L’orgoglio di Trieste non basta, Varese vince di forza

L’orgoglio di Trieste non basta, Varese vince di forza

All’Allianz Dome è uno show da oltre l’arco quello di Varese, che espugna Trieste con uno straordinario capitan Ferrero

di Marco Torbianelli

Per la diciannovesima giornata del massimo campionato nazionale, Trieste e Varese – divise da due soli punti in classifica – scendono sul parquet dell’Allianz Dome, in mezzo alla consueta nutrita e calorosa cornice di pubblico. Assente dell’ultimo minuto Strautins tra le fila dell’Alma, roster al completo invece per la Openjobmetis. Ex di turno della gara Daniele Cavaliero, prelevato da Trieste proprio dai lombardi sul finire della stagione 2016/2017, per aiutare Trieste nei playoff di serie A2, anche se lo stesso ha dovuto attendere ancora una stagione per poter festeggiare la promozione con la squadra della sua città.

I padroni di casa, decisi a vincere rimontando il -12 della gara di andata, si presentano con il terzo attacco (1.548 punti segnati per 86 di media), la seconda miglior percentuale realizzativa da tre punti (38,5%), il primo posto nelle stoppate (3,4) e il terzo negli assist (17,8). Varese complessivamente ha la seconda difesa (1.329 subiti, in media 73,8), il terzo valore dei rimbalzi offensivi (12,4) ed è la squadra che perde meno palloni (10,6).

Nel primo quarto ritmo altissimo e diversi tentativi di fuga, di Trieste prima e di Varese poi, puntualmente bloccati. Secondo quarto che inizialmente ricalca il primo, ma Varese ad un certo punto ha iniziato a premere sull’acceleratore, giocando con grande intensità e bombardando di triple il canestro dell’Alma con il 71% complessivo e andando all’intervallo lungo avanti di 11 lunghezze con ben 61 punti segnati.

Nella ripresa ci si attendeva l’immediata reazione di Trieste, magari con una difesa più solida e meno in ritardo sugli esterni – vera spina nel fianco nei primi due quarti -, ma è successo solo nella prima metà del terzo quarto, poi Varese ha iniziato a dilagare riuscendo a mantenere ritmo e percentuali viste nei primi due quarti e conducendo, nell’ultimo quarto, la gara in porto senza troppe difficoltà.

Starting five Trieste: Wright, Sanders, Dragic, Da Ros, Knox

Starting five Varese: Moore, Avramovic, Scrubb, Archie, Cain

Dopo lo striscione esposto dalla Curva Nord e dedicato al nuotatore Manuel Bortuzzo, palla a due tra Knox e Cain, con palla che finisce a Trieste che dopo l’errore di Da Ros trova il primo canestro con Knox che appoggia al tabellone dopo il rimbalzo offensivo. Varese sbaglia il primo attacco e Dragic infila piedi a terra dall’arco. Ci vogliono i muscoli di Archie per togliere lo zero dal tabellone, mentre Dragic continua a recuperare palloni in difesa e a segnare da fuori, imitato da Archie che riporta Varese a 3 lunghezze. Gli ospiti non vogliono far scappare l’Alma e Avramovic tenta la tripla del pareggio, fermato in maniera irregolare da Wright: 3 tiri dalla linea della carità e partita impattata a quota 8 dopo 4 minuti di gioco. Da Ros penetra in area e infila in gancio, un segnale importantissimo per Trieste. Su un fallo non fischiato contro Sanders, Varese vola in contropiede e con Avramovic dall’angolo trova il primo vantaggio, in una partita dal ritmo altissimo. Avramovic si esalta, sale più in alto di tutti attaccando il ferro, ma commette sfondamento e Trieste ha l’occasione di tornare avanti, ma non la sfrutta; Scrubb non si impietosisce e colpisce da fuori, costringendo la panchina triestina a chiamare time-out sul -4. Fino a questo momento i rapidissimi capovolgimenti di fronte hanno permesso alle due compagini di mettere in mostra la propria atleticità, con Varese che ha dimostrato di trovarsi un po’ più a proprio agio. Il rientro in campo crea una situazione di gioco molto bella da vedere, una sorta di doppio pick and roll Wright-Knox-Dragic, ma Scrubb continua a segnare dall’arco e anche Moore vuole partecipare alla festa: Varese sta crescendo e la rotazione di palla con cui mette sempre un uomo in condizione di tirare piedi a terra inizia a preoccupare la retroguardia triestina. La riscossa è affidata a Wright, che prima dalla lunetta e poi rubando palla ed involandosi al ferro porta i suoi a -3. Mosley recupera sotto le plance due palloni sanguinosi e tiene Trieste attaccata agli ospiti, che trovano facilmente la via del canestro dai 6 e 75 con Ferrero e Salumu. Ultima azione per Cavaliero che segna dalla media e permette a Trieste di chiudere la frazione dietro di sole 3 lunghezze sul 24-27. Nel secondo quarto entra Sanders e si iscrive subito a referto, mentre Peric si prende il lusso di stoppare Tambone sull’arco, che poi però trova un canestro d’antologia dalla punta. Ma Sanders è una furia, la tripla dall’angolo in fade-away è da highlight! Lui non si scompone e si ripete subito dopo, riportando avanti Trieste sul 32-30 dopo un minuto e mezzo, coach Caja costretto a richiamare i suoi sul pino. La gara non ha ancora trovato un padrone e va bene così: il pubblico si diverte e si gode una bellissima pallacanestro. Gli ospiti giocano con grande velocità sfruttando i ritardi di Trieste sulle marcature e sui cambi, Trieste cerca una manovra più articolata, ma in generale le due difese hanno il loro bel da fare. Antisportivo di Tambone su Peric lanciato a canestro, due liberi infilati dal croato e palla in mano per l’Alma, che porta Sanders ad ifilare il +3; il pareggio stavolta è opera di Ferrero, il match è molto gradevole e i ritmi continuano ad essere particolarmente elevati, Varese da fuori sta facendo la differenza e sta costruendo su quei tiri il proprio vantaggio. Cavaliero pareggia dall’angolo, Ferrero ci riprova e segna di tabella: la sfida è lanciata, ma ci si mettono anche Avramovic e Scrubb e il divario inizia ad assumere valori di una certa rilevanza. I padroni di casa ora stanno subendo le iniziative degli ospiti e, complice un paio di palle perse, stanno perdendo lucidità; la Openjobmetis ne può approfittare ed allargare il divario, che a metà gara raggiunge le 11 lunghezze sul punteggio, decisamente elevato, di 50-61. Statistiche: 2PT Trieste 57% – Varese 52%; 3PT Trieste 40% – Varese 71%.

