Cantù in finale scudetto, Milano riparte da zero

Cantù in finale scudetto, Milano riparte da zero

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La Bennet Cantù batte l’Olimpia Milano col punteggio di 62-74, riconquistando la finale scudetto dopo 30 anni. Era infatti il 1981 quando Cantù, con Bianchini in panchina e Marzorati, Flowers e Riva in campo, conquistò la finale scudetto superando proprio l’Olimpia Milano. Alla fine vinse lo scudetto, cosa che quest’anno molto difficilmente si ripeterà, visto il dominio di Siena che ormai si ripropone come padrona del campionato da cinque anni.

È comunque un risultato storico per Cantù che partiva con l’obiettivo di eguagliare il traguardo raggiunto lo scorso anno, o almeno di vincere una gara in semifinale. Invece ha raggiunto il top del basket italiano,  arrivando in finale di Coppa Italia e in finale scudetto. Stagione invece totalmente fallimentare per l’Armani Jeans che doveva provare a battere Siena, o almeno tentare di giocarsela. Invece l’Olimpia ha peggiorato i risultati della tanto criticata era Bucchi, che comunque è stata ben al di sotto della sufficienza.

Il breve ritorno di Dan Peterson, che probabilmente poco poteva fare, è stata la scelta perfetta dal punto di vista mediatico ma non ha portato la tanto auspicata svolta.

In questa gara 4 Milano arrivava carica di speranze, quasi certa di riportare la serie al Pianella, ma con la consapevolezza che sarebbe stato comunque difficile.

Si comincia subito all’insegna della difesa. Il primo canestro biancorosso arriva dopo ben 2 minuti di gioco, ed è una tripla forzata di Mancinelli. Quindi non certo all’insegna di un buon gioco offensivo. L’Olimpia prova a scappare a suon di bombe, infatti la mette anche Coby Karl, che si scalda davanti a papà George. Poi parzialino Cantù di 5-0. Si sussegue un botta e risposta: infatti alla prima sirena Greer mette il canestro, con l’aiuto del ferro, che sancisce il 16-18. È ancora l’ex Napoli a pareggiare i conti dopo 1 minuto di primo periodo. Ma un tripla forzatissima di Mazzarino in faccia a Petravicius riporta la Bennet in vantaggio. Vantaggio che i canturini non perderanno più, nonostante Milano si riavvicini varie volte sino addirittura al -2. Intanto Cantù cavalca l’onda dell’entusiasmo e si porta sopra di 7 punti con l’arresto e tiro di Green. Ovviamente Milano non ci sta e con un buon Ibby Jaaber (17 per lui alla fine) si riporta a soli due punti di distacco dai rivali brianzoli. Si andrà a riposo ancora sotto il segno di un canestro dell’ex Penn State, che fisserà il punteggio sul 32-36.

Tutti si aspettano la reazione, la rimonta di Milano che, a fronte di qualche timido tentativo di riavvicinamento, non arriva. Infatti il vantaggio per Cantù continuerà ad oscillare fra i 3 ed i 6 punti. Una bomba di Tabu prova a dare una spallata importante alla partita, ma non è così. Infatti l’Armani si riporta sul -3 con Jaaber e Mancinelli. Un libero messo a segno da Greer e poi 1 minuto senza canestri. Anche Rocca la mette solo una volta dalla linea della carità, per il -3 Olimpia.

Si prevede un ultimo quarto pieno di emozioni,  ma quando la situazione sembra essersi stabilizzata in un equilibrio quasi perfetto, Cantù “scoppia” e piazza un 5-0 di parziale importantissimo. Due punti di Markoishvili e una bomba di Mike Green dal palleggio abbattono moralmente Milano, che era riuscita a rimontare.

L’ultimo quarto è solo un disperato tentativo di rimonta per Milano, che vuole rimediare gli errori di una stagione in 10 minuti. Cosa ovviamente impossibile. Infatti le triple continuano a non entrare e la Bennet mette tutto quello che gli passa per le mani. Purtroppo per l’Olimpia, questo è capitato spesso ai suoi avversari, per sfortuna, ma anche per una pessima difesa perimetrale. Al trentasettesimo è già tutto finito, e in panchina Mian ha già in mano la bottiglia di champagne. Alla sirena partono i festeggiamenti di Cantù. Nelle ultime tre stagioni l’Olimpia ha visto festeggiare due volte Siena e una volta Cantù sul suo campo.

Armani Jeans Milano- Bennet Cantù 62-74 (16-18;  32-36; 45-53; 62-74)

Armani Jeans Milano: Eze 4; Mancinelli 11; Mordente 0; Jaaber 17; Rocca 11; Greer 7; Petravicius 2; Ganeto n.e.; Colnago n.e.; Karl 7; Hawkins 3.

Bennet Cantù: Micov 12; Ortner 5; markoishvili 10; Leunen 11; Marconato 2; Mazzarino 11; Mian n.e.; diviach n.e.; Tabu 6; Masper n.e; Bass n.e; Green 17.

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