Assedio vittorioso di Varese a Bologna

Assedio vittorioso di Varese a Bologna

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Difficile spuntarla, quando i tuoi ingranaggi sembrano assemblati dall’operaio Charlie Chaplin e, più che basket, sembra di girare un remake di “Tempi moderni”. Ritmi blandi, mire parrocchiali, tra Virtus e Varese esce una partita fiacca che i bianconeri si lasciano scappare di mano senza nemmeno accorgersene. Ping-pong per tutto il match, Varese smette di seminare carezze e piazza quattro sberloni a meno due minuti, quando da 62-60 si issa 62-60 grazie a Fajardo (rimbalzi offensivi provvidenziali), Goss (due triple fotocopia) e un 2/2 di Ranniko.

La Virtus spreca il poker di vittorie filate, in questo torneo riuscito solo a Milano (1°-6° giornata e 13°-16°) e Cantù (8°-12°, 16°-19°), oltre agli alieni nel Chianti. Segno che la continuità, per la banda di Lardo, non è di questo mondo. Ad impiccare la Virtus, il 21/60 dal campo, che nel primo tempo si aggirava sul 6/24, ricordando un vecchio jingle della Kinder (“una sorpresa su quattro sarà uno di noi”, ossia un canestro). Perdere con 17 recuperi e sole 10 perse, subendo 28 falli contro 22, tirando 31 volte dalla lunetta è da Giudecca, il girone infernale dei traditori di Dio.

La palla non gira: Koponen fatica in cabina, costringendo Lardo a sprecare il suo miglior realizzatore Rivers. Queste premesse son da genocidio ma se la Virtus all’inizio non sconta il freno a mano tirato, bisogna citofonare Ron Slay, che con tre falli in sette minuti si castra dalla partita, dopo aver mietuto otto punti filati e regalato il massimo vantaggio a Varese (8-12 al 7’). Col moro di Memphis in campo, sarebbe stata una mattanza.

A levare il latte dal fuoco vien la panca, con Gailius top scorer al giro di boa (10pt), a lungo unico a varcare la linea da tre nella “noche” di Casalecchio. All’agnello lituano s’aggiunge il vitello campano Amoroso, suggellatore di un 8-0 (29-21 al 17’). Pare la fuga giusta ma in coda al tempo Varese torna sotto con l’ex Fajardo. 31-28 al tè: pare un primo quarto americano, sono le tristi secche del basket italiano.

Come triste è il rientro delle gazzelle bianconere dagli spogliatoi: complici sdeng ripetuti di Koponen (pure panchinato da Lardo) e il solo Homan che fattura (otto punti), Varese tiene botta con Slay, sorpassa con le triple di Ranniko e Stipcevic e allunga col contropiede di Fajardo. Non basta la carica suonata nell’ultimo periodo da Koponen e Gailius (nove punti filati) e il quinto fallo di Slay a meno tre minuti. La tomba è scavata prima dell’ultimo giro di lancette: il valzer dalla lunetta non salva la Virtus. Vero, Varese è una delle due ad aver violato Queen Siena ma, come alla sesta giornata mancò il poker in casa contro Montegranaro, così la mandria di Lardo si sveglia dal sogno di poter inseguire Cantù e Milano, tornando a rimestare nella fanghiglia-playoff.

TABELLINO

Virtus-Varese 69-71
Virtus: Koponen 12, Rivers 17, Winston 4, Sanikidze 1, Homan 16, Gailius 15, Amoroso 4, Martinoni 0, Spizzichini 0, Fantinelli ne, Fabiani ne, Bottioni ne.
Varese: Stipcevic 9, Goss 9, Righetti 2, Kangur 11, Slay 21, Ranniko 7, Serapinas 0, Demartini ne, Lenotti ne, Bernardi ne, Galanda 0, Fajardo 12.

Tiri liberi: Bo 22/31, Va 19/21; da due: Bo 16/39, Va 17/33; da tre: Bo 5/21, Va 6/24; rimbalzi: Bo 36 (Homan 10), Va 43 (Kangur 10); assist: Bo 4 (Rivers 2), Va 14 (Stipcevic 6); palle perse: Bo 10 (Winston 3), Va 17 (Fajardo 5).
Parziali: 5’ 8-6, 10’ 14-14, 15’ 23-21, 20’ 31-28, 25’ 38-36, 30’ 46-48, 35’ 56-55. Massimo vantaggio Virtus: +8 (29-21 al 17’). Massimo vantaggio Varese: +5 (62-67 al 39’).

PAGELLE

VIRTUS
Koponen 5. Il talento non si discute (anche se quel 4/12), il playmaking un po’ meno. Fatica a imbracciare il timone, non passa, pare sintonizzato su frequenze clandestine. Ne mette otto nel finale
Rivers 6.5. L’unico a regger la baracca. Begli zompi in difesa e sotto canestro (9 rimbalzi), mai scontati per un esterno, calamita di falli (7). Ma non basta anche per un primo tempo troppo timido.
Winston 4. Come i punti realizzati. Ufo. Per essere gentili.
Sanikidze 5. Poco coinvolto, si distingue solo per una stoppata mostruosa su Slay. Che, peraltro, non viene raccolta e torna nelle mani varesine. La partita in un’azione.
Homan 5.5. Tira (giù il palazzo) più un suo 2/2 dalla linea della carità che un carro di buoi. Nel terzo quarto è l’unico a provare a soffiare sulla brace. Senza sapere che è cenere.
Gailius 6. Fuori Poeta, è l’unico esterno a far da bombola d’ossigeno e finalizza più possessi di tutti nel primo tempo. Da fuori ci piglia solo per caso ma ha dato una risposta di personalità all’appello di Lardo.
Amoroso 4.5. Fate qualcosa per la sua mira. E’ da tre mesi (Avellino esclusa) che non va in doppia cifra e che litiga col ferro. Involuto.

VARESE
Stipcevic 6.5. Regia ordinata, mente oscura con 6 assist.
Goss 6. Media tra il 4 dei primi tre quarti e l’8 del finale, quando con due triple scava la fossa alla Virtus. Ma i tre falli del primo tempo rischiavano di lasciare i suoi senza leader.
Righetti 4.5. Tiratore senza mira.
Kangur 6.5. Continua a valere la legge dell’ex, tra le mura virtussine. Doppia doppia di sostanza.
Slay 6. I 21 punti gridano vendetta, soprattutto perché sarebbero potuti essere 35, non avesse passato metà partita in panca per falli. Eppure, il 20 di valutazione è da inchino.
Ranniko 6. Freddo (ci mancherebbe, è finnico) sui liberi finali, fortunato con una tripla allo scadere dei 24” smanacciata.
Serapinas 5. Debutto da bombola d’ossigeno. Deve orientarsi.
Fajardo 6.5. Solita partita sangue, sudore, lacrime (e gomiti aguzzi). Perde troppi palloni ma compensa con rimbalzi e cesti pesanti in volata.

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