Trieste meravigliosa: affondata Avellino!

Trieste meravigliosa: affondata Avellino!

L’Allianz Dome sta diventando una vera fortezza, sul parquet triestino cade anche la Scandone che finisce la gara a -46

di Marco Torbianelli

Trieste-Avellino, sfida di chiusura del calendario della decima giornata di campionato, che stasera sorride a Trieste ed al suo palazzetto che sta via via assumendo i contorni di una fortezza. Avellino squadra molto compatta che gode soprattutto del grande talento della coppia Green-Cole e della fisicità di Ndiaye, Trieste più dinamica ed esplosiva con un tridente Wright-Sanders-Knox in grande spolvero ed il consueto sesto uomo rappresentato dal pubblico dell’Allianz Dome, che come sempre ha sostenuto a gran voce la squadra dal primo all’ultimo secondo di gioco.

Primo tempo a trazione decisamente biancorossa: nel primo quarto Trieste sfrutta al meglio le indecisioni offensive degli ospiti, mandando a referto Knox e Wright, ma soprattutto Sanders e Silins. Nella seconda frazione l’Alma sfrutta al meglio il disorientamento degli ospiti – che si affidano in particolare a Green e Ndiaye, non trovando punti dalla panchina – piazzando l’allungo con percentuali di realizzazione decisamente elevate (55% da due punti, 60% da tre punti). Ripresa più equilibrata? Assolutamente no, nel terzo quarto Trieste continua a martellare da ogni dove, Avellino non sa che pesci pigliare e cerca di limitare i danni, che però sono tanti perchè al tiro l’Alma sbaglia pochissimo e in difesa fa ottima guardia. Ultimo quarto con padroni di casa in totale controllo di un match già vinto, senza mollare la presa e raggiungendo numeri da record.

Starting five Trieste: Wright, Sanders, Silins, Peric, Knox

Starting five Avellino: Cole, Filloy, Green, Nichols, Ndiaye

La palla a due è preda di Knox, che ha la meglio su Ndiaye e la cede subito a Wright che imposta l’azione che porta Sanders a segnare la tripla che vale il primo vantaggio di Trieste e soprattutto dà il via al Teddy Bear Toss, con diverse decine di pupazzi di peluche che vengono lanciati sul terreno di gioco, in quella che è ormai una tradizione natalizia consolidata a favore dei bambini meno fortunati. Tempo di recuperare i pupazzi e si riprende il gioco, con palla in mano agli ospiti, con Filloy che lancia un perfetto alley-oop per Cole, che non sbaglia. Silins replica con un veloce attacco al ferro e and-one (per fallo di Ndiaye) e si ripete poco dopo dall’arco su palla persa da Ndiaye. Difese ruvide in questa prima fase, le gite in lunetta interrompono spesso il gioco che stenta a prendere un certo ritmo. Cole da una parte e Sanders dall’altra tengono sveglio il pubblico e le indubbie differenze tecniche tra le due squadre ancora non risaltano. Trieste fa buona guardia in difesa e Avellino fa una certa fatica a raggiungere le manone di Ndiaye, dall’altro lato del parquet Trieste non osa troppo nel pitturato, limitandosi ad armare le sue ali dalla lunga distanza. La tripla di Silins che dà ai padroni di casa il momentaneo +9 costringe Vucinic a richiamare i suoi sul pino, per provare a cambiare qualcosa. Filloy piazza subito una tripla e Wright gli risponde infilando in sospensione, ma l’occasione più ghiotta è per Green che va sulla linea della carità per fallo di Silins e l’americano fa 2/3. Le due squadre si studiano molto, Avellino gioca con più consapevolezza, ma la forza di Trieste è nella propria imprevedibilità, che a tratti diventa quasi sfacciataggine di fronte ad un simile avversario. Peric non si lascia intimidire da Nichols e segna in gancio alla sua maniera, poi è Wright a dare ai biancorossi il primo vantaggio in doppia cifra. Avellino sbaglia molto in attacco e in difesa non riesce a contenere Wright, che continua a segnare. Primo quarto nettamente a favore di Trieste, che chiude con 12 lunghezze di vantaggio sul 33-21. Cambiano quasi del tutto i quintetti per la seconda frazione, che inizia con una palla persa di Filloy che concede indirettamente a Cavaliero l’occasione di iscrivere a referto i suoi primi tre punti. Sykes suona la carica per i suoi, ma ci pensa Fernandez a spiegargli che da dietro l’arco c’è anche lui. Trieste a +16 e Avellino in confusione. Cavaliero lancia un alley-oop per Mosley che schiaccia di forza bruciando letteralmente la retina e facendo esplodere il pubblico dell’Allianz Dome. Diverse palle perse da ambo i lati, ma quello avellinese continua a restare a bocca asciutta: l’asse Filloy-Nichols per adesso non dà i frutti sperati e la Scandone non trova le chiavi per aprire la difesa triestina, affidandosi in questo spicchio di gara all’estro ed alla classe immensa del due volte campione NBA Cole. Il ritmo di gara rallenta, Trieste segna con oltre il 55%, Avellino no e il vantaggio supera le 20 lunghezze a due minuti dalla sirena di metà gara. C’è ancora tempo per assistere ad una tripla di Wright e ad un alley-oop di Filloy per Ndiaye prima di andare al riposo lungo sul 54-32 per Trieste.

