Enel Brindisi: addio amaro alla serie A

Enel Brindisi: addio amaro alla serie A

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L’Enel Brindisi saluta la Serie A1 perdendo col punteggio di 68-112 contro l’Air Avellino. Una vera e propria umiliazione, con Avellino che sembra giocare contro una squadra fantasma. Si sperava in un addio degno alla massima serie, mentre i pugliesi hanno preferito mollare e lasciare gli irpini liberi di condurre un vero e proprio allenamento in vista della dura serie playoff contro la Benetton Treviso.

 

I verdi della Campania mandano in doppia cifra 7 giocatori per punti e 8 per quanto riguarda la Valutazione. Forse da quando si gioca con i quattro quarti da 10 minuti è un record conquistato, comunque, contro una squadra ormai con la mente alle vacanze, che in campo è andata solo per evitare sanzioni dalla Federazione.

Segnano i loro primi punti in campionato anche i baby Iannicelli e Barbaro. Altre cifre sono davvero impietose: Avellino non ha impiegato nessun uomo per più di 25 minuti, quindi è stato un dominio di squadra. Spinelli ne ha messi 11 in 18 minuti. Casoli (che ha 3.2 punti di media) 12 in 18. Infanti (lui addirittura 1.9 di media) 14 in 15. Szewczyk (quello dal cognome che sembra un codice fiscale, come dice il suo presidente) 18 in 23.

 

Insomma, un addio non degno per i fantastici tifosi brindisini. Ma anche l’emblema di una stagione. Tre quinti dello starting five ipotizzato a inizio stagione sono stati cambiati: Chris Monroe, Edin Bavcic ed Eric Williams. Alla fine quest’ultimo ha quasi dominato sotto le plance del campionato, con la Pepsi Caserta. L’attesissimo Yakhouba Diawara ha deluso le forti aspettative che si sono create su di lui. Per i brindisini sarebbe stato meglio se avesse lasciato il suo talento a South Beach ( “Porto il mio talento a South Beach”  disse Lebron James per indicare Miami. Diawara è stato acquistato proprio dai Miami Heat, squadra in cui ha militato lo scorso anno). L’unico brindisino a metterci davvero il cuore è stato il ’93 Danese, che segna 7 punti in 13 minuti di utilizzo, ed è la sola nota positiva della serata.

 

 La partita non è mai in equilibrio: si comincia con un 7-0 di parziale Air. Avellino ha già la doppia cifra di vantaggio al quarto minuto di gioco. Brindisi viene quasi triplata, sul punteggio di 11-28, grazie ad una bomba di Szewczyk. Gli irpini sono continuamente sopra per il doppio dei punti segnati da Brindisi, e la partita si fa sempre più una debacle. Infatti si va a riposo sul 16-33.

Si continua su questo andazzo e a metà partita Avellino arriva a 60 punti segnati. Nel terzo quarto Avellino segna 25 punti e ne subisce 19, dominando comunque offensivamente e tenendo a bada il deludente attacco dei pugliesi. La partita ormai non ha più senso, Brindisi chiude il terzo periodo sotto di 35 punti ed il vantaggio sarà destinato a dilatarsi ancora. Il canestro di Casoli chiude il match, con Avellino che mette a referto ben 112 punti, contro i soli 68 dell’Enel.

Un’avventura nella massima serie che si chiude nel peggior modo possibile, in un modo che l’ambiente brindisino, col palazzo sempre tutto esaurito, con i 1000 tifosi sempre presenti anche in trasferta, non meritava.

Enel Brindisi – Air Avellino 68-112 (16-33; 33-60; 52-85; 68-112)

Brindisi: Jackson10; Roberson 9; Maresca 11; Infante 8; Gallea 1; Pugi 14; Dixon n.e.; Diawara 8; Giovacchini n.e.; Tourè n.e.; Danese 7.

Avellino: Green 5; Dean 11; barbaro 2; cortese 4; Spinelli 11; Lauwers 4; Casoli 12; Infanti 14; Iannicelli 2; Szewczyk 18; Thomas 16; Johnson 13.

 

 

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