Trinchieri carica i suoi:”Noi come Davide contro Golia”

Trinchieri carica i suoi:”Noi come Davide contro Golia”

Il coach della Bennet, Andrea Trinchieri, ha presentato così ai giornalisti la serie di semifinale playoff contro l’Armani Jeans Milano: “Siamo come Davide contro Golia perchè siamo gli sfidanti degli sfidanti di Siena. Noi però dal 2 gennaio siamo davanti in classifica e abbiamo difeso il secondo posto con quello che avevamo e con quello che non avevamo. Sicuramente siamo stati più stabili nell’arco della stagione regolare, ma questa è una serie di playoff. Per obiettivi, roster, blasone e budget siamo sicuramente inferiori. In questi mesi loro hanno accostato Greer a McIntyre, Rocca una settimana a Meneghin e una a Gallinari, Eze a Horace Grant, Pecherov a Russ Schoene e hanno pure dato in prestito Stoudemire a Pesaro. Considerato che l’allenatore è Ferguson devo dire che mi rendo conto perfettamente di essere Davide. Sarei soddisfatto se mercoledì fossimo 1 a 1 perchè so che noi, come abbiamo fatto a Varese, possiamo vincere anche al Forum. Un’altro fatto che mi fa capire molte cose è che i migliori allenatori di Europa vengono affiancati alla panchina dell’Olimpia e non a quelladi Cantù.

Quindi loro sono più forti, per batterli dovrete essere più bravi…

L’unica cosa che serve è lo spirito di sacrificio. Dobbiamo fare come una squadra di rugby quindi avere il pacchetto di mischia e tutti che attacchino e difendano. Dovremo essere come un equipe medica in sala operatoria, dove c’è chi usa il bisturi, chi fa le suture, chi asciuga la fronte del chirurgo. Tu puoi anche avere il miglior chirurgo del mondo, ma se quello che asciuga quel giorno non ha voglia e cade una goccia tutta la perfetta operazione è rovinata. Dovremo tendere al più grande spirito di sacrificio in quello che faremo.

Per il secondo anno consecutivo inizi una semifinale scudetto. Sensazioni?

Vorrei utilizzare un concetto di Begnini quando vinse l’Oscar. Begnini disse che il regalo più grande che gli avevano fatto i suoi genitori era stata la povertà perchè così ha potuto assaporare e godere tutte le cose straordinarie che si compiono nella vita. Per me questi due anni, con il giusto parametro dato alla parola povertà perché la nostra è dignitosissima ed è povertà solo rispetto alla ricchezza degli altri, sono stati straordinari. Esser riusciti a fare meglio della scorsa stagione vincendo la prima serie di playoff 3 a 0, aver conquistato il fattore campo in semifinale e aver disputato la finale di Coppa Italia non erano cose scontate per cui me le sono godute.

Come cambia Milano con l’innesto di Karl?

Nei playoff si gioca in sette o in otto perciò il fatto di togliere un giocatore dalla rotazione è solamente un vantaggio. Karl inoltre da all’Armani Jeans un pizzico di equilibrio in più.

Concordi che l’Olimpia sembra attaccabile nel ruolo di 4?

Non penso che si possa fare un discorso ruolo per ruolo perchè allora Milano avrebbe dei vantaggi pazzeschi sul perimetro con Hawkins, Jaaber. Karl, Mordente e Greer.

Arrivate in semifinale con una maggiore consapevolezza rispetto all’anno scorso.

Certo anche se conosciamo anche la difficoltà di questa semifinale Una cosa positiva è che ci siamo già preparati a un derby avendone giocato uno la scorsa settimana. Aver gestito bene l’emotività e lo stress di una serie come quella con Varese ci dà delle consapevolezze ulteriori.

Quindi vi sentite come Davide contro Golia?

Penso che Milano sia il feudatario e noi i vassalli: il piccolo paese che va alla grande città. Quando sai di essere Davide e giochi contro Golia ogni successo è qualcosa di bellissimo e inaspettato. Per questo concluderei citando la Bibbia che dice: “Davide cacciò la mano nella bisaccia, ne trasse una pietra, la lanciò con una fionda e…”

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