QF G1– Milano conduce per 40′ e regola agevolmente Cantù

QF G1– Milano conduce per 40′ e regola agevolmente Cantù

Gli uomini di Pianigiani conquistano con autorevolezza l’1-0 della serie contro una Cantù praticamente mai in partita

di Stefano Bartolotta

I tifosi di Milano avevano diversi motivi per essere preoccupati in vista dei playoff 2018. La squadra, infatti, non era quasi mai stata in grado finora, soprattutto nelle sfide di alta classifica, di imporre i propri punti di forza dal punto di vista tattico e di mettere in campo un approccio mentale atto a intimidire gli avversari. Era quello che ci si aspettava tutto l’anno da un roster con così tanto talento, e si è finalmente verificato per la prima partita di questi playoff. Cantù è stata fuori fase per tutto il primo quarto, soprattutto in difesa, ha fatto valere il proprio orgoglio nella prima metà del secondo quarto, riportandosi sotto nel punteggio, ma la combinazione micidiale tra un Kuzminskas concretissimo e un Cinciarini perfetto in regia ha spento ogni velleità ospite. Nel secondo tempo, Cantù ci ha brevemente provato, ma poi ha dato via libera a Milano.

Kuzminskas merita la palma di MVP per aver dato il contributo maggiore al parziale che ha di fatto chiuso la partita, ma tutta Milano ha giocato bene, e meritano di essere menzionati un Micov efficace a tutto tondo e un Goudelock che ha fatto valere la propria classe senza manie di protagonismo. I biancorossi sono stati molto solidi in ogni reparto e in ogni fase di gioco, e ora possono davvero sperare di imporre la propria superiorità tecnica per tutta la post season, anche se ovviamente è ancora presto per qualunque certezza. Per Cantù, l’unico ad avere continuità è tato Smith, troppo poco per impensierire questa Milano.

Quintetto Milano: Goudelock, Micov, Tarczewski, Kuzminska, Cinciarini
Quintetto Cantù: Smith, Culpepper, Chappel, Burns, Ellis

C’è finalmente un’atmosfera più consona ad una partita di basket importante al Forum: un buon numero di spettatori, tutti vestiti di rosso grazie alla t-shirt omaggio, e soprattutto una forte voglia di fare il tifo che si percepisce già dalla lettura delle formazioni. Come era facilmente intuibile dalle dichiarazioni di Pianigiani, gli esclusi dal roster sono Theodore e M’Baye, e, salvo infortuni o prestazioni disastrose di altri, sarà coì per tutti i playoff milanesi. Entrambe le squadre iniziano la partita prendendosi tiri ben prima dello scadere dei 24”, e sbagliandone diversi: solo nel primo minuto e mezzo, ci sono già tre possessi a testa, e il punteggio è solo di 2-2. Il ritmo alto dovrebbe favorire Cantù, ma già nelle ultime apparizioni Milano aveva giocato molto meglio quando aveva potuto correre, e in effetti i padroni di casa vanno sul 7-2. La difesa ospite lascia colpevolmente liberi Goudelock e Micov lontano da canestro, e i due ne approfittano, poi Cinciarini alza per Tarczewski per il 13-6. L’impressione è che Milano stia finalmente riuscendo a far valere i propri punti di forza dal punto di vista tattico, e abbia l’atteggiamento mentale giusto. Anche le rotazioni difensive funzionano per i padroni di casa, mentre gli ospiti sembrano continuamente fuori fase dal punto di vista difensivo. Passano i minuti e Cantù sembra sempre più in confusione mentale da entrambi i lati del campo: gli uomini di Sodini ci mettono la consueta volontà, ma non riescono a essere incisivi, e i milanesi ne approfittano segnando costantemente in transizione. Il vantaggio interno si dilata fino al 22-7 a 3’ dalla fine, e Pianigiani inizia a sfruttare la possibilità di rotazioni più ampie, facendo uscire quasi tutto il primo quintetto. La presenza in campo di chi è partito dalla panchina non provoca effetti negativi per Milano, e il punteggio al termine del quarto è un sonoro 33-18 per Milano. Smith e Culpepper sembrano aver trovato un po’ di efficacia sul finale del quarto, e da lì Cantù può provare a ripartire per cercare almeno di non affondare in breve tempo.

