Sassari non difende e Milano vince agevolmente

Sassari non difende e Milano vince agevolmente

Gli uomini di Pianigiani dilagano contro un’avversaria che non riesce mai a trovare il modo di contrastarli efficacemente

di Stefano Bartolotta

Milano vince per la seconda volta nel giro di pochi giorni tra le mura amiche, sfruttando, come giovedì scorso, l’inesistente difesa avversaria. Sassari non ha mai saputo trovare alcuna strategia difensiva minimamente efficace per poter dire la propria in questa partita, e lo testimoniano non solo i ben 116 punti realizzati dall’Olimpia, ma la facilità con cui i biancorossi hanno segnato in ogni modo. Spicca il 50% da 3, ma non sono mancati contropiede, extra possessi dopo rimbalzi offensivi, penetrazioni, giochi in post basso. Pasquini ha provato tutto quello che poteva, tra zona, uomo classica e raddoppi sistematici, ma non c’è stato niente da fare. L’unica cosa che poteva provare a fare il tecnico sardo era trasformare la partita in uno shootout, ma Pianigiani ha trovato la chiave difensiva giusta nella seconda metà del secondo quarto, mettendo in campo un quintetto che ha contrastato ottimamente l’unica arma offensiva che funzionava per i sardi, ovvero il tiro da 3. Proprio in quel momento, Goudelock ha dato uno strappo micidiale grazie alle propria mano caldissima e la partita è sostanzialmente finita in quel momento.

Pianigiani può essere soddisfatto di come si è mossa bene la palla pur in assenza di Theodore, e del buon contributo dato dagli italiani, soprattutto nel secondo quarto, quando alcuni big della squadra sono tati in panchina a riposare e le loro riserve, anche senza prendersi tiri, hanno dato solidità. Pasquini, invece, deve capire cosa abbia portato i suoi giocatori a una prova difensiva coì scadente e come sia stato possibile che la stella Bamforth abbia prodotto un primo tempo da zero punti e altrettanto di valutazione.

Quintetto Milano: Goudelock, Micov, Tarczewski, Kuzminskas, Cinciarini
Quintetto Sassari: Bostic, Bamforth, Planinic, Pierre, Jones

La tifoseria milanese mostra di non aver ancora fatto pace con Pianigiani e Proli: il nome del primo viene accolto dai fischi alla lettura delle formazioni, mentre durante l’inno nazionale vengono esposti dei fogli con la scritta “Via Livio Proli” e gli cantano di andarsene prima della palla a due. Da parte loro, i tifosi sardi espongono un cartello di saluto al loro corregionale Davide Astori, per il quale viene osservato il minuto di silenzio. Milano parte facendo girare palla sul perimetro e cercando spazio in penetrazione, mentre Sassari si appoggia ai propri lunghi in post basso. In realtà, i primi punti della partita li segna Tarczewski, abile a raccogliere due palle vaganti, e anche attento in difesa. Il pivot americano è scatenato e porta i suoi sul 10-1, con 7 punti suoi. Sassari cambia strategia e si affida alla propria stella Bamforth, che però ha le polveri bagnate in questo inizio, così Pasquini deve già chiamare time out dopo meno di tre minuti. I sardi sono distratti in difesa e in attacco leggono speso male le situazioni e compiono la scelta sbagliata non tanto perché poi non segnano, ma proprio a livello di idea. Milano inizia ad avere problemi di falli (3 Micov e 2 Tarczewski) e Sassari prova a rientrare in partita con un gioco da 4 punti di Bostic. Milano ha comunque ancora un vantaggio confortante (18-8 dopo sei minuti), con Sassari che prova a difendere in modo molto aggressivo, raddoppiando su chi riceve palla e costringendo Milano a cercare rapidamente il giocatore libero. I biancorossi riescono nella missione senza troppi problemi e mantengono il controllo della partita (23-11 dopo 7 minuti). Sassari rimane a galla grazie a qualche tripla, ma non riesce assolutamente a difendere, e il quarto si chiude sul 32-23. Come si vede già dal punteggio, i sardi finora non hanno armi per difendere efficacemente: Pasquini le ha provate tutte, anche la zona, ma non ha sortito alcun effetto.

