Abiola Wabara lascia il BraccoGeas “Grazie a tutti, siete speciali”

Abiola Wabara lascia il BraccoGeas “Grazie a tutti, siete speciali”

Arrivata dal club spagnolo di Ibiza nella finestra del mercatoinvernale della scorsa stagione, la forte ala nata a Parma il 23 ottobre1981 da genitori nigeriani aveva avuto in precedenza esperienzeagonistiche importanti: campionati giovanili fino all’esordio in A1 conParma, poi trasferimento all’università texana di Baylor con la prestigiosaconquista del titolo Ncaa 2005 e successivamente tre stagioni in tre clubdiversi nel campionato israeliano. Wabara ha disputato nel club rossonero40 partite (11 nel 2009/10, 29 nel 2010/11), con un rendimento moltocostante: attorno ai 22 minuti di media partita con uno score che dai 5.6punti-partita dell’anno scorso si è portato ai 6.6 di questa stagione. Ma lecifre, come sempre, raccontano poco sul forte rapporto umano instaurato.Proprio da questo versante partono le parole di Abiola: “Il mio arrivo qui ècoinciso col ritorno in Italia, dopo tanti anni passati all’estero. La miaesperienza a Sesto è sicuramente positiva: non potevo sperare di trovareun ambiente migliore. Ho conosciuto persone speciali e ho trovato unambiente piacevole, senza tensioni. In più ritrovare qui un’amica d’infanziacome Manuela Zanon ha reso il tutto ancora più semplice. La mia scelta dicambiare non è certamente causata da problemi con la società o con lasquadra: ho legato molto con le mie compagne e mi mancherannodavvero. È impossibile elencare tutte le persone che mi hanno aiutato inquesto anno e mezzo e che hanno reso davvero speciale la miapermanenza qui. Quindi, per non dimenticare nessuno, ringrazio tutti:ogni persona che fa parte di questo club è grande e fa di tutto perfacilitare il lavoro di chi, alla fine, deve andare sul campo. Un piccoloesempio, una cosa da poco ma che fa capire quale aria si respiri al Geas:spesso noi giocatrici trovavamo negli spogliatoi un cestino di fragole alcioccolato, un piccolo gesto che però fa tornare subito il sorriso dopo lefatiche di un allenamento o dopo le partite.Campione d’Europa1977/78Campione d’ItaliaSerie A1969/70 – 1970/711971/72 – 1973/741974/75 – 1975/761976/77 – 1977/7810 Titoli GiovaniliJuniores1970/71 – 1973/741974/75 – 2003/04Under 152009/2010Allieve1970/71 – 1972/731973/74Ragazze1971/72Propaganda1976/77Coppa Italia1972/73Stella d’argentoC.O.N.I. 1985al merito sportivoStella d’oroC.O.N.I. 2004al merito sportivoUn grazie speciale a Mario (ndr: Mazzoleni) e Mauro (ndr: Giorgi), che dalprimo giorno mi hanno assistito in tutto e per tutto, rendendosi disponibilianche per cose che andavano al di là dell’aspetto sportivo o societario. Enon voglio dimenticare i tifosi, dai più grandi ai più piccoli: sono semprestati vicini alla squadra e a me personalmente”.Anche grazie al Geas per Abiola si sono riaperte le porte della Nazionaleazzurra: “Tornare in azzurro mi ha fatto molto piacere: col Geas ho eabbiamo giocato al massimo nelle ultime stagioni, come dimostrano nonsolo le mie convocazioni, ma anche quelle di Arturi, Crippa, Zanon eZanoni. La Nazionale stimola ogni giocatrice, pensare di poter raggiungerei massimi livelli del basket mondiale è la priorità di tutti e io sono felice diesserci riuscita”.Il più bel momento vissuto con la maglia rossonera? “Ce ne sono statidavvero tanti, ma in particolar modo ricordo la prima importante vittoriacontro Umbertide di questa stagione: li abbiamo capito di poter diventaredavvero grandi e di poterci giocare qualcosa di grosso. Un momentobrutto? A posteriori direi che l’ultima sconfitta nella serie di semifinale colCras, perché ci ha lasciato molti spunti per rammaricarci: la sconfittarocambolesca in gara1, l’infortunio di Haynie… in condizioni diverseavremmo certamente potuto giocarci la qualificazione in gara5”.L’ultimo saluto è un augurio: “Spero che per il Geas questa annata possarappresentare l’inizio di una lunga serie di stagioni positive. Quello di cuisono certa è che questa squadra continuerà ad essere temibile per tutte leavversarie”.Il Presidente Mario Mazzoleni commenta: “Siamo molto soddisfatti perquello che reciprocamente abbiamo fatto in questa stagione e mezza.L’intuizione di Peter Merucci e il lavoro di Montini e dei suoi collaboratorihanno permesso ad Albiola di fare un notevole salto di qualità, la suavoglia di crescere ha fatto il resto. Le scelte individuali vanno semprerispettate e nel prenderle ognuno si basa su proprie valutazioni che,magari, dispiacciono ma che non vanno troppo enfatizzate. Ci sta che unagiocatrice abbia desiderio di fare esperienza o di monetizzare il lavorosvolto, credo che sia una componente chiara in questo mondo. Noi siamouna società che può offrire valori, principi, ma con risorse economichelimitate, sui primi due aspetti siamo iper competitivi, sul terzo possiamodire “è il mercato bellezza”. Abbiamo creduto in Wabara sia sul frontetecnico sia su quello umano, abbiamo investito e siamo contenti di quelloche Wabara ci ha dato. Siamo molto soddisfatti di averla sostenuta anchenel consolidare e formalizzare la sua voglia di indossare la maglia azzurrae, naturalmente, di esserle stati vicini in questo ultimo mese durantel’evolversi della nota vicenda degli insulti razzisti.”

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy