F G5 – Milano all’ultimo respiro conquista il match point scudetto

F G5 – Milano all’ultimo respiro conquista il match point scudetto

Una stoppata di Goudelock su Sutton permette all’Olimpia di vincere con il minimo scarto

di Stefano Bartolotta

Quando una partita così importante cambia padrone per diverse volte, a risolverla non può che arrivare l’evento più inimmaginabile in assoluto. Già l’idea di una stoppata di Goudelock su Sutton può far sorridere i più, ma che questa avvenga all’ultimo secondo di una gara 5 di finale scudetto con Trento sotto solo di un punto può sembrare davvero peregrina. Invece, è proprio quello che è avvenuto, e Milano si è portata sul 3-2 in questa serie che riserva sempre colpi di scena.

Per buona parte del primo tempo e all’inizio della ripresa, Trento era in totale controllo tattico e mentale della partita, nonostante il punteggio in equilibrio. Milano si è trovata costretta a impostare un attacco più simile a ciò che si vede sui campetti che in Serie A, dal punto di vista dello stile di gioco. Pianigiani ha chiesto a Micov di giocare spesso da play, e ha lasciato i suoi liberi di seguire il proprio istinto. È stata l’idea giusta, quella che ha permesso a Milano di prendere un vantaggio che sembrava decisivo, fino a quando non si è scatenato Shields, che negli ultimi 4 minuti, secondo più, secondo meno, ha realizzato qualcosa come 16 punti, compresa la tripla che sembrava decisiva.

La squadra di casa, però, ha giocato l’azione che valeva la stagione, ancora una volta come se fosse su un playground, ovvero uno contro tutti, e quando non ci è riuscito il primo (Goudelock), si è buttato dentro un altro (Jerrells). La freddezza dalla lunetta di The Shot e l’improbabile azione conclusiva hanno dato la vittoria ai biancorossi.

Inutile, a questo punto, fare troppi discorsi tattici, tecnici, filosofici o psicologici. Trento ha dimostrato di essere una squadra solida, lucida e organizzata, e Milano, invece, ha dalla sua solo il talento individuale dei propri giocatori. Talvolta, però, può bastare anche questo per vincere, o almeno per farti tirar fuori tutto quello che hai dentro, compresa una giocata tanto difficile da concepire quanto decisiva una volta che si è davvero realizzata.

Quintetto Milano: Goudelock, Micov, Tarczewski, Kuzminskas, Cinciarini
Quintetto Trento: Sutton, Silins, Forray, Hogue, Shields

Il Forum è sold out e il pubblico di Milano ha tanta voglia di spingere i giocatori della propria squadra (e di fischiare sonoramente coloro che ritiene più scorretti tra quelli avversari). Milano prova subito a essere aggressiva, e le cose migliori le fa Micov dal post basso, segnando o facendo comunque girare bene la palla. Trento non si scompone, è più reattiva sulle palle vaganti e resta a contatto. Gli ospiti hanno chiaramente spaziature migliori e un sistema di gioco più collaudato, ma poi ci sono anche i valori tecnici dei singoli giocatori, e grazie a essi i padroni di casa sono in vantaggio a metà quarto sul 17-13. Trento ha dei giochi articolati, che prevedono seconde e terze opzioni in caso di insuccesso della prima, mentre i giocatori di Milano, se il gioco non si sviluppa per com’è disegnato, devono arrangiarsi individualmente. Ciononostante, grazie sia ai sopra menzionati valori tecnici, che all’applicazione difensiva, Milano continua a rimanere in vantaggio (22-18 dopo 8’). Contrariamente alle due partite di Trento, gli uomini di Buscaglia commettono diversi falli già nel primo quarto, così Milano può approfittarne per mantenere il vantaggio e chiudere il primo quarto sul 31-22, dopo aver toccato anche la doppia cifra di vantaggio (30-19) anche grazie all’ottima difesa di Abass.

