F G1 – In un’altalena di emozioni, Venezia prevale sul filo di lana

F G1 – In un’altalena di emozioni, Venezia prevale sul filo di lana

Equilibrio, errori, intensità e cambi di inerzia nel corso di una gara 1 palpitante, risoltasi solo negli ultimi secondi

di Stefano Bartolotta

C’era da aspettarsi una serie molto equilibrata tra Venezia e Sassari, e gara 1 ha confermato che difficilmente potranno bastare quattro partite, o anche cinque, o magari anche sei, per assegnare questo scudetto. Le due squadre si sono date battaglia senza esclusione di colpi per 40’, e ogni volta in cui una delle due sembrava avere trovato il modo di poter prevalere, l’altra riemergeva dalle difficoltà e girava la partita a proprio favore. Non poteva, così, che esserci un finale nel quale l’esito della gara fosse appeso all’ultimo tiro, e per due volte Sassari ha avuto la possibilità di vincere o pareggiare prima dell’esultanza finale dei padroni di casa e del loro pubblico.

Venezia era partita meglio, impedendo a Sassari di imporre il proprio ritmo e obbligando gli uomini di Pozzecco a giocare in modo troppo statico per le loro caratteristiche. A una tale organizzazione difensiva, però, non aveva fatto seguito un attacco parimenti efficace, così, col passare dei minuti, i lagunari non avevano più le energie per mantenere il ritmo che volevano e Sassari ha potuto progressivamente liberare il proprio gioco. Sul +13 nel terzo quarto, però, De Raffaele ha cambiato l’approccio offensivo, chiedendo ai suoi di sfruttare le loro capacità in 1 vs 1, ed è arrivata una furiosa rimonta che ha reso l’ultimo quarto molto equilibrato. Nei minuti decisivi, Haynes è emerso al momento giusto dopo una partita fin lì deficitaria, mentre gli ospiti hanno sbagliato troppo dalla lunetta. Stefano Gentile ha comunque permesso ai suoi di rimanere incollati fino alla fine e gli ospiti hanno tirato con Thomas sul -1 e con Spissu sul -2, fallendo entrambe le conclusioni.

Sassari si è dimostrata più capace di rimanere legata all’idea di un gioco di squadra, ma ha sbagliato troppo dalla lunetta (5/14 nell’ultimo quarto è davvero imperdonabile) e non ha trovato armi quando Venezia l’ha imbrigliata nel ritmo. Dal canto loro, i lagunari sono evidentemente troppo legati al talento individuale e all’estro dei propri singoli, ma alla fine per vincere ci vuole pure questo, e almeno per stasera è bastato, insieme alla capacità nei momenti importanti di difendere bene contro un attacco temibile come quello sassarese. Ognuno dei due coach, quindi, ha molto su cui lavorare, e sarà davvero interessante vedere chi sarà in grado di apportare i migliori correttivi per le prossime partite.

Quintetto Venezia: Haynes, Stone, Bramos, Mazzola, Watt
Quintetto Sassari: Smith, Carter, Pierre, Thomas, Cooley

Nessuna indisponibilità e consueti quintetti per i due allenatori, per i quali l’unica differenza è data dal numero di giorni passati senza dover giocare partite ufficiali (una settimana per Sassari contro soli due giorni per Venezia). Come prevedibile i padroni di casa iniziano cercando di ragionare e di non lasciare mai l’attacco posizionato in modo da poter concedere la transizione agli ospiti, mentre gli uomini di Pozzecco tirano appena possono e cercano di imporre un ritmo alto. Il problema, per entrambe le squadre, è la scarsissima mira al tiro, e il linguaggio del corpo dei giocatori parla di persone poco convinte di ciò che stanno facendo in attacco. A metà quarto, il punteggio è di 5-6, e ovviamente, più Sassari fatica a segnare, meno sente la fiducia per poter giocare in velocità, e il contesto diventa favorevole a Venezia. I padroni di casa avrebbero tutte le possibilità per allungare, e pian piano il loro vantaggio aumenta, arrivando sul 10-6, e Sassari ha il merito di non mollare, ma la sensazione netta è che si stia giocando il tipo di partita che De Raffaele voleva, soprattutto perché l’attacco di Pozzecco è costretto a soluzioni che nascono tutte da una costruzione del gioco statica e non dinamica come lo era stata nella splendida serie di vittorie sassaresi. Nell’ultimo minuto del quarto, McGee mette in campo la propria esplosività nelle gambe per piazzare 5 punti consecutivi figli proprio della capacità di attaccare rapidamente la difesa avversaria. In ogni caso, Venezia è avanti 18-14 dopo i primi 10’.

