Milano torna alla vittoria conducendo per 40′ su una Bologna discontinua

Milano torna alla vittoria conducendo per 40′ su una Bologna discontinua

Gli uomini di Pianigiani controllano la partita, con qualche problema solo nel terzo quarto

di Stefano Bartolotta

Milano non è certo nel proprio periodo migliore, si presentava alla partita con un paio di assenze in più del previsto e ha dovuto tenere fuori precauzionalmente James nel secondo tempo. Nonostante questi problemi, la Virtus Bologna avrebbe dovuto esprimere la propria miglior pallacanestro per buona parte della gara per sperare di espugnare il forum. Invece, i bianconeri lo hanno fatto solo nel terzo quarto, sfruttando ottimamente una difesa milanese inesistente nell’area colorata e imperversando con Moreira e Kravic. Passati dal -16 di fine primo tempo al -4 di soli 8’ dopo, gli uomini di Sacripanti non hanno saputo dare continuità alla loro azione, i due lunghi sopra citati hanno fatto solo 2 punti combinati nell’ultimo periodo dopo il 17 di quello precedente, e, nonostante il risveglio di Aradori, non hanno avuto possibilità.

L’Olimpia si è trovata senza la propria stella, che aveva mostrato di essere in gran serata con 12 punti e 14 di valutazione nel solo primo quarto, e ha avuto un po’ di sbandamento, complice soprattutto la descritta non difesa in area. Nell’ultimo quarto, però, gli uomini di Pianigiani sono stati bravi a difendere forte sul perimetro per non permettere ai piccoli avversari di servire con facilità i lunghi, hanno certamente concesso qualcosa di troppo, come detto, ad Aradori, ma la scelta di difendere innanzitutto per proteggere l’area ha pagato. C’è stata una buona distribuzione delle responsabilità offensive, dimostrata dai ben 6 giocatori tra gli 11 e i 16 punti segnati. La palma di MVP la merita Brooks, non solo per la miglior valutazione statistica, ma perché è stato il più continuo nel corso dei 40’; basta guardare il tabellino, comunque, e tutti i sei giocatori in doppia cifra hanno fatto qualcosa di importante per la vittoria.

Quintetto Milano: Della Valle, James, Micov, Brooks, Omic
Quintetto Bologna: Punter, Moreira, Taylor, Aradori, M’Baye

Milano cerca di tornare alla vittoria in campionato priva di Cinciarini e Gudaitis, oltre che dei lungodegenti Nedovic e Tarczewski: è vero che un altro straniero doveva comunque stare fuori, ma, come già notato in passato, per Pianigiani è sempre un peso dover rinunciare a Guda, per la cui assenza, la motivazione ufficiale è un’influenza. Per il capitano, invece, siamo già alla terza partita consecutiva saltata, e ci si chiede se e quando arriverà una comunicazione sull’entità dell’infortunio e sui tempi di recupero stimati per chiarire la situazione. Milano inizia cercando il più possibile di giocare vicino a canestro, mentre Bologna si affida a due tentativi di tripla in transizione: nessuno dei primi due possessi per parte va a segno e la partita è sbloccata da Della Valle ai liberi. Il motore del gioco bolognese è Aradori, ma in realtà i punti arrivano proprio quando iniziano a essere coinvolti i due lunghi titolari M’Baye e Moreira. Le due squadre, comunque, sono piuttosto imprecise al tiro in questa fase, e il punteggio rimane basso (6-6 dopo 4’). Contrariamente a quanto visto in molte altre occasioni, la squadra di casa tira pochissimo da 3 (2 soli tentativi nei primi 5’), e acquisisce precisione al tiro nei primi minuti. La Virtus, comunque, non molla, ma il vantaggio interno inizia ad ampliarsi grazie soprattutto all’estro di James (16-10 a 3’ dalla fine del quarto). Nemmeno un antisportivo di Fontecchio su Punter aiuta Bologna nel riavvicinarsi: Milano ha il pieno controllo dei rimbalzi e appare, semplicemente, più efficace e profonda. Il quarto si chiude sul 22-16 e il vantaggio non si è dilatato solo perché Kravic ha portato molta più presenza in area rispetto al partente Moreira.

James, mattatore della prima frazione, lascia il posto a Jerrells, che non ha certo brillato nelle ultime partite: il texano conferma il periodo non brillante e il gioco milanese diventa lento e prevedibile. Aggiungiamoci che, come detto, la presenza di Kravic toglie a Milano il dominio ai rimbalzi, ed ecco che la partita rimane tirata. Bologna non si avvicina nel punteggio perché torna a essere imprecisa, ma che ci sia qualcosa che non va anche tra le fila di Milano è esplicitato da un evento più unico che raro, ovvero un tecnico a Pianigiani. È evidente che le sorti offensive di Milano siano in mano a chi porta palla, perché appena Jerrells fa alcune cose giuste, arriva la doppia cifra di vantaggio (33-22 a metà quarto). I bianconeri iniziano anche a essere troppo nervosi, commettendo falli evitabili soprattutto tra gli esterni: basta che un piccolo di Milano palleggi per qualche secondo in più, e subisce inevitabilmente fallo. Punter la fa particolarmente grossa, facendosi fischiare nella stessa azione un fallo normale più un antisportivo, e questo porta il vantaggio interno a un eloquente 41-24. Gli ospiti continuano il festival degli errori (10/26 dal campo, 5/9 ai liberi e 5 perse in 17’) e così, difficilmente possono pensare di impensierire una Milano non certo impeccabile, ma che fa quanto le basta per tenere in mano la partita. Fontecchio è il braccio armato milanese nel finale di tempo, e si va all’intervallo sul punteggio di 48-32.

