Virtus-Teramo 96-94: ottavo posto all’una, penale all’altra

Virtus-Teramo 96-94: ottavo posto all’una, penale all’altra

La Virtus conquista i playoff, sia pure a rischio di cappotto contro i padroni del vapore al termine d’una partita folle, per ritmo e spartito, dove Teramo ha guidato a lungo, persino avanti di sette (81-88) a due giri di lancette dal giubilo, rivelatosi tombale. Lì girava la partita, con un antisportivo fischiato a Fletcher su Sanikidze, tramutato in 5-0 grazie alla gita in lunetta del georgiano e alla tripla di Rivers (16esimo punto personale e ultimo mattone dello stratosferico 65% da tre di questa stagione). La Virtus completava il sorpasso affidandosi alle scorribande di Koponen (due zingarate filate) e alla fame di Winston, svagato per tre quarti e “re-midico” nel finale, con 14 punti.

Per tre quarti Teramo aveva lavorato ai fianchi la preda, compatta come squadra, precisa nel tiro dalla distanza (nel secondo quarto, per cinque minuti segnava solo da tre e per 21 punti), fortunata nel pescare una prova sontuosa da Robert Fultz, 20pt in 22’ con 23 di valutazione e 4/4 da tre. Già all’inizio, gli abruzzesi partivano col coltello fra i denti, trovando nel secondo quarto un parziale d’ispirazione, chiuso 30-33. Pure al rientro dagli spogliatoi, sul 52-50 per la Virtus, Teramo infilava un parziale di 1-11, riducendo alla siccità i bolognesi per cinque lunghi minuti, quando Homan la interrompeva dalla lunetta.

Proprio la linea della carità apre il processo ai difetti della banda di Lardo, svagata nel buttare ben nove liberi (su 29 tirati) e dalla difesa a maglie (troppo) larghe, con zone che svalvolano lasciando liberi gli altrui tiratori. La Virtus ha avuto però due meriti: rendere positivo il saldo assist-palle perse (14-9) e credere in Poeta, motivato dallo scontro da ex tanto da insaccare quattro triple su quattro, per 17pt totali.

Le maglie sulle crape dei teramani, gli sprizzi di gioia dei bolognesi, la rabbia urlata del presidente Antonelli, i balzi da monello di Lardo: le due facce dello sport su un parquet che ha relegato Teramo alla penale da pagare e regalato alla Virtus un modo per salvare una stagione altrimenti fallimentare ma che dovrà misurarsi con la Golia senese. La vittoria esterna di Sassari, unita alle sconfitte di Varese e, ben più drammatica per l’esclusione europea che comporta, di Roma hanno destinato infatti l’ottavo posto alla società di Sabatini. Se sotto il carapace della Futushow Station la tensione s’affettava come il tonno Rio Mare, tanto far quasi incespicarla su una quasi retrocessa, il fatto di non avere nulla da perdere contro i superfavoriti potrebbe sbloccare la contratta Virtus. Ai posteri l’ardua sentenza.

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