Lakovic e Ivanov stellari, Caserta battuta. Caos nel finale

Lakovic e Ivanov stellari, Caserta battuta. Caos nel finale

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JUVECASERTA 75 – 85 SIDIGAS AVELLINO
(17-23; 33-29; 59-52)

 

La differenza sulla carta era abissale, eppure la partita è stata condotta dai ragazzi di Sacripanti per buoni 30′, ma grazie al duo della provvidenza irpino, Lakovic e Ivanov, che hanno mostrato ancora una volta, di appartenere a ben altri palcoscenici, i verdi sono riusciti a rientrare. Per vincere bisogna condurre la partita fino al fischio finale, cosa che alla Juve non è riuscita, incalzata da una Scandone con ottime percentuali, oltre all’insolita frenesia che ha colpito Gentile e co per l’eccessiva voglia di fare.
 

Aria di Derby. 4000 i casertani che hanno invaso gli spalti di Pezza delle Noci, un catino infuocato fin dai primi minuti, clima acceso anche dalla presenza dei circa 250 avellinesi giunti nella città della Reggia. Contorno adatto alla migliore delle partite, e in campo entrambe le formazioni non si fanno pregare. Caserta gioca con aggressività e un Jonusas incurante della caviglia a mezzo servizio, piazza 5 punti in un amen. Tante perse per Avellino, che però puo’ contare su sua altezza Jaka Lakovic. L’ex Barcelona ha sciorinato la miglior pallacanestro vista sulle lastre di parquet del Palamaggiò nell’ultimo anno, nonostante l’ottima difesa di Marzaioli, partito in quintetto per i bianconeri.

Segna 13 punti nel solo primo quarto, con il 100% dal campo (2/2 da 2, 3/3 dall’arco) e quel senso di onnipotenza che ha fatto scattare in piedi più di un supporter bianconero.

Caserta dei miracoli. Se la prestazione dello sloveno era pronosticabile, ha dell’ incredibile quello che succede nei secondi dieci minuti: la sparuta truppa di Sacripanti erige un muro difensivo pressocchè invalicabile, con una zona fronte pari che “ingabbia” lo straripante talento offensivo degli irpini. Solo 6 i punti realizzati dai verdi nel 2Q, meno della metà di quelli realizzati dal solo Lakovic nel primo. 1/13 dal campo, e Caserta puo’ costruire la rimonta ai danni di Richardson e compagni. In particolare, chi si esalta in queste situazioni, è la giovane ala serba Stevan Jelovac, che s’infiamma in poco più di un minuto, crivellando in più e più modi la retina avversaria. Il lungo ex Antalya è tra i maggiori autori, con Mordente e Gentile, della rimonta dei locali, che chiudono in vantaggio il primo tempo, sul 33 – 29.

Ivanov mattatore. Nel terzo quarto la pressione è tutta sulle spalle di Pancotto e i suoi, che sono chiamati ad un pronto riscatto. Juve che, nonostante le ritrovate percentuali degli avversari, non accenna a mollare la preda. Kaloyan Ivanov, gemello del neo-Varesino Dejan, lotta e sgomita a rimbalzo, come al solito, trova canestri importanti in area, come al solito, ma questa volta serve di più per spuntarla, e allora il lungo irpino scalda la mano da tre punti. Due missili terra-aria che servono a tenere a contatto i suoi, anche per sopperire all’abulia di Lakovic che ha smarrito via del canestro. Per i bianconeri, che subiscono la maggior fisicità avversaria, ci pensa Gentile a mantenere le distanze, ed è proprio lui a trovare, allo scadere, una tripla delle sue che vale il +7 casertano, quando mancano solo 10′.

Decisivo 4°Q. Ultimo quarto dai mille volti, dove potremmo trovare decine di spunti per commentare la maturazione della sconfitta casertana. La Scandone in attacco è devastante, con la panchina lunga che permette loro di avere la meglio sulla tenuta fisica dei locali, che non riuscendo più a tenere Richardson e Lakovic (21 punti in due nel 4Q), si fanno prendere dalla frenesia per rimontare nell’immediato l’inesorabile rimonta irpina, non riuscendoci. Michelori e Jelovac fanno il loro lavoro sotto le plance ma sbagliano molto nella metà campo offensiva, dove Ivanov spazza tutto quello che passa a tiro nell’area colorata.

La Juve ha le risorse giuste per rimontare, ma il cuore e la voglia si infrangono sul doppio tecnico fischiato ai danni di coach Sacripanti, che gli costa l’espulsione e ben 6 tiri liberi a favore degli ospiti, e conseguente titoli di coda sul ritorno del derby campano.

Pino Sacripanti, alla sua seconda espulsione in carriera (precedentemente solo a Varese era stato espulso, per la reazione ad uno sputo ricevuto dagli spalti di Masnago), ribadirà in conferenza stampa: “Non ho offeso nessuno, spero non venga fuori altro, che di danni ne sono già stati fatti abbastanza”.

Caos nel finale. A seguito dell’espulsione del coach bianconero, il clima si è infuocato ancor di più, con più di un parapiglia a bordocampo, contro una decisione forse troppo severa, ma sicuramente decisiva a 2′ dalla fine. L’ambiente ha fatto infervorare gli animi anche degli addetti ai lavori, degno di menzione un increscioso alterco tra un dirigente avellinese e Mordente al rientro negli spogliatoi.

Oltre il mero risultato, per spettacolo e agonismo in campo, l’ennesimo derby da ricordare, augurandosi si possa replicare già dal prossimo anno e che, quindi, la crisi societaria bianconera, non prevalga sui valori espressi in campo dalla “sporca mezza dozzina”, uscita ancora una volta tra gli applausi del Palamaggiò.

Per Avellino invece, continua il sogno Play-Off, ma tutto dipenderà dal risultato che maturerà la settimana prossima, nello scontro diretto con la Reyer Venezia, al PalaDelMauro.

Tabellino.

JuveCaserta: Maresca 6, Jonusas 5, Marzaioli, Mordente 6, Michelori 10, Mavraides 8, Sergio, Gentile 16, Cefarelli, Jelovac 24. All: Sacripanti.

Sidigas Avellino: Hunter 4, Biligha, Lakovic 26, Richardson 14, Spinelli, Ivanov 20, Dragovic, Johnson 10, Dean 11. All: Pancotto.

 

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