Pesaro si sveglia tardi, cinque uomini in doppia cifra valgono il successo a Cantù

Pesaro si sveglia tardi, cinque uomini in doppia cifra valgono il successo a Cantù

Cantù non sbaglia il ritorno al Pianella e sette giorni dopo lo stop contro Sassari ritrova il dolce sapore della vittoria, la seconda in campionato e la terza tra le mura amiche. Partita senza storia in quel di Cucciago, con l’equilibrio che è durato praticamente solo i primi cinque minuti iniziali, poi è salito di tono il solito Ragland e con lui tutta la compagine brianzola capace di chiudere avanti in doppia cifra già il primo periodo di gioco. I ragazzi di Sacripanti hanno poi legittimato il vantaggio, toccando anche i venti punti di scarto prima di un’ultima frazione in cui Pesaro ha provato l’impossibile per riaprire i conti di un match già segnato. Tornata fino al meno otto, è servito il solito Ragland a scacciare i fantasmi di quella che sarebbe stata una rimonta clamorosa. Per Cantù, oltre al solito numero venti protagonista con 21 punti e 35 di valutazione, da segnalare anche Uter, Aradori, Cusin e Gentile in doppia cifra. A Pesaro non basta l’ottimo Anosike, autore di 22 punti e 29 di valutazione. Bene anche Pecile, ma per il resto è difficile trovare altro da salvare. Cantù: Ragland-Jenkins-Aradori-Leunen-Cusin Pesaro: Pecile-Young-Turner-Trasolini-Anosike ANOSIKE DEVASTANTE, MA CANTU’ E’ GIA’ +10: Il canestro di Leunen da sotto e una gran schiacciata di Cusin valgono il primo break canturino dell’incontro sul 6-2. Pesaro risponde immediatamente con quattro punti consecutivi di Anosike, ma sono due disattenzioni dell’attacco marchigiano a generare due contropiedi consecutivi conclusi abilmente prima da Uter e poi da Aradori (10-6). Pesaro prova a rimanere incollata prima con Young e poi con Turner, ma sono cinque punti in rapida successione di Ragland a valere il più sette che obbliga Dell’Agnello al timeout immediato. E’una pausa inutile, perché la squadra di Sacripanti esce con la stessa determinazione e con la tripla di Aradori e il bel canestro di Uter, i brianzoli trovano il più nove sul 21-12. Cantù controlla, Anosike tiene a galla la propria squadra ma è il 2/2 di Ragland a fissare il 29-19. CANTU’ PRENDE IL LARGO A SUON DI SCHIACCIATE-Anche la seconda frazione riparte allo stesso modo. Ragland buca subito la retina dalla distanza, Jones trova il primo canestro della serata con un comodo tap in e così arriva l’allungo sul più quindici (34-19). Nel momento peggiore però Pesaro si risveglia: Pecile suona la carica, Turner trova ancora la via del canestro ma sono ancora due punti del playmaker in maglia biancorossa a firmare il parziale ospite di 7-0 che vale il rientro a meno sette (34-27). Serve così un’invenzione di Pietro Aradori da oltre l’arco a interrompere il digiuno canturino, ma Turner punisce per l’ennesima volta la difesa biancoblu e il timeout di Sacripanti è la conseguenza logica. Al rientro sul campo Cantù ritrova feeling con la retina avversaria: prima è Jenkins a trovare i due punti, poi Aradori con un’altra conclusione vincente da tre punti e infine nuovamente Jenkins che in contropiede inchioda il 44-29 che infiamma il Pianella. Gli ultimi sussulti prova a lanciarli Musso sbloccandosi, ma l’inerzia è a senso unico: Jenkins vola a schiacciare nuovamente, Cusin finalizza l’assist volante di Aradori allo stesso modo e con il rimbalzo offensivo di Abass tramutato in un’altra inchiodata dallo stesso numero cinque, la squadra di casa scappa via sul 52-34. Gli ultimi punti li trova però Turner, chiudendo il primo tempo sul 52-36. GENTILE SHOW, CANTU’ ALLUNGA E VOLA VIA-Il botta e risposta tra Young e Leunen da il via alla ripresa, ma è l’ennesima soluzione vincente di Aradori a mettere venti punti di scarto tra le due squadre (58-38). Trasolini e Anosike provano ad accendere fiammate nel buio pesarese, ma i padroni di casa sono sempre in controllo, con Ragland a smazzare assist uno dietro l’altro e Gentile-Uter che rimpolpano il loro tabellino per il 68-49 di metà quarto. Sacripanti ne approfitta così per cercare nuove soluzioni, concedendo ampio minutaggio sia ad Abass sia a Rullo, mentre coach Dell’Agnello chiama la difesa press a tutto campo. Il risultato ottenuto non è male, perché Pesaro qualcosa rosicchia ma Cantù offensivamente non perdona mai ed è il diciassettesimo punto di Gentile a decretare nuovamente il più sedici (73-57). Margine che sale a quota diciotto, con Abass che si rende protagonista di una bella schiacciata in contropiede, con gli ultimi dieci minuti che saranno probabilmente di garbage time (77-59). L’ORGOGLIO DI PESARO NON BASTA, CANTU’ ESCE VITTORIOSA- L’ultima frazione non ha praticamente nulla da dire. Rullo si sblocca finalmente dopo aver recuperato un pallone, ma la sua schiacciata vale anche il tecnico successivo. Pesaro sembra ormai morta e alle corde, ma improvvisamente vuoi per orgoglio, vuoi perché Cantù alza il piede dall’acceleratore, la Vuelle rientra: Pecile inizia il break in lunetta, Anosike mette anche il suo mattoncino, Turner fa meno tredici e quando Musso piazza cinque punti in un amen, Pesaro è incredibilmente a meno otto. E il distacco potrebbe anche diminuire, perché prima Turner e poi Young con il fallo in attacco, sprecano due ghiotte occasioni di metter seria paura alla compagine canturina. A riportare ossigeno servono così cinque punti di Ragland, che ricacciano indietro i marchigiani che a loro volta trovano però l’ennesima magia di Musso, che tiene in partita la squadra ospite sul 86-78. E’ l’ultimo sussulto della squadra di Dell’Agnello, perché quattro punti di Cusin prima e Leunen in lunetta poi mandano i titoli di coda all’incontro. Punteggio finale 93-78 MVP BASKETINSIDE.COM: Joe Ragland PALLACANESTRO CANTU’ 93– VICTORIA LIBERTAS PESARO 78 PALLACANESTRO CANTU’: Zugno ne, Awudu 4, Jones 2, Uter 10, Rullo 2, Leunen 5, Jenkins 8, Cesana ne, Ragland 21, Aradori 14, Cusin 10, Gentile 17. All. Sacripanti. VICTORIA LIBERTAS PESARO: Musso 11, Bartolucci ne, Terenzi ne, Pecile 14, Young 8, Trasolini 5, Amici, Anosike 22, Hamilton, Turner 18. All. Dell’Agnello. Arbitri: Vicino, Ranaudo, Sabetta.  

Fotogallery a cura di Alessandro Vezzoli

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