James non si ripresenta in campo all’inizio della ripresa, e si vocifera che abbia subito un infortunio, e poco dopo arriva la conferma di un problema al gomito destro che non dovrebbe essere nulla di grave ma, per precauzione, la stella milanese non tornerà in questa partita. Milano si affida a Bertans, che però sbaglia sia dal campo che dalla lunetta, e Bologna piazza un 6-0 per far vedere che non intende certo darsi per vinta. Micov e Brooks provano a metterci una pezza, ma la difesa milanese dentro l’area è inesistente, e Moreira ne approfitta dopo un brutto primo tempo. Per non farsi mancare niente, Milano commette due falli in attacco e fa 0/3 ai liberi, e nel giro di 4’ il vantaggio interno si dimezza dal +16 al +8 (52-44). Della Valle e ancora Micov rimettono le cose quasi a posto con un 5-0, e soprattutto Bologna ha la colpa di non insistere nel servire un Moreira caldo ma nell’accentrare il gioco su un Taylor troppo individualista. Gli ospiti ricominciano a segnare guarda caso con Kravic, ed è evidente che se la Virtus vuole provare a rimontare, deve approfittare di una difesa milanese sempre molto molle nell’area colorata. I bianconeri eseguono, e tornano vicini sul 58-51 a 3’ dalla fine del quarto, e il secondo fallo in attacco nel quarto di Micov, nonché quarto in totale, rischia di mettere nei guai i padroni di casa. Kravic continua a imperversare in area, così come aveva fatto Moreira prima di lui nel quarto, e Bologna si avvicina ulteriormente sul 61-57. Nell’ultimo minuto, Fontecchio, Brooks e Jerrells ridanno ossigeno a Milano, che chiude il quarto sul 67-58. Moreira e Kravic hanno fatto 17 punti combinati in questo quarto, ed è qui che Milano deve stare attenta, e Bologna può sperare di costruire.

È Aradori, invece, a suonare la carica per i suoi con un 5-0, ma Kuzminskas e Jerrells realizzano un 2+1 a testa nel momento del bisogno. Milano difende forte sul perimetro, probabilmente per non permettere agli esterni bolognesi di servire ancora con continuità i propri lunghi, e la scelta paga. Pianigiani, tra l’altro, propone la coppia di lunghi più leggera a propria disposizione, con Kuzmnskas e Brooks, che però, al momento, non paga dazio contro avversari più dotati fisicamente. In attacco, l’Olimpia distribuisce le responsabilità un po’ tra tutti, e ognuno fa qualcosa di buono per permettere alla squadra di mantenere il vantaggio (78-66 a 6’ dalla fine). Nell’economia della difesa milanese, è importante anche il contributo di Fontecchio, che si trova più di una volta in mismatch contro i lunghi avversari e non arretra per nulla, rendendo loro la vita difficile. Come detto, l’Olimpia non è certo alla propria miglior prova offensiva, ma aver tamponato il buco in difesa sotto canestro del quarto precedente è fondamentale. Brooks e Kuzminskas propiziano un 84-70 a 3’40” dalla fine che mette Bologna spalle al muro, e giustamente Sacripanti allunga la difesa nel tentativo di recuperare palloni. Gli uomini di Pianigiani, però, si mantengono freddi e riescono a non perdere palla, subendo falli e giocando col cronometro. Gli ultimi giri di orologio sono, così, una passeggiata, e Milano ottiene il massimo vantaggio proprio con il punteggio finale, che è di 94-75

AX ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO – SEGAFREDO VIRTUS BOLOGNA

TABELLINO MILANO: Della Valle 7, James 12, Micov 13, Ferraris ne, Bertans 6, Fontecchio 14, De Capitani ne, Kuzminskas 11, Burns 3, Brooks 12, Jerrells 16, Omic

TABELLINO BOLOGNA: Punter 9, Martin 3, Moreira 10, Pajola, Taylor 18, Baldi Rossi 4, Cappelletti ne, Kravic 13, Venturoli ne, Aradori 10, Berti ne, M’Baye 8

PARZIALI: 22-16, 26-16, 19-26, 27-17

PROGRESSIVI: 22-16, 48-32, 67-58, 94-75

BASKETINSIDE MVP: Jeff Brooks

Photogallery a cura di Claudio Degaspari: https://www.flickr.com/photos/basketinside/albums/72157706240514244

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