Taylor imperatore, Roma strapazza Cantù e vola in finale

Taylor imperatore, Roma strapazza Cantù e vola in finale

C’è solo una parola per descrivere questa Roma: eroica. Dopo la favolosa vittoria al Pianella che l’ha portata a giocare questa gara 7, Roma conquista la bella e una finale che sa davvero di impresa. Una squadra dal budget limitato, ma dal cuore immenso, scrive oggi una pagina di storia del nostro basket, dimostrando ancora una volta che in questo sport non sono tanto i soldi a contare, quanto l’immenso cuore, la grinta, la voglia di farcela e di lavorare giorno dopo giorno per raggiungere qualcosa di importante, che non è solo la finale, ma anche la grande possibilità del ritorno in Eurolega. Onore a Cantù che ha combattuto fino alla fine, ma gli eroi della serata, della serie, del campionato, sono questi ragazzi che riportano la Virtus in finale dopo ben 5 anni…e chissa, ora tutto è possibile!


LA CRONACA


PRIMO QUARTO Parte subito forte Roma nel primo quarto: aprono le danze una stoppata di Lawal e un contropiede di Taylor; subito per Cantù risponde Aradori. La Virtus prova subito a far valere tutto il peso del fattore campo (bollente e strapieno) e piazza un break notevole: 9-2, Cantù riesce a fare un solo tiro. La Lenovo è molto fredda, e Roma velocissima a strappargli quasi tutti i palloni toccati; Cantù prova a ricucire lo strappo iniziale con Tyus e Leunen, ma Roma è scatenata e quasi perfetta sia in difesa che in attacco: 15-10 a 3:45. Cantù comunque è viva e presente,e riesce a recuperare nei restanti minuti di gioco, anche se è Roma a chiudere il quarto avanti 18-16.

SECONDO QUARTO Una splendida tripla di Goss apre il secondo quarto, seguita da un’altra subito di Lollo D’Ercole: altro break in inizio quarto di una Roma davvero solida, che subito si porta (con un canestro di Datome), sul 26-16. E’ solo a 6:27 che Cantù sblocca il suo punteggio e trova con Aradori il primo canestro del secondo quarto, ma al tiro continua ad essere molto imprecisa, mentre la Virtus continua a tirare con percentuali altissime, che la tengono ancora sul solido vantaggio di 31-24 (4:05). Roma allunga sempre di più nei rimanenti minuti del quarto, guidata da un Datome che è tornato al massimo splendore, ma è sempre chiaro che Cantù non è finita, anzi riesce a riavvicinarsi abbastanza, anche se i giocatori di Roma sembrano sbagliare poco e niente: chiude il quarto un canestro impossibile di Goss, che manda tutti a riposo 42-32.

TERZO QUARTO Il terzo quarto inizia come si era concluso: canestro di Goss e Roma molto più presente dei canturini. Brooks prova a ricucire lo strappo, ma i giocatori della Virtus stasera sono inarrestabili: non solo tirano con percentuali altissime, ma anche in difesa compiono meraviglie. Lawal e Taylor sono imprendibili dalla (poco esistente) difesa canturina, che sbagli anche tiri che solitamente mette con facilità: a 7:00 minuti sul cronometro Roma è scappata 50-36. Cantù prova a ricucire il pesante strappo con Aradori e soprattutto Mazzarino, che appena entra in campo segna un tiro che spinge coach Calvani a chiamare time-out. Si raffredda leggermente la mano di Roma e la Lenovo riesce a toccare il meno dieci, ma subito la Virtus blocca la mini-rimonta; un paio di distrazioni romane però portano canestri facili della Lenovo, che va all’ultima pausa di questa gara 7 sul 61-53.

QUARTO QUARTO Anche l’ultimo quarto inizia all’insegna della Virtus Roma, in particolare di Bobby Jones e Lollo D’Ercole, che piazzano due pesantissimi tiri che fanno volare Roma a 66 e lasciano Cantù a 53. Nei minuti successivi la Lenovo è praticamente inesistente, impotente davanti ad una Virtus davvero devastante: escluso qualche piccolo sprazzo proprio non è presente in questa partita, mentre i giocatori di Roma danno il 100%, nessuno escluso (72-55, 5:38). E’ una tripla di Taylor con fallo subito a dissolvere molte delle poche speranze canturine rimaste: gioco da 4 punti, seguito da una schiacciata devastante di Lawal….Roma ha un piede già nella finale, e anche se mancano ancora 4 minuti la Virtus ha già scritto la parola fine su gara7, che si chiuderà con il punteggio di 89-70 a decretare il dominio di Datome e compagni.

