non sempre all’altezza, ma complessivamente non ci sentiamo di dargli un’insufficienza, visto che ha dimostrato all’occorrenza di sapersi impegnare in un ruolo non suo (il centro) e soprattutto in fase difensiva. #incompreso

Joe Ragland: voto 9
Trattenuto in Irpinia con le unghie e con i denti dopo la bella annata scorsa, il play di West Springfield è cresciuto partita dopo partita e si è confermato il vero e proprio go to guy del team di Sacripanti, che, non a caso, ha avuto il suo momento peggiore quando è stato ai box per un problema alla spalla sinistra. Oltre alle note caratteristiche tecniche, quest’anno, soprattutto nel finale, ha dimostrato doti umane da campione assoluto: nonostante la perdita dell’amato fratello Shawn a maggio, ha voluto comunque dare una mano ai propri compagni nei Playoff disputando match davvero commoventi. #mvp

Marques Green: voto 6.5
Il capitano biancoverde, alla sua sesta volta con la canotta della Scandone, ha svolto il suo solito lavoro encomiabile, nonostante l’età che avanza. Il folletto di Philadelphia ha disputato una discreta stagione (high di 27 punti nella gara di andata persa in casa contro Reggio Emilia) ed ha guidato la cabina di regia, sostituendo Ragland o giocando anche contemporaneamente al compagno di reparto, smazzando assist a destra e a manca come da copione. #leader

David Logan: voto 6.5
Arrivato a febbraio, all’indomani dell’eliminazione dalle Final Eight, l’ex Sassari è stato presentato come il colpo ad effetto in corso d’opera per far fare il definitivo salto di qualità al roster biancoverde. Ci ha messo un po’ di tempo per integrarsi in un sistema già rodato come quello di Avellino, ma dopo ciò ha comunque mostrato, seppur a correnti alterne, il suo talento immenso, tanto ammirato negli anni in Sardegna. Con Ragland ha composto forse il miglior backcourt della Lega, ma nonostante ciò, la Sidigas non ha raggiunto l’obiettivo storico della finalissima. #boccadafuoco

Lorenzo Esposito: sv

Maarten Leunen: voto 6.5
Per l’ex ala di Cantù vale un po’ lo stesso discorso fatto per Green. Il numero 10 biancoverde ha però cominciato un po’ in sordina la stagione, in maniera anche inaspettata. Col passare del tempo, è tornato ai suoi livelli da mental leader ed ha ricoperto molto spesso il ruolo di “lungo regista”, oltre che di solito cecchino mortifero da oltre l’arco. Sicuramente è da citare il suo fantastico buzzer-beater in Gara 3 a Reggio Emilia che ha mandato la Scandone in semifinale. #prof

Marco Cusin: voto 5.5
Il pivot azzurro è sicuramente una delle delusioni della Sidigas di quest’anno. Arrivato come uno dei potenziali uomini chiave della stagione irpina, non ha avuto un rendimento all’altezza quantomeno della sua ottima stagione a Cremona nel 2016. Ha cercato pian piano di venir fuori da questo appannamento sfornando anche buone prestazioni a livello difensivo, ma possiamo dire che era lecito aspettarsi di più da giocatore di esperienza come lui. Sfortunatamente, ha dovuto patire anche un brutto infortunio alla mano, che gli condizionato ulteriormente il finale di stagione. #cercasicuso

Giovanni Severini: voto 6
Giudizio di stima per il pur volenteroso ragazzo con la canotta numero 19. In estate è stato fortemente voluto il suo rinnovo da coach Sacripanti, il quale però non gli ha concesso molto spazio, visto anche il mancato salto di qualità che ci si aspettava da lui. #gregario

Levi Randolph: voto 6
Il prodotto di Alabama è stato una delle piacevoli sorprese dell’inizio campionato della Sidigas, che ha visto le sue prestazioni riempirsi di talento e sostanza. La nota negativa è rappresentata dal suo finale di stagione, combaciato con prove decisamente sottotono, che ne hanno condizionato il voto finale. La guardia statunitense, come anche gli altri rookie, non ha del tutto dato quell’apporto che speravano ad Avellino. #appagato

Shawn Jones: voto 6.5
È stato l’ultimo arrivato in casa Scandone ma ha dimostrato di essersi integrato fin da subito, sfoderando, nelle poche volte in cui è stato chiamato in causa (tre partite disputate, ndr), prestazioni molto convincenti grazie alla sua fisicità, unita ad uno spiccato atletismo. Chissà che cosa sarebbe successo se Sacripanti gli avesse concesso maggiori chance durante i Playoff, soprattutto contro Venezia. #alternativadilusso

Retin Obasohan: voto 5.5
L’estroverso esterno, uscito da Alabama come Randolph, ha avuto sin da subito problemi soprattutto in fase offensiva, non disdegnando impegno invece in quella difensiva. L’ago della bilancia, però, è stato la troppa discontinuità da parte del nazionale belga, che nella seconda parte ha ceduto il posto nelle rotazioni a David Logan ed ha visto il campo raramente. #piùfumochearrosto

Kyrylo Fesenko: voto 7.5
Stagione sopra le righe per il centrone ucraino, che in Italia ha dimostrato di non avere eguali nel suo ruolo. Quando fa a sportellate sotto canestro sono dolori per gli avversari e le 59 schiacciate ed i 182 falli subiti in stagione lo dimostrano. Componente dell’asse portante (quello play/pivot con Ragland) della Sidigas, è stato inevitabilmente il punto di riferimento offensivo sotto le plance, adoperando la sua devastante mole da 216 cm per 130 kg. Alberani e Sacripanti sperano di trattenere, oltre al play, anche l’ex Jazz, che si è fatto ben volere dai tifosi bianvoverdi per la sua spiccata simpatia. #kingkong

Adonis Thomas: voto 6+
Dall’ala ex Pistons ci si aspettava molto, nonostante un grave infortunio che gli aveva fatto saltare l’ultima stagione. Ebbene, l’annata del numero 55 biancoverde è stata costellata da tanti up, ma anche tanti down, che non gli hanno concesso di esprimersi al meglio e che probabilmente lo spingeranno altrove il prossimo anno. Quando è in giornata sembra non avere limiti il suo repertorio offensivo, ma le sue amnesie difensive sono sotto l’occhio di tutti. Dopotutto è un classe ’93, ha ampi margini di miglioramento. #discontinuo

Salvatore Parlato: sv

Coach Stefano Sacripanti: voto 6.5
Dopo una splendida stagione, il coach brianzolo ha condotto la Scandone nuovamente in Semifinale Scudetto. Tutto ciò è avvenuto grazie ad un grande lavoro, in sinergia con il DS Alberani, che ha permesso prima il potenziamento della squadra, poi i buoni risultati arrivati sul campo. C’è però un po’ di delusione per come è andata a finire la serie con Venezia, in cui forse Pino avrebbe potuto cambiare la carte in tavola, fin da subito, con conseguenze che nessuno, però, può immaginare ad oggi. Si sa, in ogni caso, che con i se e con i ma non si va avanti e la cosa certa è che Avellino si riconfermata dopo un anno tra le prime quattro in Italia, anche per merito del coach. #condottiero

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