Varese passa l’esame di maturtà: Bologna cade in casa.

Varese passa l’esame di maturtà: Bologna cade in casa.

COMMENTO

Varese sbanca Bologna al termine di una partita folle, che domina per 25 minuti, rischia di buttare via e poi vince in scioltezza con 3 minuti di grande intensità e qualità. Prova da grande squadra per i lombardi – mai sotto nel punteggio – che hanno la capacità di controllare la partita e di non perdere mai calma, nonostante la pressione del pubblico di casa. Bravissimo Vitucci a gestire una situazione-falli complicata, aiutato in questo da un roster profondo e completo, che può trovare sempre diversi protagonisti. Emblematiche le prove di De Nicolao, Polonara e Sakota. Il primo segna 8 punti nel primo tempo, con Green fuori con 3 falli. Sakota segna 9 punti pesantissimi che impediscono di fatto alla Virtus di rientrare, mentre Polonara fa sempre la cosa giusta e finisce per essere il migliore a livello di valutazione e plus/minus.

Prova totale di Ebi Ere: l’africano va in doppia doppia ed è il più costante dei suoi, oltre a fare molto bene in difesa. Unica nota negativa la fatica contro la zona, con Mike Green meno efficace del solito nel gestire la squadra.

Capitolo Virtus: bene il carattere, male il resto, in estrema sintesi. In difesa la zona nasconde qualche magagna con un’ottima esecuzione, ma i problemi nascono dall’attacco. Al netto della fisicità di Varese, Bologna è troppo confusionaria e finisce per perdere palloni a volte banali, senza la giustificazione della giovinezza. Inoltre il 33% ai liberi del primo tempo grida vendetta. Altro limite l’individualismo di Hasbrouck, che ne fa sì 19, ma con troppi tiri, che finiscono per rendere prevedibile la manovra. Il migliore è Gigli: 15 punti, 14 rimbalzi e 28 di valutazione che dicono molto sulla costanza del lungo romano. Benino i giovani, con la confortante prova di Moraschini: 11 punti frutto di belle penetrazioni propiziate da un fisico esplosivo. Assenti, anche se in campo, Minard e Poeta. Erano noti i problemi fisici di entrambi, ma nemmeno l’atteggiamento è buono. Poeta non si discute, ma quest’anno non ha ancora giocato al suo livello. Urge recupero mentale prima di tutto.

Complimenti a Varese che si trova in testa in inedita coabitazione con Sassari e si accredita come contendente.

Per la Virtus incidente di percorso da cui trarre qualche lezione: su tutte la necessità, più che di un piccolo, di inserire un lungo di qualità. L’assenza di Smith si è sentita troppo.

CRONACA

Pubblico delle grandi occasioni, per una sfida al vertice che tra queste due squadre mancava da qualche anno. Virtus senza Smith, parte in quintetto Gaddefors da 4.

Si segna molto nel primo quarto, che procede a strappi fino all’11-11 del settimo minuto. Qui Varese, nonostante sia carica di falli (in bonus dopo 5 minuti), assume nettamente il controllo delle operazioni: 10-0 propiziato da qualche disattenzione dei giovani Virtus e da un attacco fluido per i lombardi che tirano molto bene, soprattutto da 3. A dire il vero Bologna potrebbe anche rientrare, ma attacca male e sbaglia caterve di liberi (4/12). 15-25 al decimo

Il secondo quarto si apre con un Virtus determinata a riaprirla: 7-0 con la tripla di Imbrò e Vitucci deve chiamare timeout. La chiacchierata serve: 10-2 e i biancorossi volano sul + 11 (24-35), che è massimo vantaggio, grazie a un attacco in cui segnano tutti. La Virtus si aggrappa invece a Gigli, che a suon di liberi (6/6 e oggi è un miracolo) raggiunge la doppia cifra e riporta i suoi fino al -6, ma Varese ristabilisce subito le distanze: alla seconda sirena il tabellone dice 33-42. Troppa confusione in attacco per la Virtus, Varese abile a rintuzzare sin qui ogni rimonta bianconera.

Arriviamo al terzo periodo, in cui succede davvero di tutto. Dopo un inizio scoppiettante da parte di entrambe le compagini, Varese innesta il turbo e, sulle ali di Ere vola sul + 19. Sembra finita, ma Rocca con un gioco da 3 punti da il là alla strabiliante rimonta bolognese. Zona 3-2 con le lunghe di leve di Gaddefors in punta e la V confeziona un 10-0 che la riapre. Sakota  – nullo sin qui – segna due triple dolorosissime, ma ancora Rocca con un rimbalzone offensivo fissa il punteggio sul 53-64

Il quarto periodo si apre con la Virtus decisa a riaprirla definitivamente. La zona regge e Varese continua a non trovare contromisure. In attacco è l’inedito duo Hasbrouck – Moraschini a punire la difesa ospite, coadiuvata dai rimbalzi offensivi di Rocca e Gigli. Bologna erriva fino al – 3, ma sul più bello si sgonfia: un tap in schiacciato di Banks, con urlaccio che fa infuriare il pubblico di casa, da il là al 9-0 varesino. In un amen la partita è chiusa. Gli ultimi canestri sono buoni solo per decretare il 74-84 che potrebbe tornare utile in ottica differenza-canestri.

 

MVP – Ebi Ere: i canestri decisivi li fanno altri, ma l’ala piccola c’è sempre. Le cifre dicono molto (19 pt, 10 r e 50% da 3), ma non tutto, soprattutto sulla presenza difensiva. Il collante di Varese è lui.

 

Tabellini

SAIE3 Bologna – Cimberio Varese  (15-25, 33-42, 53-64)

BOLOGNA: Gaddefors 4; Imbrò 5; Poeta 7;  Moraschini 11; Rocca 7; Gigli 15; Landi NE; Parzenski 2; Fontecchio NE; Pechacek NE; Minard 4; Hasbrouck 19

VARESE: Sakota 9; Banks 11; Rush 0; Talts 0; De Nicolao 8; Green 7; Ambrosini NE; Balanzoni NE; Bertoglio NE; Ere 19; Polonara 17; Dunston 13

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