Milano congestiona troppo la fascia centrale del campo e, di conseguenza, fatica a muovere la palla con efficacia. Trento può così ridurre lo svantaggio, anche approfittando del fatto che Hogue può liberamente sbracciare e spingere sotto canestro senza che gli venga mai fischiato fallo. I milanesi perdono lucidità sia in attacco che in difesa e Trento può facilmente arrivare a -1 (35-34, parziale di 5-15). Pianigiani gioca l’ormai abusata carta del quintetto piccolo, ma la partita è tatticamente e mentalmente in mano a Trento, e Milano può solo sperare nel talento per vincerla. Lo scambio qualità tecnica individuale da un lato e gioco ben organizzato dall’altro continua, e il punteggio rimane in equilibrio. Milano cerca il più possibile di portare in post basso Gudaitis e Pascolo, ma lo fa con manovre troppo prevedibili, ma che comunque portano a un paio di viaggi in lunetta del pivot lituano. Trento, comunque, riesce a portarsi in vantaggio proprio allo scadere del quarto grazie a una tripla ben costruita di Sutton. Il punteggio all’intervallo lungo è di 48-50. Milano è sotto nei rimbalzi e nel saldo perse/recuperate, e il motivo è proprio la miglior organizzazione di gioco avversaria.

Milano rientra dagli spogliatoi sempre più svuotata mentalmente. I giocatori sbagliano canestri facili e commettono falli evitabili, ma Trento, almeno in questi primi minuti, non ne approfitta, e permette agli avversari di rimanere in partita. A metà quarto il punteggio è di 57-58 e il livello tecnico-tattico della partita è bassissimo. In compenso, quello agonistico è molto alto, con il pubblico di casa al massimo del tifo e i giocatori che, di pura voglia, riescono a metterla dentro. Milano gioca né più e né meno come al campetto, ma il clima da battaglia porta almeno gli uomini di Pianigiani a dare tutto quello che hanno dentro. La partita è ancora in equilibrio, e in questo attacco da playground emerge inaspettatamente un Kuzminskas che sembra quasi essersi liberato mentalmente all’idea di non dover seguire dettami tattici particolari. Un canestro di Micov che ricorda quello mitico di Simon a Reggio Emilia fossa il punteggio sul 71-66 al termine del terzo quarto.

Lo stesso Micov, in più di un’occasione, fa il play, con Jerrells e Bertans al suo fianco come esterni, ma nei primi due minuti dell’ultimo quarto, questo assetto non porta ad alcun punto. Anche Trento, però, realizza solo due punti, così bastano le giocate di Kuzminskas e Goudelock per tornare a otto punti di vantaggio (76-68). A 5’ dalla fine l’Olimpia è ancora avanti 78-72 e Buscaglia riprova il quintetto leggero, presumibilmente per confondere le idee agli avversari coi raddoppi sul perimetro, come successo in gara 4. La difesa, in effetti funziona, ma non così si può dire per l’attacco, almeno per le prime azioni. Sull’80-72, però, si scatena Shields, con 5 punti consecutivi. A questo punto sale in cattedra Cinciarini, con un rimbalzo offensivo, un canestro in penetrazione molto difficile, e due perfetti assist per Gudaitis. Shields e Hogue, però, tengono a contatto Trento, e all’ultimo minuto, Milano è avanti di un solo punto, 85-84. Cinciarini tenta di rubare palla a Shields, ma commette il quinto fallo, e lo stesso n. 31 ormai vede il canestro come una piscina. Goudelock, però, non trema, e ridà 2 punti di vantaggio ai suoi a 26” dal termine. Milano dovrebbe fare fallo prima che Shields tiri, proprio perché ormai l’avversario è in totale trance agonistica, ma non lo fa, e puntualmente viene punita da una tripla a 16” dallo scadere. Ci prova Goudelock, ma viene respinto, così si butta dentro Jerrells, e subisce il quinto fallo di Shields a 6” dalla fine. 2/2 dalla lunetta, Trento però in così poco tempo si costruisce perfettamente un tiro di Sutton da sotto, e qui avviene l’evento più improbabile, ovvero una stoppata di Goudelock, per preservare il vantaggio di Milano, che vince 91-90.

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – DOLOMITI ENERGIA TRENTINO 91-90

TABELLINO MILANO: Goudelock 16, Micov 4, Bortolani ne, Pascolo, Tarczewski 2, Kuzminskas 19, Cinciarini 15, Cusin ne, Abass, Bertans 8, Jerrells 8, Gudaitis 19

TABELLINO TRENTO: Franke 3, Sutton 15, Silins 6, Musumeci, Forray 4, Flaccadori, Gutierrez 9, Lovisotto, Gomes 12, Hogue 14, Lechthaler, Shields 27

PARZIALI: 31-22, 17-28, 23-16, 20-24

PROGRESSIVI: 31-22, 48-50, 71-66, 91-90

BASKETINSIDE MVP: Andrew Goudelock

Fotogallery a cura di Claudio Degaspari

Stoppata Goudelock

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