MVP Basketinside.com: Jordan Taylor (18 punti e 17 di valutazione)

Acea Roma – Lenovo Cantù 89-70 (18-16, 42-32, 61-53)

Roma: Goss 16, Jones 14, Tambone, Tonolli ne, Gorrieri, D’Ercole 8, Datome 9, Bailey 3, Taylor 18, Lawal 15, Czyz 5, Lorant 1. All. Calvani

Cantù: Abass, Scekic 8, Smith ne, Leunen 8, Mazzarino 5, Brooks 6, Tyus 4, Tabu 3, Ragland 16, Aradori 20, Cusin, Mancinelli. All. Trinchieri

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SALA STAMPA:

Queste le parole di coach Calvani in conferenza stampa: «In caso di sconfitta l’amarezza sarebbe stata grande, ma ora la soddisfazione è tanta. Manca ancora una finale da giocare, ma questa posso dire che è stata finora una stagione “vincente” sotto tanti punti di vista: Roma rischiava di scomparire se Toti non avesse iscritto la squadra con un atto di generosità. Inoltre eravamo partiti da zero, eravamo praticamente tutti elementi nuovi, dallo staff ai giocatori. Siamo riusciti a qualificarci per le Final Eight di Coppa Italia conquistando anche una semifinale e abbiamo concluso il campionato arrivando terzi, cosa che ci ha dato il vantaggio del campo per le prime due tornate di playoff. E’ una stagione vincente anche perché gara 5 è stata l’ennesima dimostrazione di quanto i tifosi si siano identificati con noi, perché tutti ci hanno applaudito anche dopo la sconfitta credendo nella rimonta e il presidente ha fatto lo stesso, incitandoci la mattina successiva a vincere a Cantù. Sono tante piccole cose ma che fanno la differenza. E’ una bella soddisfazione, siamo contenti perché abbiamo riacceso l’interesse su Roma per la pallacanestro. E ora giochiamocela».

 

Andrea Trinchieri commenta così la sconfitta della sua Lenovo in gara 7: “Senza piaggeria e falsi convenevoli faccio i complimenti a Roma perché ha disputato una grandissima gara e oggi si è guadagnata il risultato sul campo. Questo è molto chiaro. Questa sera non ho enormi rimpianti perché è stata una non partita, li ho per martedì. Oggi abbiamo provato a resistere, ma non ci siamo riusciti. Per parlare di questo risultato – ha aggiunto il coach della Pallacanestro Cantù – devo però partire da cose che vengono da lontano. Con grandissima fatica e sacrifici abbiamo girato una stagione davvero difficile e dolorosa. Abbiamo fatto un mese a tavoletta eliminando, da settima, Sassari e portando l’Acea al settimo match. Finiamo quarti, con dignità, provando a sbucciarci le ginocchia e ad andare oltre i nostri limiti. Sono molto dispiaciuto, ma voglio aggiungere una cosa. Voglio ringraziare tutte le persone che ci hanno provato e hanno supportato questa squadra, anche senza andare sul foglio delle statistiche. Sono tante, se no non avremmo cambiato un’annata così difficile. Ringrazio in maniera speciale e con emozione due miei giocatori che sono stati 4 anni con me. Il mio capitano, che non dimenticherò mai, e Maarty Leunen. Siamo partiti per salvarci e abbiamo giocato una finale scudetto, due finali di Coppa Italia, abbiamo vinto una Supercoppa e partecipato per due anni all’Eurolega. Loro c’erano sempre. In una stagione complicata – ha precisato l’allenatore biancoblu – voglio rivolgere un pensiero al mio presidente che andando controcorrente mi ha rinnovato la fiducia nel momento più difficile. Non so quanti altri l’avrebbero fatto visto che era sicuramente più comodo scegliere qualcosa di differente. Credo che in parte questo gesto sia stato ripagato da dei playoff giocati senza paura, con coraggio e dignità. Il mio futuro? – ha concluso Andrea Trinchieri – Non è il momento giusto per parlarne. La delusione è troppo cocente, siamo in un turbine di emozioni. Adesso il film di 4 anni corre con grandissima velocità e le immagini sono molto intense. Non è il momento però di fare un bilancio perché non sono abbastanza lucido”.

 

 

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