Trinchieri: ” Alle spalle la sconfitta di Milano”

Trinchieri: ” Alle spalle la sconfitta di Milano”

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Il coach della Bennet, Andrea Trinchieri, ha incontrato i giornalisti in vista della sfida di domenica contro la Scavolini Siviglia Pesaro.

Andrea, inizia l’operazione Pianella?

Si, perchè adesso dobbiamo concentrarci su quello che possiamo fare e non su quello che non abbiamo fatto. Forse non abbiamo creduto abbastanza nella possibilità di vincere a Milano, ma abbiamo conservato la differenza canestri cosa che ci permette di iniziare l’operazione Pianella.

Facciamo un passo indietro a sabato. Quale è stato secondo te il momento decisivo che ha portato alla sconfitta?

Le fotografie della partita sono quattro. Nel primo tempo abbiamo aspettato una Olimpia diversa che ci sbranasse. Attendevamo un po’ la loro apertura come se fosse una partita a scacchi, per cui nei primi due periodi abbiamo controllato senza schiacciare sul pedale dell’acceleratore. Nel terzo quarto sul +13 siamo gravemente colpevoli perchè dovevamo aumentareil nostro vantaggio e invece, in quattro azioni consecutive, ci siamo mangiati 9 punti. Poi c’è stata la sfortuna di aver subito cinque bombe di Mordente con cinque marcatori differenti. Per noi, che siamo bravi ad adeguarci, questa è stata una situazione particolare e un problema. Infine negli ultimi minuti abbiamo avuto una cattiva gestione. Per questo non ho una spiegazione chiara, forse tutto ciò che è successo prima ci ha costretto a spendere energie emotive e fisiche e ci ha tolto lucidità nel finale. Le ultime tre sono le fasi critiche, considerando che comunque abbiamo perso di 2 contro una squadra che ha 38 punti in classifica…

Domenica arriva Pesaro che è in corsa per i playoff. Questo aumenta il pericolo?

 

Le formazioni in corsa per i playoff sono diverse ed era ampiamente previsto che nelle ultime giornate affrontassimo delle compagini molto “affamate”. La Scavolini è una di queste che sta vivendo un ottimo momento. A questo punto del campionato però a noi interessano poco gli avversari perchè dobbiamo giocare due partite in casa che vogliamo assolutamente vincere. Immaginiamo e conosciamo le insidie di una sfida del genere, ma intendiamo lasciarci alle spalle la sconfitta di Milano e l’unico modo che conosco per farlo è disputare una bella prestazione con Pesaro.

Ci puoi descrivere tecnicamente i tuoi prossimi avversari?

La Scavolini è la tipica squadra di Luca Dalmonte, con grande organizzazione, controllo e i giocatori sempre ai posti giusti sul campo. Una formazione che ha scelto di mettere il talento sul perimetro, con Diaz e Collins, e di avere i “colletti blu” sottocanestro. In più ha fatto un’ottima operazione a metà stagione prendendo Melli. Domenica contro di loro vorrei disputare 40 minuti tosti e intensi.

Il match di andata fu forse una delle vostre partite più brutte…

A Pesaro abbiamo controllato la gara, ma la loro ferocia nel voler vincere la sfida, dato che attraversavano un momento non felice, hadeciso la partita facendo segnare a Diaz e Hackett dei canestri difficili nell’ultimo periodo. La Scavolini havinto perchè lo voleva più di noi e questa è stata la nostra colpa. Poi sicuramente non è stata una nostra grande prestazione, ma non è nemmeno possibile giocare sempre al massimo. Noi abbiamo fatto anche delle cose discrete, però loro sono stati più feroci.

Intanto vi siete mossi sul mercato firmando Scekic. Ce lo descrivi?

 

L’obiettivo era avere un giocatore in più per i playoff. Scekic è un elemento nel pieno della sua maturità sportiva, che vanta esperienze di buon livello. E’ un’ala- centro molto forte fisicamente, che conosce la pallacanestro e sa stare in campo. Per fare un esempio mi sembra un Kelecevic decisamente più massicio e fisico e meno talentuoso.

Il vostro mercato ora è chiuso?

Secondo me possiamo ancora pensare di prendere un insurance player per gli esterni, che può essere sia comunitario sia americano. Possiamo ovviamente non vuol dire dobbiamo.

Come vedi la lotta per i playoff?

Sinceramente mi sembra un gran casino. Ho provato a ipotizzare una classifica attribuendo i punti alle squadre che giocano due partite in casa, ma si tratta sempre di match estremamente complicati per cui è praticamente impossibile fare delle previsioni.

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