Smith, infatti, apre il quarto con una tripla, e in generale prende in mano la situazione per la propria squadra. Milano insiste troppo con il tiro da fuori, e in generale fa molta più fatica a muovere la palla, e Cantù in poco più di 3’ dimezza lo svantaggio (35-28). L’inerzia e tutta a favore degli ospiti ora, e di conseguenza tutte le palle vaganti vanno a loro, mentre il dominio milanese del primo quarto sembra già un lontano ricordo. Micov e Kuzminkas colpiscono da fuori nel momento del bisogno, e in generale il numero 5 è di gran lunga l’uomo più importante per i padroni di casa: quando c’è lui in campo, Milano è un’altra squadra, non solo perché segna e fa da regista aggiunto, ma anche per le perfette letture difensive. Purtroppo per Milano, proprio l’ala serba commette il terzo fallo a 4’ dalla fine, ed è così costretta a uscire, ma stasera c’è in campo un Kuzminskas diverso, che probabilmente risente in positivo dell’atmosfera playoff. Grazie principalmente a lui, e alla regia di Cinciarini, Milano torna ad un confortante +17 (48-31), e tocca il massimo vantaggio sul 53-33. Cantù recupera qualcosa nell’ultimo minuto, ma il punteggio all’intervallo lungo è chiaramente favorevole ai padroni di casa, che vanno al riposo sul 55-39, e per come si stava mettendo nella prima metà del secondo quarto, è un affare.

Cantù inizia meglio anche il terzo quarto, ancora con Smith protagonista assoluto. Pianigiani decide di lasciare Micov in panchina, chissà se per via dei tre falli o per qualche problema fisico, e Cantù i riavvicina fino al 57-46, non riducendo ulteriormente lo svantaggio solo per via di un inopinato 0/3 ai liberi. Un 5-0 firmato da Bertans e Cinciarini riporta Milano in acque tranquille, e gli ospiti costruiscono bene i tiri ma sono ancora vittima di banali imprecisioni. Cantù prova a giocare per vie interne servendo Thomas e Burns, mentre Milano risponde con i propri tiratori dalla media e lunga distanza. La partita vive la propria fase migliore, con entrambi gli attacchi finalmente a pieno regime e belle giocate da entrambe le parti. Rientra Micov, ma un eccellente Cinciarini deve uscire per rifiatare; il vantaggio interno si mantiene su livelli importanti, arrivando al 72-54. Culpepper prova a prendersi le proprie responsabilità da leader, ma è troppo nervoso, sbaglia molto e si fa comminare un tecnico. Di colpo, non si segna più, fina a quando Micov sale nuovamente in cattedra e Milano tocca il massimo vantaggio sul 78-56. Pascolo e Jerrells danno ulteriori pennellate per un perentorio vantaggio di 84-58 alla fine del terzo quarto.

Difficile penare a una rimonta di 26 punti in 10 minuti, tanto più che diventano subito 29 con un’altra tripla di Jerrells. Il vantaggio continua ad aumentare, Cantù non ci crede chiaramente più e perde palloni a ripetizione, e anche a rimbalzo la reattività degli uomini di Sodini è quasi nulla. A 6’30” dalla fine, sul 93-60, Pianigiani inizia a far riposare i big, e la partita è ormai pienamente in garbage time. Finisce 105-73

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – RED OCTOBER CANTÙ 105-73

TABELLINO MILANO: Goudelock 17, Micov 12, Vecerina 1, Pascolo 7, Tarczewski 8, Kuzminskas 12, Cinciarini 15, Cusin 2, Abass 2, Bertans 11, Jerrells 14, Gudaiti 4

TABELLINO CANTÙ: Smith 17, Culpepper 16, Cournooh 6, Parrillo, Tassone ne, Croariol 4, Maspero, Chappell 2, Burns 9, Thomas 10, Ellis 9

PARZIALI: 33-18, 22-21, 29-19, 21-15

PROGRESSIVI: 33-18, 55-39, 84-58, 105-73

BASKETINSIDE MVP: Mindaugas Kuzminskas

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