Il cuore di Teramo batte ancora!

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Batte e batte forte il cuore di Teramo. Batte nei 55 rimbalzi conquistati, batte in Alessandro Ramagli mai visto così passionale in panchina, che dopo una palla recuperata in difesa, nonostante un vantaggio accumulato già rassicurante, schizza sotto la curva teramana come se avesse vinto il campionato. Batte in Gianluca Lulli, eterno capitano che in questo finale di stagione lotta come un ragazzino in campo, contribuendo in maniera importante a questa salvezza che per molti sembrava e sembra ancora impossibile. Batte in Kevin Fletcher, nei suoi 18 rimbalzi e nel suo 8 su 10 dal campo. Batte in Antonello Ricci, classe 1992, che, vista l’assenza di Robert Fultz, doveva regalare qualche minuto di riposo a Zorosky e Diener, ma che poi in realtà se n’è presi 13 per se stesso con 6 punti e due rimbalzi al suo reale esordio in prima squadra. Batte nei 3.000 del Palaskà, che al grido “Noi vogliamo la serie A” manda un chiaro segnale a tutto l’ambiente teramano ed abruzzese, perché questa realtà merita la serie A, merita di esistere, merita maggiore considerazione. Questa partita poteva chiudere il sipario, dopo una settimana tremenda, con la sconfitta a Brindisi e la conferenza stampa del Presidente Carlo Antonetti che, senza mezze parole, comunica che se non subentrano nuovi fondi o nuovi soci entro brevissimo tempo, l’avventura degli abruzzesi con questa società, almeno a livello professionistico, è destinata a finire al termine della stagione. Invece così non è stato. In campo una squadra concentrata, cattiva e senza dubbio viva, viva come il suo pubblico, che spera di riuscire a far battere anche i cuori, decisamente più freddi, di istituzioni e imprenditori locali che, con tutte le attenuanti del caso, hanno in mano il destino di questo amore per questa realtà che molti ci invidiano, e che, sinceramente, è un vero peccato lasciar finire così. Una società al momento senza debiti, con pochi fondi, ma senza debiti. Sempre puntuali alle loro scadenze, cosa che spesso non accade in altre società.

Teramo almeno sul campo c’è…. Non sembra esserci più invece la Sutor, visibilmente nervosa, continuamente contestata dai numerosi supporter marchigiani arrivati a Teramo certamente speranzosi di vedere un po’ più di carattere da parte dei loro, a questo punto, “ex” beniamini. I più contestati sono il coach Pillastrini, di cui a gran voce, più volte sono state richieste le dimissioni, e Allan Ray.

In campo Teramo parte subito forte con De la Fuente autore del primo break teramano con 6 punti. Montegranaro prova a respingere gli attacchi abruzzesi con Ford, che dopo un incoraggiante inizio, viene letteralmente ingabbiato da Fletcher, costringendo la Sutor spesso, ma senza precisione, al tiro da fuori e con uno 0 su 6 da 3 nel primo quarto permette a Teramo una fuga già importante per il 16-9 dopo 10’.

Il secondo quarto è il quarto di Antonello Ricci. Il giovane play teramano rimane in campo per 6 minuti con una prestazione da veterano. Dopo non aver sfruttato un buon assist di Davis, non si scompone e realizza un 3 su 3 diventando il miglior realizzatore in campo nel secondo quarto. Il tiro da tre continua a non entrare per entrambe le squadre; per Teramo 0 su 5, mentre la Sutor, vista la poca vena dalla distanza, ci prova solo 2 volte (1 su 2), cercando di entrare spesso in area, ma le statistiche sono impietose. Montegranaro chiude il quarto con l’ 11% (1 su 9 ) da 2. Il finale di tempo è 33-18.

Al ritorno in campo dopo il riposo lungo le percentuali di Montegranaro migliorano, ma l’inerzia della partita non cambia. Il miglior Fletcher della stagione sale in cattedra con 6 su 6 da 2 e 7 rimbalzi, che rimandano indietro il tentativo di limitare i danni della Sutor, con Ivanov (8 punti) e Williams (7 punti). A questo punto la contestazione ospite è assillante ed incessante. Rimanere concentrati sulla gara diventa difficile sia per Montegranaro in piena crisi sia per Teramo (probabilmente poco concentrata vista la pochezza dell’avversario). Il finale è 76 – 47. In coda perdono tutti e Teramo rivede la salvezza sul campo, ma forse non basterà. Montegranaro è al buio… riuscirà a ritrovare la luce in questo finale di campionato?

 

Tabellini:

BANCA TERCAS TERAMO – FABI SUTOR MONTEGRANARO 76-47

(16-9/33-18/60-36/76-47)

BANCA TERCAS TERAMO:  Liwston n.e., Zoroski 11, Ricci 6, Boscagin 3, Lulli 3, De La Fuente 13, Diener 14, Martelli n.e., Young , Polonara , Davis 10, Fletcher 17

FABI SUTOR MONTEGRANARO: Ford 6, Nasini n.e, Fenati n.e., Cavaliero 2, Williams 13, Maestranzi, Mazzola 2, Ray 5, Cinciarini 7, Toolson n.e., Ivanov 12.

 

TIRI DA DUE: Teramo 61.4% (27/44) Montegranaro 33.3% (13/39) (Fletcher 8/10; Ricci 3/3; Davis 3/3)

TIRI DA TRE: Teramo 16.7% (4/24) Montegranaro 18.8% (3/16) (Williams 2/3; Diener 2/4)

TIRI LIBERI: Teramo 66.7 % (10/15) Montegranaro 52.2% (12/23) (Zorosky 3/4; Ray 3/4)

RIMBALZI: Teramo 55 Montegranaro 28 (Fletcher 18; Diener 9).

PALLE PERSE: Teramo 18 Montegranaro 13 (Williams 6; Fletcher 5; Zorosky e Ford 4).

ASSIST: Teramo 18 Montegranaro 7 (Zorosky 4; Diener 4; Davis 4; Williams 4).

Post gara:

Alessandro Ramagli:

“ Siamo stati bravi, abbiamo avuto una buona tensione emotiva, e fatto una partita difensiva eccellente. Ho fatto il “matto” anche io per trasmettere energia ai ragazzi, l’ho sprecata tutta per passarla anche a loro. Stasera ho rivisto la mia “Biella” e lo dico senza rimpianto. Le mie partite in casa sono queste, con energia ed entusiasmo, quelle che trascinano il pubblico. Non conta che gli altri hanno perso (Brindisi e Biella), conta la nostra gara fatta con lo spirito giusto.”

Su Fletcher dice:

“Non l’ho mai visto gridare nello spogliatoio e caricarsi, forse sarà stato per quello che è successo, ma tutti hanno dimostrato di essere uomini veri”.

Su Ricci:

“Ha fatto bene, ma deve pensare ad agguantare la finale nazionale insieme ai suoi compagni. E’ un ragazzo responsabile e con la testa di stasera ce la farà”.

 

Stefano Pillastrini:

“ Intensità bassa, abbiamo subito per gran parte della gara e ci siamo spenti man mano. E’ normale che i tifosi siano arrabbiati, ma loro fanno i tifosi. Ora ci guarderemo in faccia per provare a trovare le soluzioni, ma al momento sono ancora allenatore della Sutor.”

Sembra quasi certo invece che, nell’immediato, il suo futuro non sia più legato alla panchina della Sutor. Sharon Drucker sembra ad un passo dal prendere il suo posto.

Gianmaria Vacirca (D.g. Sutor):

La partita l’avete vista, non sono io che gioco.

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