Cantù batte Roma al supplementare in una sfida all’ultimo respiro

Cantù batte Roma al supplementare in una sfida all’ultimo respiro

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Cade Roma nella prima partita casalinga di campionato, in cui viene superata da Cantù solo dopo un tempo supplementare, in una partita che ha un ritmo degno dei playoff. La spunta alla fine la squadra di Sacripanti, che riesce ad essere più precisa con i suoi tiratori negli ultimi minuti decisivi. Roma perde una bella occasione (ha in mano il tiro della vittoria, ma lo ha gestito male), ma dimostra una grande crescita sia dal punto di vista offensivo che da quello difensivo: si segnalano un’ottima prova di Mbakwe, che ha giocato una bellissima partita sotto canestro, e di Jimmy Baron, che mette sempre più in mostra le sue doti di tiratore. Per Cantù è stato Jenkins, con una prova maiuscola, a guidare il gruppo fino in fondo, ma è dalle mani di Leunen che è partita la tripla che ha chiuso definitivamente i giochi. Nonostante la sconfitta della Virtus la partita è stata un bellissimo spettacolo sportivo, in un Palazzetto caloroso e pieno, che ha risposto al meglio all’appello del presidente Toti.

Il primo quarto parte all’insegna delle difese, mentre l’attacco lascia più a desiderare: il primo canestro arriva a 8.23, quando Jenkins segna il primo tiro. Si sbloccano anche gli attacchi, ed è Cantù ad essere più precisa in questi primi minuti, anche se la Virtus riesce a limitare i danni  con una difesa aggressiva (4-7 a 6:49). A far la voce grossa per Roma è un ottimo Mbakwe, che in entrambi i lati del campo fa sentire chili e centimetri, mentre per Cantù è soprattutto Jenkins a spingere indietro ogni tentativo di aggancio romano (6-14 a 4:04). Nei rimanenti minuti del primo periodo Cantù prova a scappare subito via, ma Roma resta agganciata con Eziukwu e Goss, e raggiunge il meno 3 con una mirabolante tripla di Lollo D’Ercole che chiude il quarto 14-17.

E’ ancora una difesa aggressiva quella che propone la Virtus in apertura di secondo quarto, e subito arriva la tripla del pareggio per mano di Jimmy Baron. Nei successivi minuti però Roma non riesce più a segnare, e Cantù sa approfittarne: 5 punti di Uter la riportano avanti 12-23 (5:43). E’ ancora un Baron “onfire” a riportare Roma in carreggiata, e con due+uno di Hosley i capitolini trovano il loro primo vantaggio (26-25 a 2:31); Taylor e Leunen tengono le squadre punto a punto fino alla fine del quarto, che si chiude con un canestro di Ragland per il 31-31.

Prova a scappare la Virtus nei primi minuti del terzo quarto, riuscendo a non far segnare Cantù e portandosi sul 38-31. Leunen sblocca l’attacco canturino, ma i giocatori di coach Sacripanti sono troppo distratti: arriva una clamorosa schiacciata di Mbakwe, e Roma vola sul 42-33 (6:52). Il ritmo del gioco viene rallentato dai falli nella seconda metà del quarto, in cui Cantù soprattutto con Ragland riesce a rosicchiare qualche punto, senza però raggiungere i padroni di casa (46-41 a 3:55). E’ una scarica di triple a segnare gli ultimi minuti del quarto, ma è un’ennesima schiacciata di Mbakwe a sigillare il vantaggio romano. Cantù però è li: una mirabolante tripla di Gentile manda le squadre all’ultimo intervallo sul 55-52.

Sono due triple di Gentile ad aprire l’ultimo quarto, e a riportare Cantù in vantaggio (57-57). Roma reagisce con Mbakwe, ma i tiratori canturini si sono risvegliati, e ora si gioca punto a punto. La Virtus ha qualche minuto di calo, ma una tripla di Hosley le ridà vita riportandola sotto di solo tre lunghezze (60-63 a 6:27). Si combatte a ritmi altissimi punto a punto e senza esclusione di colpi, e la Virtus riesce a portarsi su un nuovo vantaggio a soli 3 minuti dalla fine dell’incontro (66-65). I restanti minuti sono una lotta all’ultimo respiro, ma non è nessuno a spuntarla: 68-68, supplementare!

1° supplementare: Una tripla di Jenkins apre il primo tempo supplementare, ma la Virtus è li e non molla: 72-71 e tre minuti ancora da giocare. Cantù prova a scappare, Roma recupera ma una tripla di Leunen dà un vantaggio significativo agli ospiti

Virtus Roma: Taylor 19, Hosley 17, Baron 14, Mbakwe 13, Goss 7, Eziukwu 4, Ignersky 3, D’Ercole 3

Pallacenstro Cantù: Jenkins 22, Gentile 14, Leunen 10, Cusin 9, Uter 9, Ragland 9, Jones 7, Abass 2

Sala Stampa
Coach Sacripanti: “La partita si è decisa all’ultimo, per episodi, poteva vincere chiunque…siamo felicissimi di avercela fatta noi, sia perchè è una vittoria in trasferta che ancora ci mancava, sia perchè è la seconda partita che giochiamo senza la nostra prima punta Aradori, ma la squadra si è compattata e ha cercato di tirare fuori qualcosa di più. Ci sono tante cose che non sono andate benissimo, c’è tanto su cui lavorare come tutte le squadre, ma siamo molto felice di come stiamo crescendo.”

Coach Dalmonte: “Io penso che se avessimo gestito meglio gli ultimi possessi potremmo parlare di una partita diversa; purtroppo tutti i possessi nei secondi finali sono stata colpa nostra, e dobbiamo fare mea culpa: la situazione era a favore nostro ma non ne abbiamo approfittato. Dobbiamo parlare di una partita di episodi, in cui all’inizio abbiamo faticato a livello offensivo, mentre difensivamente abbiamo prodotto ma ci è mancato l’ultimo sforzo finale.Ora non dobbiamo affliggerci, ma dobbiamo fare tesoro delle cose positive e negative, e questa partita deve diventare una lezione da cui imparare per migliorarci.”

Hosley: “C’era bisogno di un pochino più di energia, per arrivare a prendere quei palloni che poi abbiamo perso, mentre Cantù ne ha avuta di più e per questo ha vinto. Sicuramente ci dispiace aver perso con cosi poco scarto sia oggi che Avellino, ma ci siamo arrivati e questo è importante: possiamo solo migliorare.”

Gentile: “All’inizio si è sentito che tutte e due le squadre risentono del doppio impegno campionato-europa, ma alla fine abbiamo trovato l’energia giusta e siamo riusciti a giocare di squadra e arrivare alla vittoria. Abbiamo fatto le scelte giuste, soprattutto nel supplementare, e sono contento che stata una vittoria più di squadra che dovuta ad un talento individuale, questo è molto bello.”

Fotogallery a cura di Gennaro Masi

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