Passano i minuti ed è sempre più evidente che se Sassari deve fermarsi a ragionare, ha pochissime armi per impensierire Venezia, che mantiene il vantaggio forte anche di un buon numero di rimbalzi offensivi catturati. Venezia, però, manca di continuità in attacco, così gli ospiti mettono il naso avanti sul 20-21 e rimane in partita. È ero che è importante mettere a disagio l’avversario quando ha la palla, ma se poi non si mettono punti sul tabellone, non si può pensare di vincere con la sola organizzazione difensiva. Anche perché, più passano i minuti, e più i padroni di casa fanno fatica a tenere salde le posizioni nella propria metacampo, e così gli ospiti hanno maggiori spazi per giocare come prediligono. Così, dopo 4’ del secondo quarto, il punteggio è di 22-25, che significa 4-11 di parziale nella frazione. Tonut prova a far valere il proprio 1 vs 1, ma Sassari è sempre più in controllo e arriva al 24-29. Venezia è imprecisa al tiro e soprattutto non sembra avere un piano B alternativo all’idea iniziale di imporre il ritmo lento. De Raffaele, allora, chiede ai suoi il massimo dell’aggressività sul perimetro, ma siamo sempre lì, ci vorrebbe anche qualche idea su come fare per segnare dei canestri, e invece i lagunari non sembrano proprio sapere cosa fare con la palla in mano e la conseguenza è il 29-35 per Sassari, con McGee che, per la seconda volta, propizia il parziale dei suoi. Si va all’intervallo sul 29-37 e Venezia non può permettersi di continuare con questo fiasco offensivo a tutti i livelli, sia come idee che come esecuzione.

I primi due possessi della ripresa per Venezia sono pessimi e fanno pensare che nemmeno l’intervallo e le parole dell’allenatore siano serviti a qualcosa. Sassari si porta sul 29-41, e anche se Bramos prova da solo a tenere in piedi i suoi con 5 punti, il pallino del gioco è sempre in mano a Sassari, che ha più intensità e dinamite nelle gambe. Sul 34-47, Thomas e soprattutto Cooley sbagliano due semplici canestri per il +15, e Haynes mette 5 punti di fila subito dopo. Potrebbe essere un momento che gira la partita, perché la Dinamo continua a sbagliare canestri fattibili e Venezia prova a fregarsene degli equilibri e del bilanciamento puntando tutti sulle qualità in 1 vs 1 di gente come Haynes, Tonut e Daye. I padroni di casa si portano sul 42-49, che significa un parziale di 8-2, e Sassari si prede progressivamente in attacco, consentendo alla Reyer di rimontare fino a chiudere il quarto sul 54-52 grazie a un approccio radicalmente diverso in attacco, che prevede, appunto, un uso smodato degli 1 vs 1, che magari non piacerà ai puristi del basket, ma che è giusto cavalcare quando è l’unica cosa che funziona.

McGee prova a dare nuovamente la scossa ai suoi, con un 2+1 che può significare molto dal punto di vita psicologico. Venezia, comunque, sembra aver recuperato le energie necessarie a non far giocare Sassari con il dinamismo che le è congeniale, e in attacco continua con la ricerca ossessiva degli 1 vs 1. Nei primi 3’, però, l’approccio offensivo che ha consentito ai veneti di rimontare porta solo a 1 punto segnato, e anche se, come detto, la difesa tiene molto meglio rispetto a quando Sassari segnava con facilità, i sardi sono ancora in vantaggio, con McGee che continua a trascinarli. Lo scarto resta comunque ridotto, e basta un niente per cambiare l’inerzia della partita, così una tripla di Haynes ridà speranze ai padroni di casa, anche perché Sassari inizia a essere imprecisa dalla lunetta. Venezia capisce di poter sfruttare il momento di vena del proprio n. 0, e, a 5’ dalla conclusione, il punteggio è di 60-62, quindi quasi in perfetto equilibrio. Cerella prova a metterci del suo con una tripla e una gran difesa nell’azione successiva, e Sassari è sempre più incapace di trovare le giuste situazioni per sfruttare i propri punti di forza in attacco. A meno di 3’ dal termine, un altro canestro importante di Haynes dà ai suoi il +5 (68-63), ma Gentile non molla segnando subito una tripla e ridà la parità ai suoi con un altro canestro in avvicinamento. Incredibilmente, Venezia si blocca e Sassari, che sembrava ormai imbrigliata dalla difesa di casa, sembra riprendere in mano la partita e non passa in vantaggio solo per i continui errori ai liberi. Una tripla di Stone (i suoi primi punti della partita) a 57” dal termine può rivelarsi decisiva, Thomas stavolta è freddo dalla lunetta, Bramos sbaglia da 3 e Sassari ha la palla per vincere, la dà a Thomas, che però non segna. Haynes realizza un solo libero e Sassari può ancora provarci con 2” sul cronometro e una rimessa da metacampo. Il tiro se lo prende Spissu, che sbaglia e Venezia vince 72-70.

UMANA REYER VENEZIA – BANCO DI SARDEGNA SASSARI 72-70

TABELLINO VENEZIA: Haynes 15, Stone 3, Bramos 8, Tonut 11, Daye 8, De Nicolao 6, Vidmar 1, Biligha ne, Giuri, Mazzola 3, Cerella 3, Watt 14

TABELLINO SASSARI: Spissu, Smith 3, McGee 19, Carter 7, Devecchi, Magro ne, Pierre 4, Gentile 6, Thomas 13, Polonara 6, Diop ne, Cooley 12

PARZIALI: 18-14, 11-23, 25-15, 18-18

PROGRESSIVI: 18-14, 29-37, 54-52, 72-70

BASKETINSIDE MVP: MarQuez Haynes

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