Trinchieri: “In Germania manca il passato, ma si guarda al futuro. Milano? Niente birreria…”

Trinchieri: “In Germania manca il passato, ma si guarda al futuro. Milano? Niente birreria…”

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In una location tutt’altro che usuale, una pizzeria-gourmet di via Ravizza a Milano, si è tenuta quest’oggi una conferenza stampa di coach Andrea Trinchieri, fresco Campione di Germania col suo Bamberg. Un’occasione per parlare a 360° della sua avventura in terra tedesca, del suo futuro, del suo passato e in generale del nostro Campionato. Nella prima parte dell’incontro, con le domande dei giornalisti, Trinchieri si è detto felice e sorpreso dell’aver vinto al primo anno in una nuova squadra, per di più all’estero. Una vittoria inaspettata ma frutto di un’esperienza che “ti fa mettere i puntini sulle i, ti arricchisce; è un’esperienza diversa dall’allenare in Italia. Non voglio dire meglio o peggio, ma di sicura diversa. La passionalità che in Italia ti frega, come mi disse una volta Ettore Messina, in Germania non c’è, ma è tutto più accattivante, si pensa molto di più allo spettacolo, i palazzetti sono da 7.000 posti e sempre pieni, anche in una città come Bamberg che fa 70.000 persone>>. Quindi impossibile rivederlo in Italia? No, Trinchieri non chiude la porta, ma di certo non la apre per un domani immediato. Con Milano che si è già sistemata con Repesa (“eccellente presa, ottimo allenatore”), il futuro del coach meneghino sarà a maggior ragione ancora al Brose (“resto al 125.000% a Bamberg”). Ma contatti con l’Olimpia ce ne sono stati? A detta sua, anzi arriva anche una stoccatina celata da battuta: <<In Germania ci sono già tantissime birrerie, non vado in una italiana…>> (il riferimento è all’incontro tra Proli e Banchi, due anni fa, in una birreria del comasco, quando fu raggiunto l’accordo per l’approdo del tecnico grossetano all’Olimpia, mentre lo stesso Trinchieri era stato accostato proprio a Milano, ndr). E l’EA7 non si “lega” a Trinchieri nemmeno per il discorso-Melli, almeno a sentire il tecnico: <<E’ un giocatore che mi piace molto, maturato tantissimo, che è in scadenza, ma noi in quel ruolo siamo già coperti>>. Prima dell’arrivo di coach Meo Sacchetti, invitato come ospite, ma senza dichiarazioni né nulla, Trinchieri ha commentato anche il finale di Campionato della nostra Serie A, oltre a fare qualche considerazione sulla Serie A stessa, dettata dal confronto con la Bundesliga. <<Non mi piace dire che ha perso la squadra che fa un passaggio in più (Reggio Emilia, ndr) e che ha vinto quella che fa un tiro più anticipato (Sassari, ndr); Sacchetti ha fatto un grandissimo lavoro: lui è fantastico perché de-penalizza ogni errore. Poi è ovvio, se sbagli tanto in Eurolega vieni condannato, in Italia invece puoi vincere lo stesso. Ho provato una sensazione simile alla loro G6: noi eravamo sotto di 20 a Monaco e sotto per 39′; rimontando, siamo stati davanti una sola volta ed abbiamo vinto. Se Sassari “si salva” 3 volte con i supplementari e poi vince, beh lì si capisce che sarà lei a vincere. Mi fa riflettere, semmai, la situazione di Kaukenas: quando l’ho affrontato con Cantù era un giocatore che entrava dalla panchina, faceva i suoi 10-15 punti, spaccava il match e si risiedeva. Ora, a 38 anni, fa 35′ e 25 punti. C’è qualcosa che non va probabilmente nel livello generale del Campionato, perché Rimas era ed è un fenomeno, ma dubito che a 38 anni abbia fatto ancora miglioramenti…>>. Già, il livello del Campionato italiano, strutturalmente arretrato, ormai. <<Il Brose ha un budget di 2,5/3 mln annui per il roster; ma il club ne ha a disposizione 13. Gli altri vanno per il palazzetto, gli eventi, la gestione,… Abbiamo una sorta di foresteria nella quale i ragazzi delle giovanili crescono, vengono seguiti anche a scuola e, se non vanno bene, vengono fermati dal basket. Mi è capitato anche con un ragazzo di 2.12 m, un baby-fenomeno nelle giovanili, bloccato per un 3 in matematica. E per legge di Stato, non del basket, c’è anche uno psicologo che sta vicino ai ragazzi. La storia della pallacanestro in Germania è nata in pratica nel 1993 con Pesic, ma quello moltiplica pure pani e pesci…; non c’è molto del passato, loro non sanno nemmeno chi sia un Joe Barry Carroll, io l’ho visto giocare dal vivo. Eppure puntano ad un grande futuro>>. E allora che fare in Italia? Per Trinchieri una soluzione potrebbe esserci: <<Sarebbe una cosa intelligente avere un Commissioner; anzi, in realtà forse un classico triumvirato di Commissioners, altrimenti non si metteranno mai d’accordo 16 squadre. Una persona che conosca l’ambiente, che abbia le idee chiare e che, a costo di metterci 2-3 anni, pianifichi tutto e vada dritto per la sua strada>>.

Fotogallery a cura di Claudio Degaspari

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