Virtus Bologna, parla Bucci “Se alla gente dici la verità, ti segue”

Virtus Bologna, parla Bucci “Se alla gente dici la verità, ti segue”

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Professione globetrotter. Rischia di diventarlo davvero, Alberto Bucci, chiamato in giro per la penisola dei canestri a raccontarsi attraverso la biografia appena pubblicata, “Fuori tempo. Riflessioni di un coach tra vita e canestri”, dove ha messo in fila il suo basket e la sua esistenza insieme a Maurizio Marinucci e Andrea Basagni, per i tipi di Minerva Edizioni. “Abbiamo già presentato il libro a Pesaro e Verona”, spiega entusiasta, “e il 14 maggio saremo a Bologna, finalmente. Andrò a Napoli, a Gorizia, a Roma, infine qui a Rimini. A Livorno ci hanno organizzato la serata del 27 maggio, giorno dello scudetto vinto e poi… strappato via, un dolore che riaffiora ancora”.
Alberto è un combattente nato. Ha affrontato mille muri nella vita e nel mestiere, l’ultimo è una bestia cattiva che mai avrebbe immaginato di trovarsi di fronte un “cinno” della Bolognina con la faccia dura, che ama tanto la vita da non avere alcuna voglia di buttarla via. Lui si batte, alla luce del sole, ed è un esempio per tanti. Alle presentazioni si racconta senza reticenze, a testa alta come sempre.
E se gli chiedi della Virtus, si illumina. Gli piace, assicura, perché anche lei sa combattere, e non si tirerà certo indietro adesso che arriva la sfida con Roma, un faccia a faccia che può valere una stagione.
“Ho molta fiducia in questa squadra, soprattutto perché ha fatto la sua esperienza, ha passato anche momenti difficili, ma ha sempre dimostrato di saper reagire. Il suo è stato un campionato importante, di grande crescita. Credo che contro Roma possa fare una grande partita, intensa, con la mentalità giusta. Poi sarà importante che ci sia intorno tanta gente, perché più tifo ci sarà più i giocatori si caricheranno”.
Il pubblico è stato più che mai decisivo, per questo gruppo giovane che sente il calore di chi gli vuole bene.
“Perché la società ha raccontato la verità, ha parlato di un anno di transizione, di costruzione, del lavoro sui giovani e di un progetto che ha bisogno di tempo. Tutto questo la gente lo apprezza. Se tu racconti che arriverai nei primi otto e poi rimani indietro, il tuo lavoro viene percepito come un fallimento e rischi di trovarti in un palazzo semivuoto. Qui non c’è un obiettivo da centrare o fallire, c’è una crescita in corso, e la società è stata brava a trasmettere questo concetto. Se alla gente dici la verità, ti segue”.
Senza ragionare di quello che verrà, ad oggi come giudica la stagione della Granarolo?
“Una stagione di grande esperienza per il gruppo, al di là di traguardi ulteriori che si potranno o meno raggiungere. Io porto sempre l’esempio dei Chicago Bulls, che dopo sei titoli vinti in otto anni non hanno più centrato i playoff per un decennio. Ma il loro palazzo è sempre rimasto pieno. Perché sono ripartiti da un progetto di crescita, e il pubblico andava per vedere questi passi avanti, e se li vedeva era soddisfatto anche se non c’era più una post season. Ecco, alla fine di questa annata la Virtus i passi avanti li ha fatti”.
Meriti?
“Valli ha lavorato molto bene, c’è entusiasmo e la squadra ha una sua identità. Credo sia un bel mix: Giorgio e il suo staff, la squadra, la società. Io vedo un gruppo unito, dal presidente ai dirigenti al capoallenatore fino all’ultimo, ma non ultimo, dei dipendenti. E questo ha un valore”.
Talenti di cui la Virtus non dovrebbe privarsi?
“Gli americani sono stati belle scommesse vinte, ma io mi concentrerei soprattutto sugli italiani. Alcuni di loro hanno fatto un campionato mediamente buono, con alti e bassi ma in costante crescita. Un esempio è Mazzola, che dall’inizio dell’anno è cresciuto tanto”.
Roma arriva cercando, a sua volta, un futuro dopo la stagione regolare.
“Ha avuto un momento difficile, ma la società non ha perso la testa, ha avuto pazienza, e adesso Dalmonte ha una squadra compattata, un gruppo tosto. Certamente domenica sarà dura, per la Virtus. Ma io credo che Bologna abbia una piccola marcia in più, e che saprà tirare fuori il meglio”.

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