È sempre il tiro da 3 l’arma più efficace per Sassari, con un Tavernari particolarmente scatenato: dopo un minuto e mezzo, lo vantaggio dei sardi è di soli 2 punti (34-32), grazie a una serie impressionante di triple. Ovviamente, segnare così rapidamente dà anche maggior voglia di difendere, così improvvisamente Sassari va in vantaggio 34-35 e anche Tarczewski ha 3 falli come Micov. Pianigiani mette ben tre italiani in campo insieme (Abass, Pascolo e Cusin), una situazione piuttosto rara a vedersi, anche se poi i tiri e li prendono i due stranieri Jerrells e Bertans. Milano continua a essere molto fallosa, e Pianigiani prova con il back court piccolo, ovvero Jerrells, Cinciarini e Goudelock. La partita resta in equilibrio (43-42 a metà quarto), ed entrambe le squadre alternano attacchi con ottime letture ad altri in cui le scelte compiute sono completamente sbagliate. Poi, a tre minuti dalla fine, è Milano a infilare alcune triple ben costruite con Goudelock e Jerrells e a riprendersi un buon vantaggio (51-42). La scelta di Pianigiani dei tre esterni piccoli si rivela azzeccata, perché i pari ruolo sassaresi faticano molto più di prima a liberarsi sul perimetro, e la produttività offensiva ne risente. Sassari va in bambola come a inizio partita, e la coppia Goudelock – Jerrells continua a martellare da 3. Le due squadre vanno all’intervallo lungo sul 60-45: entrambe le squadre hanno il 50% da 3, ma Sassari ha il doppio delle palle perse rispetto a Milano, segno di come la squadra di Pianigiani abbia attaccato con più intelligenza. I sardi pagano anche gli zero punti di Bamforth, completamente fuori partita.

Milano avrebbe la possibilità di far giocare elementi importanti che dovrebbero essersi riposati dopo aver passato il secondo quarto in panchina, come Kuzminskas e Micov. Non ci sono, però, effetti visibili in campo di questa situazione, e i più attivi in attacco sono soprattutto Goudelock e Gudaitis. Sono, però, proprio Kuzminskas e Micov a costruire la tripla del +20 (71-51), seguita dai primi punti di Bamforth. Sassari non sembra avere energie fisiche e fiducia in se tessa per poter rimontare un così ampio svantaggio, e Milano viaggia a velocità di crociera, sfruttando quando serve un Goudelock che oggi ha proprio una buona mano. Milano è talmente in fiducia che Gudaitis si permette un pirotecnico coast to coast per il +22 (84-62). La difesa di Sassari diventa, se possibile, sempre più morbida col passare dei minuti, e il punteggio alla fine del terzo quarto è di 91-64.

Sassari prova a evitare che i 10 minuti finali siano tutti di garbage time, ma non può bastare giocare in modo grintoso ed aggressivo con la palla in mano: bisogna anche, e soprattutto, difendere, e invece Milano continua a trovare spazi invitanti nella metacampo avversaria. La partita, in questa fase, ha le sembianze di un festival offensivo, nel quale nessuno difende e quasi ogni azione si conclude con un canestro. Il 106-79 a 5 minuti dalla fine certifica il termine definitivo di questa partita. Il punteggio finale è di 116-93.

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – BANCO DI SARDEGNA SASSARI 116-93

TABELLINO MILANO: Goudelock 19, Micov 12, Bortolani, Pascolo 4, Tarczewski 16, Kuzminskas 16, Cinciarini 7, Cusin 4, Abass 3, Bertans 3, Jerrells 15, Gudaitis 17

TABELLINO SASSARI: Spissu, Bostic 21, Bamforth 13, Planinic 3, Devecchi 3, Pierre 4, Jones 16, Stipcevic 2, Hatcher 18, Polonara, Picarelli ne, Tavernari 13

PARZIALI: 32-23, 28-22, 31-19, 25-29

PROGRESSIVI: 32-23, 60-45, 91-64, 116-93

BASKETINSIDE MVP: Andrew Goudelock

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