Vuelle Pesaro, la vittoria ad Avellino merito del gruppo

Vuelle Pesaro, la vittoria ad Avellino merito del gruppo

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E adesso chi glielo dice alla Gazzetta dello Sport che Pesaro forse vale qualcosina di più dell’unica stellina che gli ha attribuito nella presentazione delle squadre? Per carità, non è che una vittoria alla prima giornata debba fare troppo testo, ma riuscire a vincere ad Avellino, con una rotazione ridotta a soli sette uomini, senza playmaker di ruolo con Traini che si rivedrà nel marzo 2014 e Pecile temuto a riposo per non affaticare troppo la sua fragile muscolatura, con uno straniero come Hamilton che fa rimpiangere Lamont “tiro solo da tre” Mack, non è un’impresa da poco per questa povera Vuelle. Povera perché lo sponsor ancora è latitante, perché il giocatore più pagato prende la metà di un dirigente della Provincia di Via Gramsci e perché tolto Young, nessuno ha la necessaria esperienza per dominare in questo campionato, ma dove non arrivano i soldi, arriva la grinta e la convinzione di un gruppo che coach Dell’Agnello sta cercando di plasmare a sua immagine e somiglianza, difficile non intravedere nei tuffi di Musso per recuperare un pallone l’imprinting dell’allenatore livornese, che ha voluto fortemente portarsi dietro l’oriundo argentino da Forlì. La rotazione forzata a soli sette giocatori poteva essere un’arma a doppio taglio, con i giocatori che mentalmente potevano rilassarsi sapendo di poter commettere anche delle cavolate e rimanere lo stesso sul parquet non avendo alle spalle dei cambi, invece le difficoltà hanno responsabilizzato il gruppo, soprattutto nella gestione delle penalità con una difesa attenta, ma senza sprecare falli stupidi, al di là di un paio commessi da Anosike, in fin dei conti si è continuato a vedere quello che già era chiaro in precampionato, dove la Vuelle ha giocato alla pari con tutti: squadra piccola ma attenta a rimbalzo, dove tutti sono disposti a fare un tagliafuori in più, punti ben distribuiti con Turner che è il “go to guy”, ma senza forzare troppo e lunghi che hanno tanto da imparare, soprattutto in fase difensiva, ma che non si tirano mai indietro se ci sono da usare i gomiti. Per i tanti difetti da correggere ci sarà tempo nelle prossime settimane, per adesso godiamoci questa insperata vittoria.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA:
Con la mente sicuramente più leggera, la premiata ditta Costa-Cioppi è attesa da un’altra settimana di super lavoro, con l’imminente firma del play italiano che affiancherà Andrea Pecile nel ruolo di regista, per una Vuelle che comunque non ha sofferto troppo ad Avellino nella costruzione del gioco, merito di schemi semplici che sembrano già assorbiti dal gruppo, con la ricerca continua del passaggio sotto canestro per Anosike o Trasolini, con Turner che sembra avere carta bianca nel costruirsi i suoi tiri (16) e Musso essere il principale terminale quando il gioco si sviluppa per via esterna. Non si può non sottolineare il gran lavoro psicologico che Dell’Agnello sta facendo su Alessandro Amici, talento da Nazionale ma carattere da tenere sempre sotto controllo, atteso da una stagione decisiva per la sua carriera ad alto livello, mentre Ashley Hamilton avrà ancora tre-quattro partite prima di rischiare il taglio, perché l’inglese non sembra essere un’ala grande che sia in grado di catturare sei-sette rimbalzi di media e di giocare centro quando i falli costringeranno Anosike ad andare in panchina anzitempo e se per novembre non si vedranno miglioramenti, il suo avvicendamento appare molto probabile, in questa settimana si dovrà recuperare Pecile ed inserire il nuovo playmaker prima possibile, per arrivare al debutto casalingo di domenica prossima contro Caserta in condizioni ottimali.

I PIU’………
Bernardo Musso: Alla sua prima partita in serie A, non si emoziona e gioca con la stessa grinta che ha sempre messo in carriera, trovando anche tiri importanti come la tripla del 74 a 71, da sottolineare i suoi due recuperi difensivi effettuati dopo aver perso per due volte il pallone per aver pestato la linea laterale, segnale di un ragazzo che ha voglia di rimediare anche agli errori.
Rimbalzi: 36 a 24, dopo aver passato le ultime stagioni a soffrire tantissimo nella lotta sotto i tabelloni, riuscire a prenderne 12 più di Avellino che comunque ha dei discreti lunghi, è una bella soddisfazione per una Vuelle che va a rimbalzo con tutti e cinque i giocatori in campo ed ha in Anosike un rimbalzista di ruolo.
Marc Trasolini: Ragazzo intelligente che sembra giocare a basket da sempre, non sbaglia un movimento e per gli intenditori di questo giochino con la palla a spicchi è una gioia vederlo muoversi sui 28 metri di un campo di pallacanestro.

…. E I MENO DELLA SFIDA AVELLINO-PESARO:
Palle perse e recuperate: 15 palloni persi e solo quattro recuperati, qualche infrazione di passi di troppo e difesa attenta sull’uomo, ma senza ricercare l’anticipo per non rischiare di commettere falli ingenui.
Ashley Hamilton: Resta sul parquet 15 minuti senza che ci si accorga se è in campo o in panchina, poco o niente in fase offensiva e in difesa fatica a contenere i lunghi avversari: è già in odore di taglio?
Tiri liberi: In una partita dove la Vuelle è andata in lunetta per la prima volta al 15’, spiccano i quattro errori di Elston Turner con gli ultimi due a tre secondi dalla sirena che potevano costare carissimo, da un realizzatore come lui è lecito attendersi una percentuale vicino all’80%.

DAGLI ALTRI PARQUET:
Due sole le vittorie esterne in questo primo turno di campionato, con i blitz di Pesaro e di Roma al fotofinish sul parquet di Montegranaro, cadono le due principali candidate allo scudetto, con Milano che non riesce mai ad entrare in partita a Brindisi e Sassari che dovrà registrare la difesa dopo i quasi 100 punti subiti a Bologna. Facili le vittorie casalinghe di Siena contro Cremona e di Varese con Reggio Emilia, senza problemi anche Cantù contro la neopromossa Pistoia, mentre l’altro risultato sorprendente della domenica arriva dalla Pasta Reggia Caserta, che si sbarazza senza troppi complimenti di una presunta big come Venezia.

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