Siena-Virtus, manuale di demolizione, capitolo primo

Siena-Virtus, manuale di demolizione, capitolo primo

Inchiodata dai suoi stessi scempi al girone infernale dei quarti contro i padroni del vapore, la Virtus si fa stuprare in lungo e in largo, senza nemmeno mai dare l’impressione non di provarci ma anche solo di crederci. Si dirà che anche Siena fu seviziata alla prima recita di un quarto di finale: già ma era Eurolega e l’avversario era l’Olympiacos, di poco superiore ai mensanini. Qua, alle anoressiche latitudini italiane, il divario è ampio tra i campioni d’Italia e la premiata ditta Sabatini. E si vede.

 

Mai in discussione, il risultato. +16 al 10’, +28 al tè, +33 al 30’, la progressione senese ha un che di parabolico. In casa Pianigiani, nessuno gioca più di 20’ (Moss escluso) ma tutti apportano un contributo alla causa: Aradori ne infila 12, Lavrinovic fa 29 di valutazione in 20’ di utilizzo, Rakovic fa legna da ardere, Carraretto a lungo ha il 100% al tiro. Siena si prende persino il lusso di passeggiare facendo rilassare i suoi levrieri: McCalebb, Zisis, Kaukens e Stonerook giocano infatti a mezzo, pure smazzando i primi due assist a iosa (6 e 7). Dall’altra parte della barricata, un pianto greco, col solo Rivers ad accarezzare la retina per 25’, prima di adeguarsi al copione. Nessuno, oltre al moro, va in doppia cifra, dando l’impressione che la ciurma bianconera abbia già mollato gli ormeggi.

Recita l’adagio: verba volant, scripta manent. Pare il caso di sostituire gli scritti con i numeri che non diranno sempre tutto ma in questi stillicidi si prova sempre un gusto sadico a snocciolarli impietosi. Al tiro da 2, Siena ne mette 25/39, la Virtus 13/36. Ai liberi il 94% senese ammazza il 61% bolognese. Gli assist, manco a parlarne: 20-9. I rimbalzi, poi: 44-23. Nient’altro? Macché. Valutazione: 134-43. Siena è alla ventesima vittoria di fila contro la Virtus e alla diciottesima contro Lardo. Voleva entrare nella storia, il coach ligure, cui faceva eco il suo play Peppe Poeta: “Battiamo Siena!”. Ci son riusciti ma nel modo peggiore: mai la Virtus aveva perso così dai cannibali e mai la Virtus aveva perso così ai playoff (bisogna riesumare un -32 a Varese nel 1978). Ma d’altronde quella di triturare l’avversario che prova ad alzare la cresta è tortura ben nota nel Chianti: Siena prova gusto ad annichilire chi vuol volare troppo vicino al sole.

Laconico il patron Sabatini nel dopogara: “C’è modo e modo di perdere e questo è quello peggiore. Winston ha giocato molto male (2pt 0/1, 1/3, 0/2). Se faremo entrare Nichols? Io ho le mie idee, ma prima devo discutere con Faraoni e Lardo“. Avanti un’altra. Meno male che Sky non le trasmette.

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