Toti: “Il Palazzetto non chiuderà per la finale, no al PalaEur”

Toti: “Il Palazzetto non chiuderà per la finale, no al PalaEur”

Questa mattina sul quotidiano La Stampa il Presidente della Virtus Roma Claudio Toti sembra spegnere con un paio di frasi le polemiche che si sono accese in questi giorni sulla questione “campo da gioco” della sua Roma per questa storica finale conquistata e che vedrà la squadra della Capitale contrapporsi a Siena, come cinque anni fa.
La domanda da un milione di dollari era: Palazzetto dello Sport o PalaEur? I tifosi e gli appassionati si sono scatenati elecando i pro e i contro di ognuna delle due opzioni, anche se la maggior parte di è schierata a favore del palazzone dell’Eur, per cercare di non lasciare nessuno e permettere a tutti di godere dello spettacolo che sicuramente queste finali offriranno.

Di altro parere però è Toti, che fin da subito ha mantenuto la sua posizione a favore dell’impianto di Viale Tiziano, e che stamattina ha ribadito nell’intervista sopracitata: “Il Palazzetto dello Sport non si chiuderà per la finale.” ha dichiarato il presidente “Il basket non è come un concerto di Claudio Baglioni: i tifosi appassionati verranno trattati come meritano, file riservati agli abbonati, prezzo differenziati. Dico no al tifoso da finale e basta.”
Sembra essere irremovibile Toti, nonostante i giocatori stessi abbiano espresso la preferenza per il grande impianto dell’Eur, che avrebbe offerto una cornice di pubblico di grande effetto, e a niente è servita nemmeno la lettera scritta dai tifosi (e sotoscritta in poche ore da più di 400 appassionati) che chiedevano al presidente di tornare all’Eur proprio per rendere onore a questa grande Virtus.
“Ho letto l’invito dei tifosi che chiedono il cambio di sede,” ha affermato Toti “ma in gioco c’è la finale scudetto e la pressione di 3mila e cinquecento sugli spalti è un patrimonio da non perdere.”

E il tifo e il sostegno di 11mila in una cornice come quella dell’Eur, da sempre teatro dei più grandi succesi romani e soprattutto dell’unico scudetto conquistato dal Bancoroma nel 1983, è un patrimonio a cui si può rinunciare così facilmente?  Mai come in questa occasione c’è da dire che sarà il campo a parlare e a decretare chi avesse ragione in qesta disputa.

Il presidente ha poi espresso parole di grande orgoglio per questa squadra e per il grande successo ottenuto, sia nel conquistare una finale scudetto sia nell’aver riportato ad innamorarsi della Virtus tutta la città di Roma: “Siamo in finale dopo aver costruito una squadra in fretta, con una società di persone competenti e con il 60 per cento di budget in meno rispetto a quella che raggiunse l’ultimo atto del campionato contro Siena cinque anni fa quando in panchina c’era Repesa e in campo Bodiroga.”
E pensare che questa estate aveva deciso di fare un passo indietro…
Legare il mio nome alla fine della pallacanestro nella Capitale un po’ mi bruciava, ma la scorsa estate ero convinto come mai di non iscrivere la squadra al campionato. Poi, i miei figli e quelli che amano davvero il basket mi hanno fatto cambiare idea. Sul mercato siamo stati decisionisti, poi è nata una grande famiglia: i ragazzi vivono tutti nello stesso residence. Cucinano insieme, escono insieme: l’idea della condivisione dello stesso spazio fuori dal campo la coltivavo da tempo e, adesso, chi arriva a Roma sa che nel contratto trova non solo le cifre dell’ingaggio, ma anche molto altro”.

Roma inoltre, a coronare questo anno magnifico, con il passaggio di Siena centra anche il grande ritorno in Eurolega. Alla domanda se questa squadra sia pronta per l’Europa il presidente risponde: “Il nostro direttore generale dice che con qualche piccolo ritocco faremo bene anche nell’Europa più importante”.
Bisognerà quindi aspettare l’anno prossimo per vedere tornare Roma nella grande cornice dell’Eur? Ai posteri l’ardua sentenza…ora c’è una finale a cui pensare.

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