Varese-Siena, gara-7: la sala stampa

Varese-Siena, gara-7: la sala stampa

Le dichiarazioni dei rispettivi coach nel post-partita di Cimberio Varese-Montepaschi Siena, sfida che è valsa. la conquista della finale per la Mens Sana.

QUI il recap della sfida.

Banchi: «Complimenti agli avversari per la stagione e per la serie. Quello che si è visto in campo in queste sette partite fa onore alla pallacanestro, le due squadre non si sono mai risparmiate. L’infortunio di Dunston ha pesato molto sulla prestazione odierna di Varese, i nostri avversari hanno avuto poco peso sotto canestro. Varese si è ripresa molto bene dal 3-1, non ho mai avuto la percezione che questa serie fosse finita. Ho grande rispetto per la loro squadra. Frank mi aveva detto che imparano alla svelta ed è assolutamente vero. Queste sette partite possono essere il trampolino di lancio per il loro futuro. La loro stagione si è fermata in semifinale, ma penso che l’Europa sia il loro livello. Per quanto riguarda i nostri buona prestazione, siamo riusciti sempre a tenere in mano la partita. Abbiamo lavorato molto bene sulle palle vaganti e in una partita come questo abbiamo trovato ancora una volta in Daniel Hackett un punto di forza.»

Vitucci: «Questa è stata sicuramente una grande serie, c’è da parte mia il rammarico di non essere arrivati con sufficiente energia per fronteggiare una squadra che è passata con merito. Sotto l’aspetto sportivo non c’è niente da dire. Loro sono i campioni d’Italia, hanno vinto la Coppa Italia e hanno fatto le Top 16 di Eurolega. Noi siamo arrivati oggi in riserva piena. La serie è stata molto avvincente perché siamo arrivati comunque a gara 7. Anche la nostra vittoria a Siena ha dimostrato che il fattore campo non basta per annullare le differenze tecniche e atletiche. Nel secondo tempo siamo stati in grande difficoltà. Onore a loro. Siamo arrivati comunque a giocare una semifinale, abbiamo dominato la regular season, e sono molto orgoglioso di quello che hanno fatto i miei. Bisognerebbe ripartire da questo pubblico qui, dal punto di vista numerico; magari un po’ meno agitato. Il nostro è stato un gruppo speciale.»

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