Venezia-Milano, le pagelle: Smith trasforma in oro ogni pallone, Langford prova la rimonta ma non basta

Venezia-Milano, le pagelle: Smith trasforma in oro ogni pallone, Langford prova la rimonta ma non basta

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REYER VENEZIA: Smith: 8 (il migliore). Arriva a questa gara col 18% da 3: stasera fa 5/8 e mette a referto 27 punti. Oltre ai canestri, ci mette garra, body-Language adeguato e reattività. Se effettivamente in estate era stato vicino anche a Milano, stasera si è vendicato per benino… Taylor: 6. Parte bene, poi esce per un colpo fortuito alla testa. Torna in campo, non è scoppiettante come prima, ma fa il suo compitino tranquillamente. Peric: 6,5. Sotto canestro si fa sentire contro chiunque abbia la maglia blu stasera: che sia Melli (a cui schiaccia anche in testa) o Samuels, poco cambia. Ci mette agonismo a manetta. Rosselli: 6. Non in una serata da sfracelli, però il suo mattoncino alla causa veneziana lo porta eccome, con una buona performance difensiva, anche contro gli americani (o simil tali) di Milano, che lo impegnano non poco. Vitali: 7. Ok, la maggior parte dei suoi 19 punti è data da tiri liberi: ma 12/12 dalla lunetta non è esattamente roba da tutti né da tutti i giorni. Per di più stasera fa bene anche in cabina di regia, perde un solo pallone e chiude con un bel 25 di valutazione: bravo “playmaker falso 4”. Linhart: 4,5. Una tripla a segno e basta. Almeno per le cose positive, perché poi ci sono gli errori da 2, 3 palle perse ed una valanga di palleggi, spesso sul posto ed inutili. Unica nota veramente stonata nella serata di grazia oro-granata. Giachetti: 5. Non lascia il segno in attacco, fatica anche in difesa: 3 falli commessi, 1 persa, un solo tiro preso (e sbagliato). A parziale scusante, il fatto che non sia il suo tipo di partita. Magro: 6,5. 11 minuti di impiego, ma tanta qualità e quantità. 3/3 da 2, 1/1 ai liberi e 4 rimbalzi complessivi catturati, in un’area nella quale lui appare Magro di nome e di fatto contro omoni del calibro di Samuels e Lawal. Stasera in formato 2012/2013. Easley: 6. Numeri a parte, si può replicare il discorso fatto per il suo socio appena qua sopra: non fatica per nulla, non sfigura altrettanto e da grande atleta se la gioca ad armi pari anche contro Lawal. Akele: s.v. OLIMPIA MILANO: Jerrells: 5,5. Riccardo Pittis nel 90% delle sue telecronache per Sky ricordavo quanto fossero “infami” i pezzettoni di pubblicità appiccicati all’altezza della lunetta: è vero, però caro Curtis, non puoi scivolare ogni 3 X 2. Per il resto, trova buone triple alla fine, che danno speranza a Milano. Ma se il suo compito è quella della regia, stasera non può andare oltre il 5,5. Melli: 5,5. Il formato italiano di Melli è parente lontano del Melli europeo: timido, rifiuta diversi tiri aperti, fatica contro Smith (ma stasera avrebbe fatto fatica chiunque) e contro gli altri. Stavolta, rimandato. Moss: 6. Strano che ci mette garra… Però si salva con quella e con la difesa: non tira mai da 2 e fa un 3/8 da 3 che non è da Moss. Con lui sale il livello della retroguardia, ma questa volta non è decisivo come altre volte. Gentile: 5,5. Parte bene. Stop. Si ferma lì. Resta ancora lontano parente del Gentile superstar degli Europei in Slovenia, ma anche di alcune partite milanesi di quest’anno (come la trasferta a Bamberg), al punto che Banchi lo panchina per diversi minuti. Il discorso poi è sempre lo stesso: body language. Da rivedere. Langford: 7 (il migliore). Fa il boia e l’impiccato, il playmaker e la guardia, il fenomeno ed il giocatore normale: tutto in 40 minuti. Se a Caserta si era svegliato nel secondo tempo, qui è protagonista nella prima frazione (14 punti consecutivi segnati da Milano nel secondo quarto derivano infatti da punti suoi o di altri imbeccati da suoi assist). Diventa stancante anche per lui però fare gli straordinari in regia. Indispensabile per questa Milano. Samuels: 5. Perde 3 palloni, di cui 2 in maniera identica per infrazione di passi in azioni pressoché consecutive; fatica a prendere posizione in post basso; perde la maggior parte dei duelli con i vari avversari che lo marcano. Se il suo ruolo è fare ciò che ha fatto Dunston a Varese lo scorso anno (e che a Milano avrebbero voluto vedere in questa stagione), allora siamo lontani anni luce. Wallace: 5,5. Sarebbe un 5, aumentato di mezzo punto per il lavoro in fase di recupero-palloni fatto nei due tentativi di rimonta milanese dal -11. Per il resto mette a segno appena 2 punti, soffre in maniera devastante Smith e sembra essere molto, troppo scarico atleticamente. Da recuperare al più presto, per il bene di Milano. Haynes: 6,5. Palleggia molto meno del solito, dà un discreto apporto in costruzione di gioco ed un più che buono apporto in termini di punti. Dopo una sola vera e propria forzatura, nel secondo tempo, Banchi lo toglie e non lo rimette più: contro lo Strasburgo, invece, giocando decisamente peggio, aveva guadagnato più minuti. Lawal: 5,5. Mezzo punto in più di Samuels solo perché, per essere a Milano da una settimana, fa praticamente le stesse cose di Samardo, forse anche qualcosina in più per davvero, ma nulla di effettivamente scoppiettante. Per di più gravano su di lui i 2 falli commessi in meno di 2 minuti in apertura di gara. Cerella: s.v.

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