Treviso: presentato Djordjevic

Treviso: presentato Djordjevic

E’ una Sasha Djordjevic carico e scintillante quello che si presenta a La Ghirada come nuovo allenatore della Benetton Basket accompagnato dal presidente Andrea Benetton, dall’AD Enzo Lefebre e dal GM Claudio Coldebella. Una nuova avventura professionale per il coach serbo (accordo annuale), il 21° allenatore capo della storia della Pall.Treviso, accolta con entusiasmo. Ecco le prime parole di Djordjevic da nuovo capo allenatore.

Sono contentissimo di trovarmi in un posto storico per il basket; se leggo i nomi degli allenatori passati qui… Obradovic, Messina e D’Antoni, gente grandissima che nella mia vita cestistica mi ha dato tanto, da allenatore o da avversario. In particolare Obradovic secondo me è il più grande di tutti i tempi ed è un mio grande maestro, perciò sono orgoglioso di sedermi sulla stessa panchina dove si è seduto lui. Io sono qui per trasmettere qualcosa del mio carattere e delle mie motivazioni in questo momento particolare del club. La società sta lavorando nella direzione giusta per mantenere la grande tradizione del club e io sono qui per iniziare un lavoro stimolante e teso al futuro. Il mio accordo è annuale perché la situazione attuale non consente altrimenti, ma non mi interessano i numeri, mi interessa la qualità del lavoro e dell’ambiente e sono convinto che ci sarà la possibilità di guardare avanti, molto più in là”.

Sugli obiettivi personali e sulla squadra che avrà a disposizione il nuovo coach non si nasconde.Umiltà, questo sarà il mio approccio con la squadra. Io son qui per portare la mia umiltà, e per far giocare tutti i ragazzi ai massimi livelli. Ho un carattere particolare che conoscerete, mi piace stimolare l’estro e la creatività dei giocatori,  spero già nei prossimi giorni di rallegrare i tifosi con la firma di alcuni giocatori importanti per noi e per il progetto. Avremo una squadra giovane e ambiziosa, con qualche veterano importante. Sul parquet voglio vedere emergere il loro talento.
Quelli che abbiamo sono giocatori di alto livello, nel caso specifico Gentile che per me non è più giovane, e Motiejunas neanche. Sono nell’età giusta per giocare nella Benetton e caricarsi sulle spalle il peso della squadra, l’hanno dimostrato anche l’anno scorso.
Il  padre di Gentile, Nando, a 16 anni giocava con l’esperienza di un 36enne, da Alessandro che ne ha
19 mi aspetto la maturità almeno di un 29enne (ride) !E’ cresciuto enormemente anche Motiejunas, vedremo come andrà con il lock out, ma certamente sarà con noi per l’avvio della stagione, poi si vedrà. Ci sono anche altri giovani da valutare, mi piacerebbe da ex play maker ad esempio far maturare uno come De Nicolao, e pensiamo anche a Cuccarolo, Sandri e Wojchiechowski, sono ragazzi cresciuti qui e sarebbe bello averli parte della squadra, ma dovremo considerare con la società gli sviluppi di mercato. Già dai prossimi giorni avremo delle novità importanti.”
Bulleri?Bulleri è il capitano di questa squadra, è maturato e ha dimostrato di saper fare il capitano. Merita di finire la carriera in una squadra che gli appartiene, come la Benetton, dove ha vinto Coppe e ha conquistato titoli da MVP. Quando l’ho avuto come giocatore mi piaceva, a Milano gli davo responsabilità, ora lo vedo benissimo nel suo ruolo di capitano.”

Il motivo del ritorno in panchina?La passione ritrovata. Ho sofferto in questi anni andando in giro a guardare allenamenti, partite, presenziare a camp, commentare in tv. Io senza pallacanestro non potevo vivere, e anche la pallacanestro senza di me non può andare avanti!“ aggiunge scherzando.  
Djordjevic poi saluta il PalaverdeA Treviso c’e’ un pubblico caldissimo, l’ho conosciuto sulla mia pelle da avversario e anche recentemente quando sono stato a Treviso per l’Eurocup, e ho sempre avuto un gran rispetto per la competenza e la passione di questa piazza. Voglio salutare tutti e assicurare che sono qui per iniziare un bel progetto che speriamo possa avere sviluppi futuri per mantenere il nome del basket di Treviso al posto che gli spetta.”Obiettivi? Promesse? Non voglio fare promesse, sono pericolose, però spero che vediate una squadra che farà di tutto per lottare fino all’ultimo secondo di ogni partita. Una squadra che lotta e che dà tutto, sia nella nostra casa, il Palaverde, che fuori”.

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