Avellino tutta voglia, non ce n’è per Caserta

Avellino tutta voglia, non ce n’è per Caserta

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In un Palamaggiò quasi gremito, con una discreta rappresentanza ospite, va di scena l’ultimo derby campano della stagione, tra Avellino e Caserta, che nonostante insicurezze economiche da ambo le parti, continuano ad onorare, anche per quest’anno, la partecipazione alla massima serie, arricchendo il derby di un ulteriore valore, dato che entrambe sono chiamate alla vittoria per inseguire i Play Off.

Per un Air che, senza due americani, appare in netto calo, c’è una Pepsi che continua ad apparire troppo altalenante, all’interno del campionato e anche della singola partita. Dopo il tonfo di Masnago, i bianconeri annichiliscono Montegranaro al Palamaggiò, ma contro Avellino tornano nella versione Mr. Hyde, tanto odiata dai tifosi casertani.

Avellino subisce un Di Bella mostruoso in avvio, che sembra dare il via ad una fin troppo precoce fuga bianconera. Thomas e co non impiegano molto a registrare la difesa e l’attacco, che inizia a macinare gioco e punti.

Nel primo tempo la partita è equilibrata, anche se la Juvecaserta non riesce a mettere il naso avanti, anche perchè Williams non appare in grande serata e la panchina bianconera è totalmente evanescente. Al contrario, l’Air, trova risorse insperate in Cortese (11 in 33′) e il solito apporto dei titolari (Marques Green e Johnson).

Al rientro dagli spogliatoi Avellino riprende da dove aveva lasciato, ma questa volta il protagonista assoluto è senz’altro Szewczyck, che con 10 punti nel quarto, ricaccia i casertani, nonostante producano giusto un po’ di confusione e poco più.

Il divario arriva anche a 20 punti, 43 – 63, ma i bianconeri, con un ultimo colpo di reni, chiudono il penultimo periodo 52 – 63.

Il quarto quarto appare assolutamente in controllo degli irpini, con i tifosi ospiti (circa 400) che cantano già di gioia per una vittoria importante, in un derby, contro i cugini.  Per la Pepsi Ere e Williams provano a racimolare cifre per dare una parvenza di dignità alla propria prestazione (soprattutto il centro “Bulgaro”), con il Palamaggiò che si svuota già nei primi minuti dell’ultima frazione di gioco.

La partita termina 75 – 83, con gli irpini che frenano l’emorragia di risultati e i casertani che, ancora una volta, stentano a trovare la quadratura del cerchio. Unica nota positiva, Jumaine Jones, 29 di valutazione, 12 punti ma soprattutto 15 rimbalzi.

Vedendo il match ai raggi X, dalle statistiche non emergono netti divari, con una sostanziale parità a rimbalzo (37 – 40), al tiro e nelle altre colonne del referto. Spicca nonostante tutto la differenza di valutazione, in favore dei bianconeri usciti sconfitti, 86 – 79.

Questo spiega sostanzialmente come la differenza non l’abbia fatta la tecnica individuale, la tattica o le percentuali, quanto la voglia, nettamente superiore per Avellino, ingiustificabilmente nulla per Caserta.

Avellino aggiunge punti e fiducia nella corsa verso i playoff, mentre la Juve, alla vigilia di una gara importante come quella contro Roma, si trova senza certezze, e soprattutto, ancora lontana dalla matematica partecipazione alla postseason, invischiata nell’immenso gruppone che insegue il carrozzone dei playoff scudetto.

 

Pepsi Caserta – Air Avellino 75 – 83
(23-27, 39-45, 52-63)
Pepsi: Marzaioli ne, Koszarek 5, Colussi 7, Di Bella 12, Bowers 5, Garri 1, Ere 19, Martin 2, Williams 11, Jones 13. Allenatore: Sacripanti
Air: Green 16, Barbaro, Cortese 11, Spinelli, Lauwers 5, Casoli ne, Infanti ne, Iannicelli ne, Bokolishvili ne, Szewczyk 20, Thomas 12, Johnsn 18. Allenatore: Vitucci

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