Assedio mancato: la Virtus infilza Biella

Assedio mancato: la Virtus infilza Biella

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Il camaleonte perde la pelle, non il vizio. Vincente contro Biella (83-81), come suo solito al colpo di reni, la Virtus riannoda il filo col successo segato da Siena sette giorni fa. Passaggio obbligato, non subire l’assedio piemontese, se l’obiettivo è quello di centrare i playoff. Eppure, la festa del lavoro in salsa bolognese una conferma l’ha fornita: la banda di Lardo difetta di personalità. Certo, i bianconeri hanno reagito a un primo tempo scialbo e a un’inizio ultimo quarto in cui il bandolo della matassa sembrava passare in mano a Biella. Tuttavia, si adattano all’avversario che incontrano. A quota 60 o a quota 90, correndo in campo aperto o congelando la sfera, non importa: la Virtus aderisce al rivale di turno come un adesivo.


E’ successo anche oggi, in una partita di ping pong, più che di basket, in perfetto equilibrio tanto nel punteggio che nelle statistiche. Uguali i canestri da lunga gittata, uguali i rimbalzi, simili le palle perse così come gli assist. Eppure, la differenza non l’ha fatta la dea bendata ma due quadrifogli pescati dalla Virtus nel prato dell’incontro.


Il primo, il più evidente, è il numero dei falli. 19 a 35, recita lo scout, a netto vantaggio dei bolognesi. Arbitraggio casalingo, si dirà, per il secondo score in tema di falli subiti (il record, 36, appartiene sempre alla Virtus), nonostante molti falli terminali, quelli che di solito non si può far a meno di fischiare. E difatti, enorme è il divario dalla lunetta: 6/11 per i piemontesi, 24/33 per i bolognesi. Difficile sfangarla quando di là dalla barricata tirano tre volte più di te. Calamite di bastonate, Poeta (10 subiti) e Koponen (7), coll’italico play in cattedra nel quarto finale, con 10pt, 2 rimbalzi e 2 recuperi.


Altro quadrifoglio, la scossa (o elettroshock?) autoinflittasi dalla Virtus nel terzo quarto, quando, a rischio imbarcata (46-55), la partita svoltava sotto le sferzate di un roboante 21-3 nel giro di 5’, firmato dal coro, più che dai singoli (nessuno violava più di due volte la retina). Grazie allo scatto, la Virtus teneva alto il morale in vista del combattivo ultimo periodo, quando doveva resistere al 9-0 piazzato da Viggiano (20pt) e Coleman (21pt), prima della roulette dei liberi. Il nuovo americano di Biella marca un discreto debutto, non fosse per lo sciagurato finale in cui sbaglia scelta per tre volte nel punto a punto. Affidare la finalizzazione di 19 possessi (quasi un quarto del totale) a un neo-arrivato è stato forse l’errore di coach Cancellieri.


Stazionaria al settimo posto, la Virtus in realtà guadagna da questa giornata. A due turni dal termine, ha agganciato Varese (ma con cui è 0-2) e tiene a due lunghezze Pesaro, Roma e Sassari, rispetto cui è in vantaggio negli scontri diretti. Basteranno due vittorie con Teramo (in casa) e a Roma per dare alla certezza dei playoff un contorno più roseo. Varese e Treviso sono attesi da scontri ostici: Montegranaro e Cantù, la prima, Cantù e Caserta, la seconda. Sempre che la corsa al 4°/5° posto interessi.


Canadian Solar Virtus – Angelico Biella 83-81
Virtus: Koponen 16, Rivers 15, Winston 7, Sanikidze 7, Homan 15, Gailius 5, Amoroso 2, Martinoni 2, Bastone ne, Spizzichini 0, Bottioni ne.
Biella: Sosa 7, Coleman 21, Viggiano 20, Salyers 14, Cuccarolo 4, Moraschini 0, Chessa 0, Ekperigin 0, Soragna 7, Jurak 8, Minessi ne.

Tiri liberi: Bo 24/33, Bi 6/11; da due: Bo 19/38, Bi 27/45; da tre: Bo 7/19, Bi 7/21; rimbalzi: Bo 34 (Sanikidze 12), Bi 34 (Jurak 8); assist: Bo 11 (Homan, Winston 3), Bi 15 (Sosa 7); palle perse: Bo 19 (Rivers, Koponen 4), Bi 22 (Coleman 5).

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