Il fattore Pianella colpisce ancora: Cantù impatta la serie guidata da un Mazzarino monumentale

Il fattore Pianella colpisce ancora: Cantù impatta la serie guidata da un Mazzarino monumentale

La legge del Pianella non fa sconti a nessuno. Dopo Sassari, caduta tre volte su tre, anche Roma deve inchinarsi alla bolgia del Pianella e proprio come con il Banco la Lenovo risale dal 2-0 al 2-2 che rimette tutto in discussione nella serie e che ora riporta tutta la pressione sui capitolini visto che Domenica la serie si sposterà nuovamente nella capitale. Partita mai in discussione alla Ngc Arena, che dopo aver regalato al proprio pubblico finali al cardiopalma, si concede una serata tranquilla con un successo dettato fin dalla prima frazione: +9 alla prima pausa, +15 a metà gara e un tranquillo +10 a fine terzo quarto a testimonianza di quanto visto nelle precedenti tre partite, con Roma incapace d’impensierire la Lenovo. L’Acea ci ha provato solo nella quarta frazione, quando spinta da un buon Bobby Jones è rientrata fino a due possessi di distacco (54-48) prima e quando nel finale di partita ha ricucito fino al meno cinque (78-73) provando a rievocare i fantasmi dei finali in volata. Tutto inutile, perché questa volta Cantù non concede finali thrilling e dalla lunetta arrivano i liberi che chiudono definitivamente l’incontro.

Cantù: Ragland-Aradori-Brooks-Leunen-Tyus

Roma: Taylor-Goss-Datome-Jones-Lawal

BROOKS E ARADORI, LENOVO IN CONTROLLO- Avvio in sordina per entrambe le formazioni, tanto che per vedere i primi punti dal campo servono oltre due minuti, con Brooks che dimenticato in angolo non perdona. E’ la scintilla che accende la Lenovo, che in un amen infila altri quattro punti in rapida successione con Ragland e Tyus che s’iscrivono a referto per il 7-1 iniziale che obbliga al timeout Calvani. Al rientro però la musica è sempre la stessa, Aradori ne firma quattro in un amen e solo due magie di Goss tengono Roma a galla sul meno cinque (11-6). Cantù accelera con Leunen e Cusin che siglano i canestri del più dieci , mentre l’Acea si affida a Lawal e Datome per ricucire. La situazione però non cambia e prima Aradori in lunetta e poi Scekic con il primo canestro della serata, sigillano il 23-14 della prima frazione.

CANTU’ SPINGE E VOLA VIA, E’FUGA: Il secondo quarto inizia con finlamente Datome in luce, dopo un primo quarto a luci spente. Gli ospiti però continuano a faticare, al contrario dei canturini che quando corrono diventano letali e così dalla palla persa di Lorant nasce l’azione che porta alla prima tripla di serata di Tabu che vale nuovamente la doppia cifra di scarto (28-18). Goss prima e Czyz poi perdeno l’ennesimo pallone e se Mazzarino la prima volta grazia l’Acea,  è diversito l’esito dell’azione spinta da Mancinelli e finalizzata da Aradori con l’ottavo punto del numero ventuno che regala nuovamente la fuga della propria formazione costringendo un furibondo Calvani al minuto di sospensione. L’uragano canturino però è indomabile: Goss illude Roma dalla lunga distanza, ma la replica della Lenovo è di quelle pesanti e prima con i due punti di Ragland e poi con la tripla vincente di Mazzarino arriva il massimo vantaggio (35-21) nel delirio del Pianella. Cantù offensivamente non sbaglia nulla e così dalla lunetta il distacco sale a diciotto lunghezze con Ragland che si conferma letale e manda a segno un 4/4 nel giro di pochi secondi. L’Acea prova a rientrare negli ultimi secondi, ma l’ultimo canestro lo trova Ragland e all’intervallo Cantù è nettamente avanti sul 43-28.

ROMA CI PROVA, CANTU’ REGGE- E’ il botta e risposta tra Lawal e Aradori a dare inizio al secondo tempo. Goss e Taylor riportano sotto la doppia cifra il distacco, ma è il canestro e libero supplementare di Brooks a ristabilire undici punti di margine tra le due formazioni (48-37). A riavvicinare Roma serve così un fischio discutibile contro Scekic, sanzionato poi con anche il tecnico che regala a Goss i tre punti che valgono il meno nove. A ricacciare indietro l’Acea ci pensa però Tabu, che dai 6.75 estrae dal cilindro un capolavoro per il 54-42. Trinchieri ne approfitta così per ruotare anche i propri elementi concedendo riposo a Pietro Aradori e rimettendo sul parquet di gioco Mazzarino. A suonare però la carica nelle fila di Roma è Bobby Jones che sale in cattedra piazzando cinque punti in rapida successione, che riaprono totalmente i giochi sul 54-48. Cantù però è brava ad approfittare delle ingenuità di Taylor, che eccede nelle proteste facendosi chiamare il tecnico: Mazzarino ringrazia e dalla lunetta firma i liberi che fissano sul 58-48 i primi trenta minuti.

GOSS SPAVENTA CANTU’, MA SI TORNA A ROMA SUL 2-2 – L’ultimo periodo si apre con un capolavoro di Jones, che manda a bersaglio una bomba pazzesca ma la replica di Mazzarino è con la stessa moneta e Cantù tiene così i dieci punti di vantaggio. E’ un colpo pesante per gli ospiti, perché Tyus come il miglior squalo che sente odore di sangue si erge a protagonista del break di 4-0 che regala il più tredici ai propri compagni (65-52). Goss e Taylor provano a rosicchiare qualche punto, ma è ancora Mazzarino dalla lunga distanza a far esplodere i tifosi canturini con l’ennesima perla di serata che sigla il 73-56. Partita finita? Ovunque si, non al Pianella. Lawal e Jones suonano i primi acuti capitolini, Brooks sembra mettere il game set and match all’incontro con una correzione volante, ma è la schiacciata di Lawal a dare inizio al Phil Goss show con sette punti in meno di un minuto che riaprono completamente i giochi sul 78-71. Il canestro di Lawal per il meno cinque è l’ultimo spavento della serata per i biancoblu, perché prima Aradori e poi Ragland firmano il game set and match dalla linea della carità. Finisce 81-73.

MVP BASKETINSIDE.COM: Mazzarino

LENOVO CANTU’ 81- ACEA ROMA  73 (23- 14, 43- 28, 58- 48)

LENOVO CANTU’: Awudu ne, Scekic 3, Smith ne, Leunen 3, Mazzarino 19, Brooks 10, Tyus 8, Tabu 7, Ragland 14, Aradori 13, Cusin 2, Mancinelli 2. All. Trinchieri.

ACEA ROMA: Goss 24, Jones 13, Tambone ne, Tonolli ne, Gorrieri ne, D’Ercole 2, Datome 4, Bailey 1, Taylor 6, Lawal 20, Czyz 3,  Lorant. All. Calvani.

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Fotogallery a cura di Alessandro Vezzoli e Walter Gorini

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