Special Interview. Roberto Russo: da Latina a Caserta

Special Interview. Roberto Russo: da Latina a Caserta

Il percorso emotivo e professionale del giovane preparatore fisico, classe 1985 che mette pochi chilometri tra la sua esperienza a Latina e la nuova avventura in Serie A con la Juve Caserta.

Un percorso importante partito nel 2012 con la DIKE Basket Napoli e proseguito con la chiamata in casa Latina Basket. Qui Roberto si ferma per due stagioni consecutive contribuendo con il suo fondamentale lavoro, alla vittoria della Coppa Italia – Serie B – nel marzo del 2014 ed alla eccellente stagione sotto la guida di Coach Luigi Garelli che terminerà con il passaggio nella Serie superiore. Per Roberto Russo (fratello di Aldo, Coach riconfermato alla Due Esse Basket Martina) un cammino esponenziale ma non senza perdere di vista il bagaglio emotivo che queste esperienze gli hanno trasmesso. Ho vissuto con lui i momenti più o meno complicati dell’ultima stagione in maglia nerazzurra ed ho deciso di fargli qualche domanda per farmi raccontare il suo punto di vista rispetto ai suoi impegni.

Roberto, raccontaci della tua esperienza in casa Benacquista e cosa ti hanno lasciato queste due stagioni a tratti controverse.

“Dal punto di vista professionale è stato un vero banco di prova: venivo da un’esperienza con la pallacanestro femminile; Latina era appena retrocessa ed il Team stava allestendo una squadra per ritornare immediatamente su, servendosi di un coach disposto a scendere di categoria per vincere. Era la prima occasione per mettermi in gioco fuori dalla mia regione, quindi anche una sfida con me stesso: intorno alla squadra c’era ansia da risultato più che pressione. Sapevamo di non poter/dover mai sbagliare e questo, personalmente, mi è servito tanto per accrescere la mia professionalità. La conferma per la stagione successiva è stata una grande soddisfazione, soprattutto per tutti i sacrifici che avevo fatto e per tutto il lavoro svolto durante la stagione precedente: c’era stato qualche interessamento da parte di altre squadre ma Gigi Garelli ha “insistito” (intercedendo con la società affinchè venisse incontro alle mie “esigenze”) in modo da poter continuare il percorso iniziato l’anno prima. Non smetterò di ringraziarlo per questo! La stagione è stata molto intensa, l’impegno profuso sempre massimale; anche se i risultati non ci sorridevano, il percorso è stato molto formativo per quanto mi riguarda: il mio bagaglio di esperienza è aumentato tanto, quindi sono andato via da Latina notevolmente arricchito. Dal punto di vista umano, quando spendi tanto tempo e tante energie in un luogo, quel posto ti resta dentro, ti segna… Ho conosciuto tante persone, con alcune di loro si è creato un rapporto che continua e continuerà ad esistere, mi porto dentro tanti ricordi e spero di aver lasciato un pizzico di buono a tutte le persone con cui ho condiviso due importanti anni della mia vita professionale.”

Tu ha accumulato anche una discreta e robusta esperienza nel Settore Squadre Nazionali. Hai questa doppia identità professionale: in campo e fuori dal campo. Raccontaci cosa fai fuori dal campo, sempre per la Pallacanestro.

“Al momento della mia firma a Latina, ricoprivo in Campania la carica di preparatore fisico territoriale (PFT) da circa 3 anni a cui ho a malincuore dovuto rinunciare  per ovvi motivi logistici. In quei tre anni avevo accumulato tanta esperienza con i vari raduni giovanili e gli incontri tra PFT di tutte le regioni, momenti in cui il confronto è motivo di importante crescita personale. Una volta date le dimissioni, sapevo di aver perso qualcosa in termini di opportunità di miglioramento così, appena finita la scorsa stagione a Latina, ho dato la mia disponibilità a Francesco Cuzzolin nel caso ci fosse stato bisogno di dare una mano. E quest’estate, proprio grazie a Francesco, mi è arrivata l’opportunità di incontrare gli arbitri, durante uno stage tenutosi a Napoli, e portare loro il mio contributo sulla preparazione fisica degli arbitri di pallacanestro. Sono poi stato a Norcia dove ho avuto la possibilità di interfacciarmi con gli iscritti al 2° anno del corso Allenatori, per parlare della preparazione fisica nella pallacanestro : anche da questa esperienza ho ricevuto importanti feedback per potermi migliorare. Per concludere la mia estate professionale ho fatto parte del corpo docente nei corsi regionali per Preparatore Fisico di Base, (il nuovo corso Federale volto alla formazione di nuovi preparatori) della regione Campania ed ho avuto l’opportunità di intervenire anche nella regione Toscana come docente esterno. E’ stata una gran bella esperienza forse in virtù del fatto che, essendoci una notevole differenza tra l’attività di preparatore e quella di formatore, questa varietà e sfaccettatura della stessa professione mi spinge a fare sempre meglio per poi poter comunicare e condividere i progressi e la crescita.”

La tua estate si è illuminata ancor più dopo la chiamata da Caserta, uno dei giganti della storia della Pallacanestro Italiana: Si può rimanere anche scioccati nel ricevere una convocazione così importante. Come hai reagito?

“Quando è arrivata la chiamata di Caserta c’erano in ballo altri due “contatti”, ma ho smesso di interessarmene immediatamente. Per un campano come me la chiamata di Caserta non è solo lavoro, è un onore: per la sua storia, per l’organizzazione societaria, per l’interesse che la squadra suscita in città. Ho lavorato a Caserta nel settore fitness per circa due anni prima di venire a Latina ed una delle cose che mi ha colpito è che a Caserta, di lunedì mattina, si parla di basket e non di calcio!!! Per cui non mi interessava la categoria in cui avrebbe giocato, era un treno che non sarebbe passato una seconda volta ed andava preso al volo. L’unica cosa che continuo a ripetermi adesso è :”Testa bassa e pedalare!!!” Darò tutto me stesso, metterò a disposizione di staff tecnico e società tutta la mia professionalità e tutta la mia disponibilità affinchè la squadra possa raggiungere il miglior risultato possibile. Non vedo l’ ora di iniziare!!!”

Il 30 luglio la Juve Caserta ha avuto l’ufficialità dell’ammissione a disputare il campionato di Lega A: la scelta di Roberto si arricchisce della consapevolezza di poter confrontarsi con una categoria probabilmente molto stimolante per la sua carriera.

Non possiamo che augurargli una splendida avventura!

 

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