Venezia, presentato DJ Kennedy

Venezia, presentato DJ Kennedy

La nuova ala dell’Umana Reyer DJ Kennedy è stata presentata alla stampa al Palasport Taliercio. DJ vestirà la maglia numero 1.

di La Redazione

La nuova ala dell’Umana Reyer DJ Kennedy è stata presentata alla stampa al Palasport Taliercio. DJ vestirà la maglia numero 1.

La conferenza stampa è stata aperta dal Presidente Federico Casarin:

“L’infortunio di Washington ci ha costretto ad intervenire sul mercato. Avevamo bisogno di un giocatore con caratteristiche simili a Deron e con DJ abbiamo trovato una soluzione ottimale per il gioco di coach De Raffaele. Kennedy ha risposto con grande entusiasmo alla nostra proposta e per questo lo ringraziamo.
Ci tengo a sottolineare anche l’ulteriore dimostrazione di fiducia e la volontà di non lasciare nulla di intentato da parte della proprietà, che colgo l’occasione per ringraziare”.

Queste le prime parole di DJ Kennedy da giocatore dell’Umana Reyer:

“Poter venire a giocare qui è una grande opportunità per me. Al termine della mia esperienza in Australia il mio agente mi ha informato che c’era la possibilità di venire a giocare in questo club, consolidato ad alti livelli e impegnato nel rush finale della corsa playoff.
Ho giocato in Champions League un paio di volte contro squadre italiane ma è la mia prima vera esperienza in Italia: non vedo davvero l’ora di iniziare.
In carriera ho giocato in diversi ruoli e una delle mie caratteristiche è la versatilità, gioco dove posso portare vantaggio nella posizione in cui sono più congeniale al coach e alla squadra.
Il mondo della pallacanestro è molto piccolo: conosco diversi giocatori che giocano in Italia, alcuni sono stati miei compagni, altri avversari. Dell’Umana Reyer conosco bene Julyan Stone e Austin Daye che ho affrontato anni fa nella Summer League.
Non mi definisco né un giocatore offensivo né difensivo: credo che una delle mie qualità sia la versatilità ed essere un giocatore “all around”. Nella mia carriera ho lavorato per migliorare sui diversi aspetti del gioco.
Sono cresciuto credendo che un giocatore di basket debba saper fare di tutto in campo”.

Uff.Stampa Reyer Venezia

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