Per la ripresa ci si aspetta una decisa reazione degli ospiti, soprattutto dopo che l’Alma – con Knox prima e Peric poi – aumenta da subito il proprio vantaggio. Green non si fa pregare, ma Trieste non si ferma e continua a martellare dalla media distanza, ancora con Knox e Wright. Il palazzetto è una bolgia, i cori della Curva Nord bucano l’etere attraverso le telecamere di RaiSport ed è tutta linfa per la squadra di coach Dalmasson, che tiene saldamente in mano le redini del match. Filloy e Cole non ci stanno, ma poco possono contro le mani infuocate dei giocatori in maglia rossa che perseverano nell’incrementare il tabellone ad ogni azione offensiva con un Knox sempre più padrone della scena. Quattro liberi per Nichols (tre a segno) per fallo+tecnico a Peric e Avellino respira un po’, poi Sanders, Wright e Silins colpiscono e il vantaggio dei padroni di casa supera le 30 lunghezze, un margine assolutamente impensabile alla vigilia. La terza frazione è in pratica una fotocopia della seconda, con Avellino in cerca di soluzioni da parte dei solisti e Trieste cinica, spietata e precisissima al tiro; il terzo quarto vede l’Alma a +32 sul punteggio di 84-52. Ultimo quarto con energie in via di esaurimento, Trieste controlla abilmente senza rinunciare alle sue ottime percentuali di realizzazione, Avellino assapora già una sconfitta di proporzioni bibliche che progressivamente assume connotazioni davvero pesanti: dopo cinque minuti è sotto di oltre 40 punti. La “quota 100” viene raggiunta con un canestro in fade-away di Da Ros, mentre coach Dalmasson concede una passerella di qualche minuto anche a Cittadini e capitan Coronica (entrambi a referto). Il lungo garbage time finisce sul 110-64, per Trieste una prova assolutamente sontuosa contro una grande avversaria che oggi è parsa una lontanissima parente della Scandone vista finora in campionato. Le avversarie sono avvisate: all’Allianz Dome non si passa!

ALMA PALLACANESTRO TRIESTE – SIDIGAS SCANDONE AVELLINO 110 – 64

PARZIALI: 33-21 /21-11 / 30-20 / 26-12

TOTALI: 33-21 / 54-32 / 84-52 / 110-64

MVP BASKETINSIDE: Chris Wright (Alma Pallacanestro Trieste)

TABELLINO:

ALMA PALLACANESTRO TRIESTE: Coronica 2, Peric 4, Fernandez 12, Wright 19, Strautins 7, Silins 11, Cavaliero 11, Da Ros 2, Sanders 13, Knox 21, Mosley 4, Cittadini 4. All.: E. Dalmasson. Ass.: M. Praticò, M. Legovich

SIDIGAS SCANDONE AVELLINO: Young 0, Green 13, Bianco n.e., Nichols 8, Guariglia n.e., Filloy 6, Campani 0, Campogrande 2, Sykes 7, Cole 8, Spizzichini 5, N’Diaye 15. All.: N. Vucinic. Ass.: M. Maffezzoli, G. de Gennaro

STATISTICHE:

ALMA PALLACANESTRO TRIESTE: 63% (27/43) 2PT, 52% (13/25) 3 PT, 89% (17/19) TL, 42 RBN, 19 AST, 12 PP, 13 PR, 138 VAL

SIDIGAS SCANDONE AVELLINO: 37% (15/41) 2PT, 29% (5/17) 3 PT, 73% (19/26) TL, 26 RBN, 9 AST, 17 PP, 6 PR, 47 VAL

Foto di Marta Meola

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