Torino: La situazione sul caso Dyson e Miller

Torino: La situazione sul caso Dyson e Miller

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Dopo qualche giorno dal “fattaccio” iniziano ad emergere le prime notizie (e molte supposizioni) su come siano andati realmente i fatti nella notte dell’Epifania al “Club 84” di Torino, gli stessi giocatori parlano solo di una “piccola incomprensione”, ma non sembra sia stato proprio così.

Appare sempre più plausibile il fatto che chi ha picchiato Dyson e Miller non lo abbia fatto “casualmente” ma sembra ci sia una buona dose di premeditazione in quanto accaduto.

A quanto pare Miller era un habitué del Club, tanto da aver postato in passato foto su Twitter con ragazze in pose discinte e forse proprio un apprezzamento o una frequentazione passata, con un ragazza “sbagliata” potrebbe essere una delle cause scatenanti dell’aggressione. I due giocatori hanno avuto uno scontro verbale con altri due frequentatori del locale ed a quel punto sono intervenuti i buttafuori a chiedere “energicamente” ai due americani di lasciare il locale. A quel punto i due, che si stavano dirigendo al parcheggio per salire in auto, sono stati raggiunti dal buttafuori albanese che nel mentre aveva radunato i suoi compari (o forse si erano già organizzati precedentemente) e da lì è partita la scazzottata. Quando la polizia è arrivata (dopo le 4) gli aggressori si erano già dissolti.

Di grave c’è che oltre a pugni e calci sembra che dalle indagini sia spuntato fuori anche un coltello, motivo per il quale Dyson avrebbe provato a difendere il collega. Ma non solo, La Stampa di oggi riporta anche di un “avvertimento” ricevuto precedentemente da Miller, ovvero il segno di uno sparo sulla facciata della casa dell’americano in pieno centro a Torino apparso ad Aprile.

La società aveva già provato in passato a redarguire il giocatore, che a quanto pare è avvezzo a frequentare ragazze “poco raccomandabili” e locali notturni, ma come si dice: “a tirare troppo la corda, si spezza” ed a farne le spese è stato il “Pistolero” che, arrivato da poco a Torino, aveva iniziato a dare un barlume di speranza ai tifosi gialloblu con le sue giocate che hanno permesso al team di Vitucci di sganciarsi dall’ultima piazza in classifica con tre vittorie importanti.

Ora gli inquirenti sono alla caccia di 4 persone (2 italiani e 2 albanesi) e forse una quinta persona (quella che ha estratto il coltello) che sono stati già riconosciuti in quanto in passato già finiti negli uffici della questura.

Per quanto riguarda la squadra non resta che ributtarsi sul mercato, nonostante la Manital abbia già fatto importanti sforzi in questa stagione, compreso l’arrivo dello stesso Dyson, il quale dovrà stare un mese a riposo assoluto solo per vedere dopo 30 giorni in che condizioni si troverà, e quantomeno ce ne vorrà un altro (si spera) per le cure del caso. Sfortuna vuole che lo stesso giorno dell’incidente Dawan Robinson abbia firmato per Lubiana e l’Auxilium, che intanto ha già mandato in avanscoperta il Team Manager Marco De Benedetto negli States, dovrà decidere se avvalersi ancora del 5+5 (ma i 6 visti disponibili sono esauriti) o passare al 3+4+5 barcamenandosi nei vari giochi di tesseramenti possibili tra comunitari ed extracomunitari cercando di evitare la multa per il cambio di formazione. Gli eventuali nomi che circolano al “basket-bar”vanno da Ukic a Mekel, ma sono forse più i desideri dei tifosi. La società vista la delicata situazione non può sbottonarsi più di tanto come spiega l’AD Massimo Feira: “È evidente che il roster debba essere completato. Ci stiamo guardando intorno ma non ne sono rimasti tanti: dobbiamo anche capire con coach Vitucci quali possano essere le caratteristiche necessarie al suo gioco e a sostituire un campione come Dyson. Cerchiamo un professionista vero, che venga a Torino con l’intenzione di aiutarci veramente e non di svernare”.

Purtroppo per Torino inizia male quest’anno bisesto ma, scaramanzia a parte, non resta che attendere gli sviluppi della situazione e sperare che tutto si risolva per il meglio, ringraziando il cielo che per quanto accaduto non si stia parlando di qualcosa di molto più grave.

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