Una Milano umorale batte Trieste, che va comunque ai playoff

Una Milano umorale batte Trieste, che va comunque ai playoff

La capolista parte male, poi recupera e resta quasi sempre in vantaggio, ma deve lottare fino alla fine per vincere. La vittoria di Sassari contro Cantù dà il posto in post season agli uomini di Dalmasson

di Stefano Bartolotta

Dal termine dell’EuroLega, Milano ha perennemente offerto prestazioni altalenanti in campionato, entrando e uscendo mentalmente dalle partite con una velocità sorprendente. Era difficile che in questa ultima di regular season le cose andassero diversamente, visto il primo posto già conquistato, e, in effetti, gli uomini di Pianigiani hanno avuto un atteggiamento mentale a dir poco discontinuo e indecifrabile. Trieste è stata brava a prendersi quello che Milano le lasciava, con uno 0-11 iniziale e con innumerevoli rientri da svantaggi di 8 punti, una sorta di soglia psicologica raggiunta la quale Milano spegneva il cervello, per riaccenderlo quando il divario si riduceva sensibilmente.

Della Valle è stato il migliore per i milanesi, con giocate importanti sia nel travolgente secondo quarto da 39 punti di squadre, che negli ultimi minuti. Al suo fianco, Kuzmisnkas e Jerrells hanno contribuito all’exploit offensivo dei secondi 10’ di gioco, mentre Micov e Brooks hanno fatto un lavoro che spesso non si è notato ma che è stato decisivo. Dall’altra parte, Wright e Peric sono stati i trascinatori di Trieste.

Alla fine, tutti contenti, grazie alla vittoria di Sassari su Cantù che consegna a Trieste il settimo posto. La squadra di Dalmasson ha sfruttato per un po’ la capacità di giocare a ritmi alti, poi però è andata un po’ al traino, ma ha dimostrato che, se la si lascia giocare, può essere pericolosa.

Quintetto Milano: Micov, Nunnally, Burns, Brooks, Jerrells
Quintetto Trieste: Peric, Wright, Strautins, Sanders, Mosley

Oltre alle previste assenze di James e Nedovic, Milano subisce quelle di Omic, tornato in patria per la nascita del figlio. Il tifo triestino è numeroso e colorato, e dopo il minuto di silenzio per le scomparse di Taurisano e Gianni De Michelis, si fa sentire al massimo dei decibel. Le squadre partono con le mani fredde, sbagliando conclusioni ben costruite, con gli ospiti che cercano di correre in transizione appena possono, mentre i padroni di casa iniziano a costruire molto male le azioni e a perdere palloni invece di sbagliare tiri. Trieste si trova fisiologicamente sullo 0-6, vista l’inconcludenza di Milano, e sbaglia almeno due canestri fatti che la porterebbero sullo 0-10. Ciononostante, Pianigiani non chiama time out, segno che probabilmente non è molto interessato all’esito della gara, e il minuto di sospensione arriva solo sullo 0-11 e una difesa sul pick n roll a dir poco svogliata. Tireste difende forte, Milano non sembra avere un vero e proprio piano partita né in attacco, né in difesa, e gli ospiti combinano sempre qualcosa di buono quando possono correre, o anche attaccare il ferro a difesa schierata. Milano capisce che deve provare il più possibile a mettere palla a terra coi propri esterni e creare gioco dalle penetrazioni, e inizia a mettere punti sul tabellone, riducendo sensibilmente lo svantaggio verso la fine del quarto (14-17) grazie a un improvviso blocco dell’attacco triestino. L’ultimo minuto, però, è nuovamente di marca ospite, che chiudono la frazione in vantaggio per 14-22.

Milano, con Cinciarini e Della Valle in campo, piazza un parziale importante all’inizio del secondo quarto e si ritrova sul 21-22. La chiave per le due squadre è sempre la stessa: Trieste gira meglio quando corre, Milano quando crea gioco con le penetrazioni. I padroni di casa si portano in vantaggio, costringono gli avversari al bonus dopo poco più di 2’ del quarto, e sembrano assumere il controllo della partita. Gli ospiti non ci stanno e riescono a costruirsi buoni tiri coi movimenti in post dei lunghi, ma alla lunga l’acquisita inerzia da parte della capolista produce i propri effetti e il vantaggio continua ad ampliarsi fino al 32-26, che vuol dire parziale di 18-4 in meno di 5’. Wright non ci sta, e da solo riporta i suoi sul 32-30, ma l’impressione è che Trieste vada a scossoni dati dai singoli, mentre Milano sia strutturalmente messa meglio e che quindi possa segnare con più continuità. Della Valle da una parte e Wright dall’altra sono i punti focali dei rispettivi attacchi, e anche se non segnano sempre loro, sono quelli che danno la giusta verve alle proprie squadre. Col passare dei minuti, entrambi trovano i propri scudieri in Kuzminskas e Peric, e negli ultimi 3’, Fontecchio si iscrive tra i protagonisti, ridando il +6 (44-38) ai suoi. L’Olimpia allunga ulteriormente nell’ultimo minuto contro una Trieste che sembra spenta e va all’intervallo lungo sul 53-43, che vuol dire 39 punti segnati nel secondo quarto.

