Caserta fino alla fine, ma Roma è superiore. Straordinario Jones!

Caserta fino alla fine, ma Roma è superiore. Straordinario Jones!

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Caserta. La partita che va in scena al Palamaggiò è di quelle dal sapore particolare, perchè la rivalità è sentita da entrambe le tifoserie, ed entrambi i coach hanno motivato i propri ragazzi affinchè evitassero brutte figure.
Lo scontro sul parquet è tra due formazioni che, una spanna sopra le altre, si contendono la leadership in termini di intensità e atletismo, nonostante il livello di talento e profondità di roster siano comunque di due pianeti diversi.
Questi due pianeti, pur vicini in alcuni frangenti, sono rimasti sostanzialmente lontani, merito di una Virtus Roma che ha trovato nella difesa, nella realizzazione dai 6,75 (45,8%) e nella leadership nei momenti clou di uomini come Bobby Jones (che ha tanto ricordato il Jones, Jumaine, che qualche anno fa, a maglie invertite, crivellava la retina del PalaLottomatica in una G3 di Quarti di Playoff a senso unico) e Jimmy Baron.

Prima di venire ai copiosi meriti degli ospiti però, spazio all’evento che ha segnato lo spartiacque in una partita fin lì equilibrata: l’ira di Mordente.
Il ragazzo è un veterano, ma sono scattati meccanismi di nervosismo che lo stress ha amplificato, lasciando che la reazione ad un fischio della terna ne precludesse la partecipazione alla gara.
Evento per il quale Marco ha subito fatto mea culpa in conferenza stampa, ma che nel secondo tempo è costata molto, soprattutto perchè Mordente, a dispetto di un tabellino che appare non sensazionale, era stato, come affermato dallo stesso coach Molin, l’unico a capire la gara impostata da Dalmonte, e di conseguenza il leader dei suoi nelle controffensive bianconere.

Riprendendo il discorso prettamente agonistico, ottima la risposta di Jones, dopo un periodo abbastanza travagliato, che però è solo la punta di un iceberg che vede nella Virtus una formazione con una qualità più diffusa e quindi più profondità dello scorso anno, e che piano piano sta trovando la propria strada, come dimostrato dalla rotazione dei protagonisti di gara in gara.
Senza dubbio degni di menzione quest’oggi, il tiratore mortifero Baron, giocatore che ha trovato triple importanti quando più la difesa della Juve diventava aggressiva, e soprattutto, come già sottolineato, Bobby Jones. Lo statunitense tesserato come Cotonou ha offerto una prestazione incredibile sulle lastre di parquet del Palamaggiò, che va oltre il fatturato numerico (20 punti con 4/5 da tre), perchè sono le tempistiche delle sue bombe ad aver demolito le velleità locali. Quando più faceva male, Jones ha colpito. MVP se ce n’è uno.

D’altro canto invece, non si può parlare di partita brillante per Hannah e compagni, sempre “privi” (perchè a mezzo servizio) del Chris Roberts che ha infiammato il Palamaggiò con le sue giocate decisive: per ora, le noie fisiche al piede stanno prevalendo sulla voglia di giocare del nativo di Fort Worth.
Sicuramente però, non è stata una resa quella di Caserta, che non solo ha tenuto botta con una formazione di livello superiore come l’ ACEA di coach Dalmonte, ma fino ad una manciata di secondi dalla fine era lì, a soli 3 punti, e se la tripla di Vitali sputata dal ferro avesse avuto esito positivo, ora commenteremmo una partita diversa. Il bello della pallacanestro.
Vittoria con merito per la Virtus, la Pasta Reggia Caserta invece entra in una mini-crisi di 3 sconfitte consecutive, che necessitano di qualche chiarimento all’interno dello spogliatoio, apparso in più di un’ occasione, affetto da troppo nervosismo.

IQ. Le squadre mostrano fin da subito quel che sarà il liet motif della serata: difese ad altissima intensità, e dopo 3′ infatti il risultato è ancora sullo 0-1 calcistico per gli ospiti. Le due parti iniziano a carburare, e se da un lato Hosley e Jones iniziano a “sporcare” il referto (l’ex Sassari si fermerà appena a quei due punti nei restanti minuti in campo), dall’altro Hannah – Moore con il solito pick’n roll per l’alley-oop del centro statunitense, realizzano i punti 7 e 8 della gara casertana. Roma non mostra cedimento, e risponde, chiudendo il quarto sull’ 11-14 per gli ospiti.

IIQ. Eziukwu apre le danze con i primi due punti, ma inaspettatamente dà il “La” ad un pesante parziale bianconero di 10 – 0, propiziato da un ispiratissimo Tommasini (5 punti in questo frangente, poi si spegne per il resto della gara) e dalla tanta legna prodotta dal solito Michelori, che recupera palle vaganti e carambole con un lavoro degno di un clinic su difesa e tagliafuori. Il punteggio dice 21 – 16 Caserta, ma non è finita lì per la giovane truppa di Molin, quando la premiata ditta Mordente – Michelori regala un ulteriore allungo sul 25 – 20. Quando la Virtus si desta però, la risposta è veemente: tripla di Taylor, piazzati di Jones e Baron, altra tripla di Taylor e bomba sempre dall’arco di Baron. Si va negli spogliatoi con la Juve sotto di 1, 29 – 30.

IIIQ. Botta, risposta, e infine l’esplosione di Mordente, già menzionata. Secondo tecnico, dato per una protesta che era verso la propria panchina, ma talmente plateale da non poter essere sottaciuta. L’impatto sulla gara è devastante: Baron si prende le redini della Virtus e realizza prima i 4 liberi della rocambolesca situazione di Mordente, poi segna una tripla, l’ennesima, per il 39 – 48 dell’ACEA.
Caserta colpita nell’orgoglio, va avanti di pura voglia, con un Vitali straordinario che subisce due sfondamenti, poi recupera palla e vola a schiacciare, facendo esplodere il palazzo dei 100 giorni. La Virtus Roma però è in gran serata dall’arco, e con i “soliti” Baron e Jones, piazza due triple che minano pesantemente il morale dei ragazzi in canotta nera. 43 – 54 il parziale.

IVQ. Ancora Roma, ancora con il tiro pesante: Jones riprende da dove aveva lasciato per altri 3 punti, poi segue a ruota Moraschini, e lo svantaggio diventa importante, abissale quando ancora Jones, ancora dall’arco, fissa il punteggio a 51 – 65 a 3′ dalla fine.
Caserta però, ha già mostrato che, dura a morire, non conosce la parola FINE, se non quella sancita dal fischio arbitrale. Vitali stoico, Brooks indemoniato e Hannah che più del canestro del -2 a 30” dallo scadere, offre una prova di pressing tutto-campo degna dei due DPOY guadagnati in D-League. Lo stesso Hannah però, commette il quinto fallo, e la gara si chiude con i liberi di Goss che sanciscono la vittoria dei romani per 63 – 68.

LE PAGELLE DI CASERTA – ROMA a cura di Martina De Angelis

PASTA REGGIA CASERTA 63 – 68 ACEA ROMA
(11-14;29-30;
43-54)

Caserta: Mordente 5, Vitali 4, Tommasini 5, Michelori 4, Brooks 13, Moore 9, Roberts 6, Hannah 13, Scott 4. All: Molin
Roma: Goss 7, Jones 20, Righetti, D’Ercole 3, Taylor 7, Eziukwu 4, Hosley 2, Baron 15, Moraschini 4, Mbakwe 6. All: Dalmonte

Fotogallery a cura di Gennaro Masi & Vincenzo Artiano

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