La Virtus fa faticare Siena ma non basta, Montepaschi prima matematica!

La Virtus fa faticare Siena ma non basta, Montepaschi prima matematica!

Salpata bene, mostrando un gioco fluido e corale, la Virtus si arena tra le secche del primo quarto: dopo un time-out al 5’ (12-17), ne escono solo cinque punti e sei palle perse. Emblematica, l’ultima. Gailius guida (traballante) la transizione, si ferma quando capisce che mancano 17” al primo gong, scarica a Sanikidze che, tentando un’improbabile entrata, lascia la sfera sull’arco. McCalebb scippa e serve Kaukenas che, sulla sirena, insacca il decimo punto personale e il 17-24.
Sommerso sotto la linea di galleggiamento del -11 (con quattro punti filati di Carraretto), il balenotto bianconero ha un’impennata d’orgoglio. La scossa la dà KC Rivers: prima ispiratore del 13-3 con 7 punti filati (contributo anche di Gailius e Koponen) che porta sul 29-31 la regata, quindi, dopo un tecnico a Rakovic al 16’, con una scarica di tre triple in 60” manda i suoi sul 39-35. Della serie: non toccatelo, potreste prendere la scossa (o subire 19 punti in 20’). Ma se la Virtus chiude il tempo in superficie, gran merito va anche alle perse senesi, 13 all’intervallo, emorragia che toglie il sonno a Pianigiani dalla fine della serie con l’Olympiacos.
Tra un Moss che butta la rimessa nel nulla e un Kaukenas che tira la palla in fronte allo stesso moro, si penserebbe a una fuga rivale imminente. Forse ispirata dall’imminenza pasquale, invece, nel terzo quarto la Virtus porge l’altra guancia, buttando al vento 7 possessi in 5 minuti, favorendo il pari mensanino a 48. Quando poi alle perse si sostituiscono i mattoni (7 punti in tutto il quarto), lemme lemme Siena allunga (51-60, tripla di Stonerook, due liberi di Carraretto e appoggio di Michelori), senza però mai dare l’impressione di giocare come suo solito.
Nonostante la flemma, è lo strappo decisivo: il terzo quarto si chiude 7-24 e la Virtus non è più capace di rientrare. Per Siena, una partita interlocutoria, tra troppe palle perse, una difesa aggressiva e un pacchetto italico che batte diversi colpi (Carraretto 10, Aradori 9, Michelori 10). Il bel gioco è altrove. A Barcellona, ci si augura.

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