Dopo quasi due minuti di attacchi a vuoto all’inizio della ripresa, Trieste piazza un 5-0 facendo capire che non intende mollare così facilmente. La difesa ospite difende forte sul perimetro, per impedire agli avversari di penetrare in modo costruttivo, Milano prova a far girare palla ma non costruisce nulla col gioco di squadra e si affida alle iniziative dei singoli. Anche i tentativi di servire i lunghi in post non sortiscono effetti, e gli unici canestri arrivano grazie al puro talento di un Brooks dalla mano morbida su tiri obbligati dalla brutta costruzione del gioco e che, però, entrano. Il problema di Trieste è che le transizioni in questa fase, Milano mette in campo il lato peggiore di sé, così efficaci nel primo tempo, si chiudono con una serie di errori al tiro, così, anche se i padroni di casa faticano, tornano a +8 (59-51), perché gli ospiti non la mettono mai. Come ormai d’abitudine, però, Milano smette di giocare una volta in vantaggio e permette agli avversari di rientrare sul 59-56, e l’impressione, a questo punto della partita, è che ciò che le due squadre ottengono arriva più per demerito dei rispettivi avversari che per meriti propri. In questa fase, Milano mette in campo la versione peggiore di sé, poi, sul 61-60, ricomincia a macinare gioco, e in definitiva è ormai il caso di abituarsi a un’Olimpia che entra e esce mentalmente dalle partite. Il quarto si chiude sul 67-65, ed è impossibile prevedere cosa potrà succedere negli ultimi 10’, visto quanto è umorale Milano.

I padroni di casa sfruttano i mismatch in post basso per guadagnare falli e fare canestri, e dall’altra parte, il quintetto con Cavaliero, Da Ros e Coronica paga dazio per il 73-65. Il problema è che, come sempre, Milano non ci mette la testa con continuità, e Trieste può dimezzare lo svantaggio. È incredibile come, da un minuto con l’altro, Trieste passa dall’essere totalmente impotente a giocare con autorevolezza, e questi sbalzi non possono che essere la conseguenza dell’atteggiamento ondivago di Milano. L’unico tra i padroni di casa che non intende mollare è Della Valle, che fa giocate importanti in attacco e in difesa. Come nel primo tempo, è Wright a trascinare Trieste, ma Della Valle è on fire e ridà l’ennesimo +8 ai suoi (85-77). Di solito, arrivati a questo divario, i milanesi si rilassano, e anche stavolta succede la stessa cosa, e l’ennesima tripla di Wright rimette Trieste a -5 (89-84) a meno di 2’ dal termine. L’Alma, però, sembra in riserva di energie, riesce comunque a segnare il -3 con Mosley a 40” dalla fine, ma un difficilissimo canestro di Micov la ricaccia a -5 a 15” dalla sirena. L’Olimpia fa segnare rapidamente Wright da 2, chiama time out e subisce il voluto fallo di Trieste per fermare il cronometro. Cinciarini è freddo dalla lunetta, Trieste non segna più e finisce 93-88, ma gli uomini di Dalmasson possono esultare per il settimo posto ottenuto e la qualificazione ai playoff grazie alla vittoria di Sassari contro Cantù.

AX ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO – ALMA TRIESTE 93-88

TABELLINO MILANO: Della Valle 21, Micov 11, De Capitani ne, Fontecchio 4, Tarczewski 3, Kuzminskas 13, Cinciarini 12, Nunnally 4, Burns 6, Brooks 10, Jerrells 9,

TABELLINO TRIESTE: Coronica, Peric 27, Fernandez 5, Wright 18, Strautins 2, Cavaliero, Da Ros 5, Sanders 13, Knox 8, Dragic 3, Mosley 7, Cittadini ne

PARZIALI: 14-22, 39-21, 14-22, 26-23

PROGRESSIVI: 14-22, 53-43, 67-65, 93-88

BASKETINSIDE MVP: Amedeo Della Valle

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