QF G2– Milano resiste alla rimonta di Cantù e si porta sul 2-0

QF G2– Milano resiste alla rimonta di Cantù e si porta sul 2-0

I biancoblù passano dal -25 al -7, ma i padroni di casa tengono botta e conquistano una preziosa vittoria

di Stefano Bartolotta

Milano non ha ripetuto la prova perfetta di gara 1, se non per la prima metà del secondo quarto, e ha conquistato una vittoria non esattamente per esteti del basket. Gli uomini di Pianigiani, infatti, si sono visti rimontare da una Cantù che sembrava già al tappeto sul 53-28 e che si è portata invece sul 61-54 nella terza frazione. Da lì in poi, le due quadre hanno badato poco al bel gioco e si sono semplicemente date battaglia sul piano della volontà, lottando fieramente su tutti i palloni. L’ha spuntata la squadra padrona di casa soprattutto perché, in tutti i momenti nei quali gli ospiti avrebbero potuto riavvicinarsi, Tarczewski ci ha messo lo zampino con punti, falli subiti e rimbalzi offensivi.

Gli altri contributi determinanti per la vittoria milanese sono arrivati da un Cinciarini sempre lucido, da un Micov intelligente come al solito, da un Kuzminskas a tratti illuminante e da un Bertans anima del parziale che aveva dato ai suoi un vantaggio così ampio. Dall’altra parte, Culpepper, Burns e Thomas hanno fatto di tutto per tenere in vita Cantù, e la quadra di Sodini potrà ora contare sull’apporto del proprio pubblico per provare a forzare gara 5. Certo, se Milano riuscirà a mantenere la necessaria lucidità, sarà comunque favorita anche a Desio, ma se Cantù dovesse partire forte e costruirsi un vantaggio importante, sarebbe difficile rimontare per gli avversari.

Quintetto Milano: Goudelock, Micov, Tarczewki, Kuzminskas, Cinciarini
Quintetto Cantù: Smith, Culpepper, Chappell, Burns, Thomas

C’è un po’ meno gente rispetto a gara 1, ma l’atmosfera è nuovamente positiva, si sente la voglia del pubblico di Milano, normalmente poco più che silenzioso, di fare il tifo per la propria squadra dopo l’ottima prestazione di gara 1. Lo stesso vale, ovviamente, per la rappresentanza del tifo canturino, comunque più abituata a sostenere rumorosamente i propri colori. Sodini inserisce Chappell al posto di Ellis in quintetto, ed è proprio il n. 21 che dà a Cantù il primo vantaggio della serie con una tripla. Gli ospiti tirano praticamente solo da 3, e anche i padroni di casa rinunciano al gioco interno in questa fase iniziale. Il primo pick n roll tra Smith e Thomas dà subito buoni frutti con un 2+1, e anche Milano trova punti da sotto con Kuzminskas e Tarczeswski. La partita è equilibrata (12-11 dopo 5’), entrambe le squadre sono attente e concentrate sia in attacco che in difesa, e quando commettono errori, non sono mai gratuiti, ma merito della pressione avversaria. Cantù sfrutta il dinamismo dei suoi lunghi, mentre Milano cavalca la vena di un Kuzminskas ancora scintillante. Negli ultimi due minuti, il ritmo si alza ulteriormente, e a beneficiarne sono i padroni di casa, che prendono un po’ di vantaggio grazie a ottime letture difensive e a uno 0/2 di Culpepper ai liberi. Jerrells è più individualista e meno regista di Cinciarini, ma nel breve periodo può anche andar bene così. Milano chiude il quarto avanti 24-17.

