Gentile è stratosferico: la Virtus ha vita facile con Capo d’Orlando

Gentile è stratosferico: la Virtus ha vita facile con Capo d’Orlando

Bologna domina l’Orlandina grazie ad una prova sontuosa dell’ex ala dell’Olimpia Milano.

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All’esordio in casa, la Segafredo Bologna si libera dalla tensione post Trento e liquida 88 – 52 un’esausta Betaland Capo d’Orlando. La Virtus ha dominato fin dalle primissime battute, trascinata da un sublime Alessandro Gentile (doppia doppia con 17 punti, 11 rimbalzi, 6 palle rubate, 5 falli subiti e 5 assist per 28 di valutazione). L’ex stella dell’Olimpia Milano ha voluto mettere in chiaro le cose sin dal primo quarto chiuso a 10 punti, poi ha di fatto chiuso la contese nel secondo periodo con una serie di giocate di fisicità ed atletismo veramente devastanti. Ottimi anche Pietro Aradori (18 pt e 4 falli subiti) Kenny Lawson (13 pt con 3/3 da tre), autore di tre triple nei 10’ iniziali, e sorprendente la prova, per maturità ed intelligenza, dell’esordiente Alessandro Pajola. Schiacciata dalla pressione bolognese, l’Orlandina è apparsa in riserva di energie – anche a causa del triplo impegno ravvicinato – e non è quasi mai riuscita a competere con i padroni di casa. L’unico a non mollare, almeno nelle battute iniziali, è stato Engin Atsur (12 pt tutti nel primo tempo).

Quintetti

Virtus: Lafayette, Aradori, A. Gentile, Ndoja, Slaughter.

Orlandina: Atsur, Kulboka, Edwards, Inglis, Delas.

Davanti a un Paladozza sostanzialmente esaurito, si comincia nel segno di Ale Gentile: il numero 0 mette i primi 7 punti della partita, poi trova persino la tripla – che mancava da più di un anno in serie A – e, aiutato dalle bombe di Lawson, firma il primo break Virtus sul 16 a 3 (5’). L’Orlandina prova a reagire con i jumper di Atsur e Inglis, ma Lawson rimane infallibile e Bologna chiude il primo quarto in netto vantaggio sul 27 a 15 dopo il canestro sulla sirena di Umeh. Grazie ad un atteggiamento più attivo, i siciliani provano a farsi sotto con le triple di Wojciechowski e di uno scatenato Atsur (32 a 24 al 14’). In difficoltà, le Vnere si affidano nuovamente a Gentile che con una serie di giocate di straripante fisicità, e anche un assist ad Aradori, riapre il divario tra le squadre: 44 – 26 al 18’. Wojciechowski prova a guidare una mini reazione, ma la Virtus trova con facilità Slaughter in area e va al riposo sul + 18: 48 a 30 (65 a 17 di valutazione). Al rientro, i bianconeri non sembrano aver diminuito l’intensità: l’Orlandina fatica contro il pressing e Gentile e Lafayette ne approffitano portando la Virtus addirittura a + 31 sul 61 a 30 del 26’, dopo il lay up di Ndoja. La qualità di gioco si abbassa ma Bologna domina a rimbalzo e chiude il terzo periodo sul 66 a 34. L’ultimo quarto è di fatto un lungo garbage time in cui molti giocatori – Umeh e Lawson per la Virtus, Alibegovic e Ihring per l’Orlandina – possono arricchire il proprio bottino personale: Bologna vince senza patemi 88 a 52.

Segafredo BolognaBetaland Capo d’Orlando 88 – 52 (27 – 15; 48 – 30; 66 – 34)

Bologna: A. Gentile 17, Umeh 12, Pajola 5, Ndoja 6, Rosselli 6, Lafayette 3, Aradori 18, S. Gentile NE, Berti NE, Lawson 13, Slaughter 8. All. Ramagli.

Capo d’Orlando: Alibegovic 9, Ihring 5, Atsur 12, Inglis 9, Kulboka 3, Laganà NE, Delas, Edwards 5, Wojciechowski 7, Stella NE, Ikovlev 2. All. Di Carlo.

Fotogallery di Giulia Pesino

Aradori

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