Jones non basta, Sanikidze sì – Bologna argina Caserta

Jones non basta, Sanikidze sì – Bologna argina Caserta

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Cosparsa di cenere e vestita col saio, la Virtus prosegue la marcia verso la redenzione resistendo all’assedio di una delle milizie più in forma dell’arena, la Pepsi Caserta. 69-61, recita il carapace della Futushow Station, in cui la banda di Lardo mai ha mollato il bandolo della matassa. Un passo avanti, dunque, dopo la vittoria all’ultimo respiro contro Pesaro, anche se non esente da ombre.

Certo, quando dall’altro lato del fiume si parte 0-13 (9 sdeng di fila), si gioca a palla avvelenata (18/56 dal campo per Caserta, 32%, con un orrido 12/32 da due) e due frombolieri trasformano in sassi ogni sfera toccata (Di Bella fa 1/11, Bowers 1/7, -4 di valutazione in due), il compito è agevolato. Ma se nel quarto finale Caserta mette due soli panieri, scialacquando ben otto palle, difficile non sfangarla.

Eppure i due punti non erano scontati, avendo la Pepsi appena costretto Siena all’inchino e mantenendo la Virtus alcuni problemi strutturali. I liberi, intanto. La mira della Canadian non è degna nemmeno della carità della lunetta: oggi ne ha insaccati solo 11/24, di fatto immolando 13 punti sull’altare della vittoria. Da un mese in qua, i bianconeri hanno la percentuale peggiore della Lega (62%, 52/84 nelle ultime quattro recite, escludendo il 16/18 di Avellino siamo a livelli di parrocchia).

Quindi, la confusione. Gran merito aver sempre tenuto la testa ma alcuni blackout hanno rischiato di vanificare l’applicazione difensiva degli uomini di Lardo. I pasticci di fine primo tempo (persa inopinata di Sanikidze, due rimbalzi offensivi di Garri) hanno ricucito il +9 (da 37-28 a 37-33) con cui la Virtus provava la fuga. Anche l’ostinazione nel prendere tiri da tre (dopo il 6/12 dei primi 20’, 0/8 nei successivi) testimonia la fretta e la poca capacità di giocare di squadra (infatti soli 8 assist, di cui 5 di Koponen, comunque in ombra e panchinato nel finale).

Partire dal pelo nell’uovo serve a mettere in luce la pagnotta. Sanikidze ha giganteggiato (16+14, 8 rimbalzi offensivi ma anche 5 perse), schiacciando nel fondo della retina la palla del 65-58, il canestro della staffa (propiziato da un bello scippo di Amoroso). Homan ha retto la baracca nel terzo quarto (8 filati) in cui non avrebbe segnato nemmeno un papa. E Winston, dopo aver gigioneggiato per 25’ con un misero punto, ne mette 10 nel finale, levando castagne e vittoria dal fuoco. All’orizzonte, la trasferta nella marche, in casa di Montegranaro. La terza W filata sarebbe, più che una conferma, un trampolino.

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