Varese inizia la ripresa con palla in mano, persa da Archie, Trieste deve dare un segnale forte se vuole riportarsi in partita ed è Sanders a lanciarlo dai 6 e 75, seguito da Wright dopo l’acuto di Scrubb. Mosley stoppa Avramovic e Sanders lancia Wright in contropiede per il -6: Trieste c’è! Avramovic ci riprova e stavolta va molto meglio, poi è Mosley a premere il pulsante del “ci sono anche io” e il divario resta di sei lunghezze. Cain fa quello che deve fare e Varese prova a controllare il match, ma di fronte al tifo di casa l’Alma può e deve rispondere con carattere e provare a riprendere le redini del gioco. Dragic suona la carica dalla linea della carità, ma in difesa c’è sempre un ritardo nel timing di marcatura e l’Openjobmetis riesce sempre a trovare il modo di tirare da fuori: Sanders blocca fallosamente Scrubb e l’americano fa 3/3 dalla lunetta, Trieste sembra di nuovo bloccata di fronte ad un avversario evidentemente più abituato a gestire certe situazioni di gioco, pur con percentuali da tre punti davvero irreali stasera. Cain e Moore portano a +12 il vantaggio ospite e l’inerzia della gara sembra rientrata saldamente nella mani di Varese. Trieste non riesce a far male, mentre Varese continua incessantemente a bombardare di triple la difesa triestina che in particolare non riesce a contenere l’atletismo di Scrubb. Anche capitan Ferrero è inarrestabile, gli ospiti raggiungono i 20 punti di margine e controllano perfettamente il match, con Trieste che affida i suoi timidi tentativi di reazione a Peric e Dragic. Terza frazione che si chiude sul 69-85. L’ultima frazione inizia con un canestro di Knox, ma Varese dimostra di essere ancora in palla, riuscendo a farla da padrone nel pitturato di Trieste. Il fallo di Cavaliero su Avramovic e il susseguente tecnico rappresentano un po’ l’emblema dello stato d’animo dell’Alma, che ha le polveri bagnate e non riesce a contrastare gli avversari che comunque continuano ad onorare la gara, tenendo alto il ritmo e la concentrazione, pur a fronte di percentuali realizzative che, complice la stanchezza, iniziano a scendere. La gara si inasprisce un po’ nei contatti, gli arbitri appaiono un po’ troppo morbidi in certe occasioni e gli ospiti sono costantemente con il vantaggio in doppia cifra fino a due minuti dal termine. Da quel momento cambia tutto: Trieste esce dal guscio e si rifà sotto fino a -5 guidata da Peric e Wright, riaprendo nel finale una gara che sembrava già chiusa. Salumu la chiude all’inizio dell’ultimo minuto con una tripla pesantissima che ha il sapore della beffa, imitato poco dopo da Moore. Nulla da fare per l’orgogliosa Alma, Varese vince dimostrando di riuscire ad essere una macchina da canestro.

ALMA PALLACANESTRO TRIESTE – OPENJOBMETIS PALLACANESTRO VARESE 96 – 104

PARZIALI: 24-27 / 26-34 / 19-24 / 27-19

PROGRESSIVI: 24-27 / 50-61 / 69-85 / 96-104

MVP BASKETINSIDE: Giancarlo Ferrero (Openjobmetis Pallacanestro Varese)

TABELLINI:

ALMA PALLACANESTRO TRIESTE: Coronica (Cap.) 0, Peric 19, Fernandez 0, Schina n.e., Wright 19, Cavaliero 7, Da Ros 2, Sanders 16, Knox 7, Dragic 16, Mosley 10, Cittadini n.e.. Staff: E. Dalmasson (capo allenatore), M. Praticò (assistente), M. Legovich (assistente).

OPENJOBMETIS PALLACANESTRO VARESE: Archie 5, Avramovic 13, Gatto n.e., Iannuzzi 6, Natali n.e., Salumu 15, Scrubb 14, Verri n.e., Tambone 3, Cain 6, Ferrero (Cap.) 28, Moore 14. Staff: A. Caja (capo allenatore), M. Jemoli (assistente), M. Bulleri (assistente).

Spettatori: 6.131

STATISTICHE:

ALMA PALLACANESTRO TRIESTE: 2PT 59 % (26/44), 3PT 38% (9/24), TL 68% (17/25), 40 RBN, 10 PP, 2 PR, 18 AST, 112 VAL

OPENJOBMETIS PALLACANESTRO VARESE: 2PT 50 % (19/38), 3PT 53% (18/34), TL 80% (12/15), 29 RBN, 7 PP, 7 PR, 16 AST, 104 VAL

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