Torino: Forni non ci sta a darsi per vinto

Torino: Forni non ci sta a darsi per vinto

Tifosi “eccellenti” che discutono appassionatamente sui social, Miller che passa a Verona scaricato da Torino e Trento in splendida forma alle porte alla vigilia di una partita che potrebbe decidere la stagione Manital definitivamente. A corollario di tutto ciò il Presidente dice la sua.

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Settimana intensa per i sostenitori gialloblu alla vigilia di uno scontro che potrebbe scrivere la parola fine sul campionato di A della Manital così come alimentare il lumicino di speranze rimaste alla squadra di Vitucci.

Trento arriva a Torino carica della vittoria su Milano in Eurocup dove ha dimostrato di essere al meglio sia a livello fisico che mentale. La Manital arriva a questo appuntamento dopo una settimana di passione: dopo la sconfitta a Capo d’Orlando, dove ha dimostrato ancora una volta di esser una squadra senza identità, in molti tifosi si sono scagliati sui social contro l’Auxilium, senza risparmiare nessuno tra giocatori, staff tecnico e dirigenziale, ma la voce e la dichiarazione più pesante è arrivata su Facebook da Paolo Viberti, storica firma del basket torinese (fino al 2014 a Tuttosport), che assieme al fratello Giorgio (giornalista de La Stampa) hanno raccontato negli ultimi 40 anni vicende e vicissitudini del basket sotto la Mole. La dichiarazione di Paolo Viberti (dal titolo QUESTA MANITAL NON E’ LA MIA AUXILIUM) ha scosso non solo gli animi dei tifosi, ma anche quelle di colleghi come Piero Guerrini (Tuttosport) e Domenico Latagliata (La Stampa), quelle di ex giocatori Auxilium come Charlie Caglieris e Carlo Della Valle ed anche da parte di presidenti di squadre torinesi (e non), rappresentanti della Federazione, allenatori e dirigenti stessi della Manital; ognuno a dire la sua, chi pro e chi contro le parole del giornalista, raccogliendo, di contro, la risposta di uno degli storici tifosi  Auxilium  Daniele Vicini dal titolo opposto (ovvero LA MANITAL E’ LA MIA AUXILIUM) come dichiarazione d’amore per la squadra della propria città che senza il sostegno dei tifosi stessi oggi neanche esisterebbe.

A questo punto della stagione e vista la situazione, in questo tourbillon di like e scontri verbali, accuse neanche velate e dettate da rabbia e disillusione, con molti indici puntati (e carichi), proprio uno di quelli che si sono rivelati essere una delle maledizioni della stagione, ovvero il rookie Ian Miller, dichiara con un twit: “Free at last free at last thank god almighty I’m free at last!” (Libero, finalmente libero finalmente grazie Dio Onnipotente, sono libero finalmente), il messaggio, inizialmente criptico a meno di non esser un evaso di galera, viene chiarito da lì a poco con un secondo twit “Next Stop #Verona”, twit inaspettato anche dall’ufficio stampa scaligero che si è visto costretto a dover pubblicare una dichiarazione ufficiale in breve tempo.

Il mattino seguente arriva anche la dichiarazione da parte Manital con il breve comunicato: “La Società Auxilium Cus Torino comunica di aver risolto per giusta causa il contratto con l’atleta Ian Miller. Alla base della risoluzione il reiterarsi di comportamenti non conformi alle regole stabilite dalla stessa Società.” (il secondo dopo il caso Dawkins).

Oggi, un presumibilmente esausto Antonio Forni decide finalmente di uscire allo scoperto con una tesa dichiarazione ufficiale rivolta a stampa e tifosi:

Nei momenti critici si mettono da parte le polemiche e si fa quadrato intorno alla Squadra. Se è giusto ed utile spronarla, pungolarla nell’orgoglio, scuoterla dal torpore, evidenziarne gli errori, è invece puro autolesionismo recitare prematuramente il de profundis o fare bilanci della stagione a sette giornate dal termine, a meno di non voler contribuire più o meno inconsciamente alla fine del Sogno. I tifosi autentici della Manital questo l’hanno compreso. E pur non astenendosi da critiche e perplessità, fanno sentire il loro sostegno morale, si comportano come gli amici nei momenti difficili, rinviando a dopo l’eventuale processo e creando il clima migliore per le prossime sette battaglie. Diversamente si alimenta il disfattismo e la volontà di resa.

Credere ancora nella permanenza in A non è un’illusione, è un dovere dei tifosi sugli spalti come dei giocatori in campo: si crede e si lotta sino alla fine. Tanto più quando ci sono ancora speranze concrete che nascono non solo dell’esame del calendario, ma soprattutto dalla disamina obiettiva della qualità del nostro roster, chiamato oggi a superare atteggiamenti e comportamenti errati, che possono e pertanto DEVONO essere evitati nell’immediato.
Ho parlato ai giocatori e a loro ho chiesto un ravvedimento operoso ed un pronto riscatto. Vedremo. Ora mi rivolgo a coloro che all’inizio della stagione avevano apprezzato la campagna acquisti, che successivamente imputavano il nostro ritardo in classifica alle avversità di ogni tipo (scrivendo che all’appello mancava soltanto l’invasione delle cavallette al Ruffini), che hanno continuato ad elogiare gli sforzi della Società quando prontamente procedeva a sostituzioni di giocatori infortunati od assenteisti. Forse fin troppo generosi alcuni giudizi, perché qualche errore la nostra dirigenza sportiva l’ha commesso …e non poteva essere diversamente, perché lo scalino tra A2 e serie A è decisamente alto. Ma ora mi sembra che nel momento più sbagliato (quando ci si dovrebbe ricompattare) prevalga la critica distruttiva. Ed allora scopriamo che avremmo dovuto assoggettare a preventiva terapia psicoanalitica (durata ?) il rookie da tutti salutato come di nobile formazione cestistica. Avremmo dovuto confermare un americano della scorsa stagione che aveva già scelto di andare via e firmato all’estero a condizioni economiche esose (e che comunque non aveva esaltato in serie A nella sua precedente esperienza ). Naturalmente gli italiani sono diventati tutti bambinoni viziati …e così via. La libertà di critica è sacra, non voglio condizionarla, non chiedo neppure maggiore equilibrio o maggiore onestà intellettuale o coerenza con quanto si è detto o scritto alcuni mesi fa. Chiedo soltanto che in un momento difficile come questo ci si astenga dal turbare l’ambiente. Perché non è giunto ancora il momento del rinvio a giudizio …È ancora il momento della lotta. Diversamente si distrugge davvero ogni speranza di restare in A . Anche il sottoscritto preferisce sospendere giudizi e decisioni , pur essendo profondamente deluso. E non solo dal comportamento della squadra. Il discorso è molto più complesso ed articolato e riguarda anche l’ambiente “esterno” alla realtà sportiva. Ma non è ancora giunto il momento di parlarne. Adesso voglio concentrarmi sulle prossime sette battaglie, perché nulla ancora è perduto; il futuro è ancora esclusivamente nelle nostre mani. Chiudo pertanto facendo appello al pubblico torinese perché accorra in massa al Ruffini a sostenere i colori gialloblù nelle quattro sfide casalinghe, iniziando da domenica prossima
.”

Non resta che lasciare la parola al campo e domenica alle 18 vedremo se sarà stato accolto il messaggio di Forni  sia da parte della squadra che da parte dei tifosi.

L’ultim’ora porta come ulteriore novità a questa settimana l’arrivo del ventenne sloveno Robert Vujanic tra le file Manital, centro di 203 cm.

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