Jasaitis torna ad incantare, la Betaland passa su Torino 86-73

Jasaitis torna ad incantare, la Betaland passa su Torino 86-73

E’ una grande Orlandina, quella che incanta il pubblico del PalaFantozzi. Torino resta in partita poco più di venti minuti, prima di cadere di fronte ad un maestoso Jasaitis.

E’ una grande Orlandina, quella che incanta il pubblico del PalaFantozzi. Torino resta in partita poco più di venti minuti, prima di cadere di fronte ad un maestoso Jasaitis, che con tre triple di fila trova il +16 che taglia le gambe alla squadra di Vitucci. MVP del match proprio il lituano Jasaitis, con 21 punti, 2 rimbalzi e 2 assist, per un 25 di valutazione finale. Per gli ospiti il migliore è sicuramente Dyson, che grazie al suo enorme talento offensivo ha cercato di tenere in scia i suoi, ma sono inutili i 21 punti all’attivo. Coach Di Carlo può essere ampiamente felice dei suoi ragazzi, che portano a casa il match più importante della stagione, nonostante la serata non esaltante del folletto americano Boatright. La Betaland la vince al tiro, con un irreale 11/18 da tre, che permette agli uomini di Di Carlo di respirare in chiave salvezza.

1º quarto: Parte con il viaggio in lunetta di Dyson, lo scontro salvezza del PalaFantozzi, 1/2 per l’ex Sassari. Pronta risposta Orlandina, con Oriakhi che dal pitturato realizza il primo canestro dal campo. Mani calde per gli ospiti, che provano subito l’allungo con le triple di Dyson e Rosselli, +3 Torino. Si mette in proprio Ilievski, 5 punti in fila per lui ed 11-14 sul tabellone. Importanti le firme di White e Goulding, due possessi pieni di vantaggio per la Manital. A chiudere il primo quarto sono gli “anziani” Nicevic e Jasaitis, 17-19.

2º quarto: Porta la firma di Nicevic il pari Betaland, 19-19. Timeout dal retrogusto americano per Torino: Nankivil e Boatright portano Capo d’Orlando sul +3. Layup di Nicevic da una parte, tripla di Giachetti dall’altra, si alzano i ritmi al PalaFantozzi. Solo retina per Dyson dai 6.75, pari a quota 26 a 6′ dall’intervallo lungo. Sono tre le bombe consecutive dell’Orlandina, Jasaitis, Laquintana e Nankivil infiammano le retine per il 35-30. Cercano l’allungo i padroni di casa con Jasaitis, pronta risposta Manital con Dyson. Oriakhi e Mancinelli mettono il punto esclamativo sul primo tempo, 41-34.

3º quarto: È proprio Oriakhi ad aprire il secondo tempo, 43-34. Prova a riprendere gli standard d’inizio stagione Jasaitis, tre triple consecutive conferiscono il +16 all’Orlandina, timeout Torino. Torna bene la Manital sul parquet, 6-0 di parziale firmato White-Mancinelli. Layup vincente di Boatright, che trova il +12 ed il sesto punto del suo match. Si iscrive alla gara anche Bowers, sua la tripla del 57-42. Poco precisa la compagine ospite in lunetta con Dyson, Boatright non perdona e trova il 59-43. Completa un gioco da tre punti Bowers, attacco confuso di Torino e timeout sul 62-43. Ventello di vantaggio per l’Orlandina dopo l’1/2 di Stojanovic in lunetta, continua l’allungo biancazzurro. Ci pensa Dyson a sbloccare i suoi dopo due minuti abbondanti di niente, 65-46. Gli ultimi punti del terzo quarto sono i liberi di Giachetti, 67-48.

4º quarto: Bomba di Bowers, appoggio facile di Ebi, 70-50. Mostra tutto il suo talento Dyson con una tripla senza ritmo e mani in faccia, 72-55. 6-0 di parziale per i padroni di casa, Nicevic e Laquintana regalano il +23 alla Betaland, timeout per coach Vitucci. Chiude il match in lunetta il lungo orlandino Oriakhi, sempre che non lo fosse già, 81-57 a 2’30” dall’ultima sirena. 6-0 di parziale per la Manital, che trova il -19. Bellissima parentesi nel finale, con il giovane Luca Munastra che entra e segna i primi due punti in carriera in Serie A, l’Orlandina vince 86-73.

BETALAND CAPO D’ORLANDO – MANITAL TORINO 86-63

Orlandina: Galipò 0, Stojanovic 5, Basile 0, Ilievski 5, Laquintana 11, Nicevic 10, Boatright 6, Jasaitis 21, Munastra 2, Bowers 9, Oriakhi 11, Nankivil 6.

Torino: Dyson 21, White 10, Giachetti 7, Mancinelli 14, Rosselli 5, Fantoni 0, Kloof 2, Eyenga 7, Goulding 3, Miller 0, Ebi 4.

Fotogallery a cura di Janira Galipò

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