Gaddy e Mazzola stendono Varese. Bologna, la salvezza è a un passo

Gaddy e Mazzola stendono Varese. Bologna, la salvezza è a un passo

I bianconeri battono 76 a 67 la Openjobmetis e mettono una seria ipoteca sulla permanenza in Serie A

Un successo che vale oro, anzi una salvezza. Eh sì, perché i due punti conquistati oggi dalla Virtus Obiettivo Lavoro nello scontro con Varese tra nobili decadute, almeno al momento, ha un peso specifico molto pesante, anche in virtù dei risultati che arrivano dagli altri campi: Capo d’Orlando ha infatti battuto agilmente Torino spedendo i piemontesi a a 6 lunghezze in classifica da Fontecchio e compagni. Un successo, il secondo consecutivo, che porta le firme indelebili di Gaddy (19 punti) e Mazzola (14 punti e 7 rimbalzi), importantissimi terminali offensivi capaci di siglare giocate chiave nei momenti più importanti del match. Si è vista una Virtus molto solida in difesa – come più volte accaduto tra le mura amiche – capace di mostrare ulteriori chiari segnali di progresso sul piano del gioco corale, agevolati senza dubbio  dall’inserimento di Collins, proseguito positivamente, che ha concesso a Gaddy una maggiore libertà in fase di finalizzazione . Determinante è stato anche l’assetto con tre lunghi in campo, e Odom a sostituire l’influenzato Vitali, che ha chiuso i rifornimenti agli attaccanti avversari, esaltando la grande serata di Mazzola e le caratteristiche fisiche di un dominatore d’area come Pittman (13 punti e 6 rimbalzi). Varese invece, dopo un buon inizio, ha sofferto  molto la fisicità dei lunghi e la rapidità dei piccoli bolognesi, non riuscendo più a trovare il bandolo della matassa e affidandosi alle iniziative personali di Kuksis e Wright, per abbozzare un recupero rimasto poi incompiuto.

MAZZOLA E GADDY TRASCINATORI –  Gaddy e Fontecchio sono gli apripista del buon avvio dei  bianconeri (7-3) che però rallentano, dopo un paio di errori dello stesso Gaddy e di Pitmann, subendo il rientro della Openjobmetis che trova addirittura il vantaggio su un incursione di Kangur (9-10). La palla nell’attacco varesino circola con i giri giusti portando ai facili canestri di Campani, di nuovo dalla lunga, e di Davies per il +5 esterno (17-12) a 2′ dalla prima sirena che costringe Valli al timeout. Nonostante qualche forzatura di troppo e un bonus falli raggiunto molto prima degli ospiti  ( a 1’33” dal gong il conto delle penalità fatte recita 5-1 a sfavore di Bologna), la Virtus riesce a reggere l’urto e gestire bene i secondi finali con Gaddy e Collins contemporaneamente in campo ricucendo lo strappo fino al -1 (17-18). Dalle mani di Pittman arriva in apertura di seconda frazione la poderosa schiacciata del sorpasso virtussino, rimpinguata dalle triple di Gaddy, il migliore dei bianconeri nel primo tempo, e di Collins che griffano la prima fuga virtussina della serata confezionando un break a cavallo tra i due qquarti di 15-0 (26-19). Wayns e Wright tamponano però l’emorragia aprendo il contro-parziale di 6-0 (25-26). Bologna allora prova l’assetto con tre lunghi in campo – in cui Odom veste i panni del “3 tattico” – e viene subito premiata da un Mazzola immarcabile da ala grande che con 7 punti filati lancia i suoi al 33-27. Quando Mazzola scende a rifiatare in cattedra sale Fontecchio che schiaccia a canestro i punti del +8. Un paio di falli in attacco dei padroni di casa pregiudicano però un ulteriore salto in avanti chiudendo i conti del primo tempo con le squadre ferme sul 37 a 29.

KUKSIS E WRIGHT PROVANO IL RECUPERO MA LA VIRTUS REGGE L’URTO – Le triple di Kuksis e Kangur in avvio di secondo tempo riavvicinano Varese a -4 (39-35), prima della nuova fiammata virtussina innescata dal canestro e fallo di Pittman e concretizzata da Gaddy che riconsegna alla Obiettivo Lavoro un margine rassicurante (48-39). Il ritorno al quintetto “pesante” blinda la difesa dei bianconeri che in attacco ricominciano a giocare con scioltezza e trovano addirittura il +12 sulla stoccata di Hasbrouck dai 6.75 metri (51-39). Varese nel momento più difficile non molla, recupera un paio di palloni pesanti e in transizione colpisce con Kuksis e Cavaliero per il nuovo – 4  (55 a 51) che diventa -6 dopo i due liberi di Collins. Nel finale di terzo quarto c’è spazio anche per la suspance: il giovane Penna dalla metà campo difensiva centra allo scadere il bersaglio che potrebbe valere il -9, ma il canestro non viene convalidato dopo il controllo dell’istant replay. Pronti, via ed è sempre Mazzola a fare pentole e coperchi per la Virtus che ringrazia e incassa il 62 a 51 figlio delle giocate del lungo ferrarese. L’unico vero fardello per i padroni di casa è ancora una volta quello dei falli di squadra, che a 5 minuti dall’ultimo sono già cinque con Hasbrouck costretto alla panchina forzata, I liberi permettono a Campani e compagni di riaffacciarsi sotto le 10 lunghezze di disavanzo (65-58). Lo sforzo profuso dai biancorossi non basta e la fatica si fa sentire. Nel finale i nervi saldi della Virtus fanno la differenza e il sigillo di Gaddy a 15″ dal quarantesimo mette la parola fine sulla contesa ribalta anche la differenza canestri dell’andata. All’Unipol Arena l’incontro termina sul 76 a 67 con Bologna che può gioire per aver compiuto un passo decisivo verso la permanenza in serie A.

OBIETTIVO LAVORO BOLOGNA 76 – 67 OPENJOBMETIS VARESE (18-19; 37-29; 57-51)

Obiettivo Lavoro Bologna: Pittman 13, Fabiani NE, Vitali NE, Cuccarolo, Gaddy 19, Collins 8, Fontecchio 9, Mazzola 14, Hasbrouck 10, Penna, Odom 13

Openjobmetis Varese: Davies 9, Wayns 3, Varauskas NE, Testa NE, Cavaliero 5, Wright 10, Campani 11, Kangur 9, Ferrero 2, Kuksis 18, Pietrini NE

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