Speak&Roll, di Franco Montorro – Caso Sassari: esonero non per caso

Speak&Roll, di Franco Montorro – Caso Sassari: esonero non per caso

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Conosco e stimo Stefano Sardara, persona intelligente e al passo con i tempi, vedi l’importanza che dà alla sua presenza sui social network, sorta di Gianni Morandi della pallacanestro, pronto a dare spiegazioni sull’esonero di Meo Sacchetti ad una platea più allargata di quella di una conferenza stampa a Sassari e in larga parte formata da esterni, cioè da non tifosi della Dinamo.

Questa gestione ampliata della comunicazione non ha però fornito elementi di vera informazione, ha alluso anziché dire, ha lasciato intendere anziché essere trasparente, ha avuto un po’ la connotazione da “Voi sapete che io so cose che voi non potete sapere”. Ma  è nel gioco delle parti, quello di una dirigenza amministrativo-politica e tecnica separate in casa.

Da tempo, anche se, ammettiamolo, erano stati bravi, Sardara e Sacchetti, a continuare a sorridere fingendo corrispondenza degli amorosi sensi. E adesso si sente dire: sarebbe stato meglio separarsi a giugno, dopo la vittoria dello scudetto a coronamento di un’annata probabilmente irripetibile. Ci avrebbero guadagnato tutti, dalla società con molto tempo davanti per scegliere un sostituto a Meo, che – chissà – oggi potrebbe sedere lui sulla panchina della nazionale in maniera più duratura di quanto non lasci intendere l’interim ad Ettore Messina. Ma non era così semplice, perché l’esaltazione del momento avrebbe fatto di Sacchetti un martire e di Sardara un incosciente. Da allora alla decisione della settimana scorsa non è poi cambiato molto, se non la consapevolezza, in casa del Banco di Sardegna che la storia della sua gloria è già stata scritta e probabilmente non si aggiorna.

Le ragioni del dissidio passano sicuramente da e per le scelte di mercato e arrivano in maniera altrettanto certa ai rapporti fra allenatore e squadra, che se sono in sintonia fanno riflettere molto un dirigente su tempi e modi di un esonero. Però bisognerebbe andare alla conta, perché come dice un santone del giornalismo nazionale, Gianfranco Civolani, se un giocatore è contro l’allenatore, la società sta con l’allenatore. Se contro ci sono due giocatori, la società sta con l’allenatore. Se sono tre inizia ad avere meno certezze, se sono quattro o di più sta con i giocatori, perché la cronaca è sempre più importante della storia.

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