Milano fa subito la voce grossa, Caserta annichilita

Milano fa subito la voce grossa, Caserta annichilita

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Come da copione, prima partita e prima vittoria per una devastante EA7 Milano. Giusto qualche

minuto di rodaggio, poi Hairston e compagni hanno asfaltato una Juve Caserta che poco ha

potuto contro i vice Campioni d’Italia. Qualche minuto di gloria per i bianconeri, che hanno

tenuto la testa avanti sfruttando il fisico di Akindele (2-5 al 2’), poi è stato un monologo

biancorosso. Caserta ci ha provato, tanto da abbozzare ad un rientro ad inizio terzo quarto,

dopo che l’Olimpia aveva spiccato il volo sulle ali di Fotsis e Chiotti (46-33 al 17’), con le folate

offensive di Chatfield e Wise, ma l’ardore dei campani si è stroncato sul -11 quando Hairston e

Stipcevic hanno deciso di scrivere la parola fine su questa partita. Se nel secondo tempo è

prevalsa la noia, non è colpa della malcapitata Caserta ma di uno strapotere milanese, che è

già notevole alla prima di campionato. La standing ovation a Malik Hairston, richiamato in

panchina a 3’ dal termine, non lascia dubbi sull’MVP di giornata: 17 punti, 3 rimbalzi e 4 assist. 

Ancora un po’ fuori dagli schemi Keith Langford (1/8 al tiro e 2 di valutazione), dopo un

sontuoso pre-campionato, mentre chi ha stupito è stato Rok Stipcevic che ha contribuito al

break di metà terzo quarto, senza dimenticare un’importante prestazione di David Chotti sul

finire di primo tempo. Difficile trovare il pelo nell’uovo dopo un +26 e una partita mai in

discussione, dimenticandosi della brutta serata di Alessandro Gentile che chiude con un

inusuale -8 di valutazione (dopo 5 palle perse, 1/5 dal campo e 0/2 ai liberi).

 

Per Caserta di strada da fare ce n’è tanta e il precampionato difficoltoso non ha aiutato. Certo,

non era oggi la partita della verità per la Juve Caserta, ma le basse percentuali non hanno

giocato a favore di Wise e compagni e il 3/16 da 3 ne è la prova. Con un attacco,

principalmente nel secondo tempo, improntato sul tiro dalla lunga lo 0/5 di Chatfield e l’1/4

hanno tagliato le gambe alla volenterosa Caserta che, anche costruendo buoni tiri, non è mai

riuscita a trovare quel break che potesse ridare vita ad una partita in ghiaccio fin dal 5’. Senza

Jonusas (problemi col tesseramento), l’unica nota lieta per Sacripanti è stata la prestazione del

proprio lungo Akindele, che ha saputo tener testa a Bourousis e colleghi, chiudendo con un

sontuoso 24 di valutazione grazie ai 14 punti e ai 6 rimbalzi in questa serata milanese. Come

ha anche detto il coach della Juve Caserta, Milano ha le carte in regola per arrivare fino in

fondo e oggi ne è stata una prova: le dirette rivali sono già avvisate.

 

 

 

EA7 Milano – Juve Caserta 97-71 (24-17, 53-37, 77-56)

 

Milano: Giachetti 2, Stipcevic 8, Hairston 17, Fotsis 14, Cook 2, Chiotti 7, Bourousis 11, Melli

10, Langford 4, Gentile 2, Hendrix 11, Basile 9.

 

Caserta: Chatfield 16, Maresca 2, Mordente 5, Marzaioli ne, Wise 10, Michelori 5, Gentile 9,

Akindele 14, Cefarelli 4, Jelovac 6.

 

 

 

MVP Basketinside: Malik Hairston (17 punti, 21 di valutazione)

 

 

 

SALA STAMPA

 

Sacripanti: partita chiaramente dominata da Milano, è più forte sotto tutti gli aspetti. Al di la di

questo credo che noi, malgrado i 20 punti presi, abbiamo provato a fare la nostra partita.

Abbiamo provato a non farli correre ed abbassare il risultato, ma loro sono stati bravi a venirne

fuori. Abbiamo giocato, siamo andato sotto un po’ di troppi punti rispetto alla qualità di gioco

offerta. Potevamo stare sotto di 10 punti, ma i due tecnici ci hanno fatto perdere qualche punto

di troppo. Abbiamo fatto una prestagione difficile, non abbiamo ancora trovato la giusta

quadratura. Speriamo che questo tesseramento di Jonusas vada a buon fine e alzare in

settimana l’intensità degli allenamenti.

 

 

Scariolo: siamo entrati nel campionato con il piede giusto, con alcune cose che già funzionano

bene e altre che dobbiamo migliorare, soprattutto l’inserimento di giocatori nuovi. La

predisposizione a passarci la palla è la cosa più positiva, possiamo allungare la difesa e

modificare la nostra intensità. Sono contento per la spinta ricevuta dai giocatori usciti dalla

panchina e ci hanno aiutati a fare un break decisivo. Non siamo ancora nella forma più adatta

ma siamo solo al 30 settembre.

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