Bertans dà subito ai suoi il +10 subendo fallo mentre tira da 3. In generale, il secondo quintetto di Milano appare reattivo e concentrato, mentre Cantù rischia di subire l’effetto delle rotazioni limitate. Bertans si scatena con due triple, ma Burns e Thomas non mollano. Cantù, però, fa sempre più acqua in difesa, e l’idea di Pianigiani del back court piccolo, con Jerrells, Goudelock e Bertans, sembra quella giusta per far venire il mal di testa ai difensori avversari. Cantù non riesce nemmeno a sfruttare gli ovvi mismatch che si creano con questo quintetto milanese, come ad esempio Chappell contro Bertans spalle a canestro, e il vantaggio interno si dilata fino al 42-25 a 6’ dall’intervallo lungo. Milano è padrona assoluta del campo, mentre i giocatori di Cantù sembrano aver già finito le energie, soprattutto quelle mentali. Non c’è più lucidità tra le fila biancoblù, prova ne sia un fallo antisportivo di Thomas esasperato dalla pressione difensiva di Pascolo. L’emorragia sembra ormai inarrestabile per gli uomini di Sodini, e il 50-25 a poco più di metà quarto dice tutto. Culpepper prova a scuotere i suoi con due triple, e Micov si fa inopinatamente dare un tecnico per proteste, così Cantù si riavvicina fino al 53-35. Pianigiani riprova con il quintetto basso, anzi ancora più basso di prima vito che Abass gioca da 4, ma Cantù si avvicina ancora. Il quarto si chiude con un buon vantaggio milanese sul 54-39, ma Cantù, che sembrava al tappeto, ha piazzato un parziale di 11-1 e può quindi sperare di essere ancora in partita.

Milano parte ancora contratta in attacco, insistendo troppo nel far girare palla invece di servire chi è in posizione più favorevole. La difesa limita la rimonta canturina, ma è evidente che la palla va buttata dentro per vincere le partite. Il giocatore più produttivo per gli ospiti, ovvero Burns, commette il quarto fallo e deve uscire, ma la stesa sorte tocca anche a Kuzminskas. Cantù è più reattiva sulle palle vaganti, e Milano non riesce proprio più a costruirsi situazioni vantaggiose a difesa schierata, salvandosi giusto per la capacità di lucrare falli. Il punteggio, comunque, vede ancora saldamente in vantaggio i padroni di casa (59-47 a 4’ dalla fine), ma più passano i minuti, più Milano fatica. Dal 53-28 del secondo quarto, la squadra di Pianigiani ha segnato solo 6 punti, tutti dalla lunetta, in quasi 10’ di gioco effettivo. La rimonta di Cantù è fisiologica, e arriva fino al 61-54, poi Tarczewski interrompe il digiuno dei suoi dal campo e Pascolo fa una delle sue giocate con un coast to coast, una di quelle cose che servono come il pane per riaccendere il pubblico e dare un minimo di fiducia alla squadra. I padroni di casa riescono a riprendere qualche punto di vantaggio e il quarto si chiude sul 68-55. Il parziale milanese di 7-1 nel finale di frazione potrebbe essere indice del superamento del momento di difficoltà per gli uomini di Pianigiani.

La mancanza di regia di Jerrells penalizza ancora Milano; non si capisce perché non giochi Cinciarini in un momento della partita dove servono lucidità ed efficienza, e il capitano ha giocato solo 15’, quindi non dovrebbe nemmeno essere troppo tanco per stare in campo negli ultimi 10’. Due infrazioni consecutive di 24” convincono finalmente Pianigiani a rimettere il Cincia, ma a 7’ dalla fine, Cantù è sotto solo di 9 (70-61) e può ancora sperare di riaprire la partita. Un canestro da rimbalzo offensivo di Tarczewski e una tripla di Micov ridanno ossigeno ai milanesi, e per Cantù è difficile pensare di rimontare 14 punti (75-61) in 6′. L’allungo di Milano è ovviamente dovuto al maggior ordine dato dalla presenza di Cinciarini, grazie al quale la palla si muove bene e tutti possono essere pericolosi. Burns e Culpepper ci credono ancora, ma Milano non scende mai sotto la doppia cifra di vantaggio, e i rimbalzi offensivi di Tarczewski fanno passare secondi preziosi per i padroni di casa. Milano entra nell’ultimo minuto di gioco sull’84-72 e Cantù deve arrendersi. Finisce 87-75

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – RED OCTOBER CANTÙ 87-75

TABELLINO MILANO: Goudelock 2, Micov 13, Vecerina ne, Pascolo 6, Tarczewki 12, Kuzminskas 15, Cinciarini 6, Cusin ne, Abass, Bertans 16, Jerrells 9, Gudaitis 8

TABELLINO CANTÙ: Smith 5, Culpepper 24, Cournooh, Parrillo, Tassone, Maspero, Chappell 6, Burns 18, Thomas 18, Ellis 4

PARZIALI: 24-17, 30-22, 14-16, 19-20

PROGRESSIVI: 24-17, 54-39, 68-55, 87-75

BASKETINSIDE MVP: Kaleb Tarczewski

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