La carriera della Ballardini riparte dall'”odiata” Priolo

La carriera della Ballardini riparte dall'”odiata” Priolo

di Luca Del Favero

PRIOLO – A volte lo sport è davvero incredibile. La nuova vita di Simona Ballardini ricomincia dall’”odiata” Priolo di Santino Coppa, club che fece andare su tutte le furie la faentina il 2 maggio 2006 quando “scippò” la finale scudetto all’allora Germano Zama in una delle partite più discusse della sua storia. Quei tiri liberi decisivi assegnati alle priolesi a tempo scaduto su indicazione degli addetti al tavolo fanno ancora discutere, senza dimenticare poi che la guardia venne squalificata per una giornata per le dichiarazioni rilasciate nei giorni successibi. La notizia del giorno però è il ritorno in campo di SuperSimo, pronta a gettarsi nella mischia dopo quindici mesi dall’ultimo infortunio. L’ultimo stop della sua travagliata carriera risale all’ottobre 2012, quando vestiva la maglia delle francesi del Bourges. Un movimento del ginocchio le costò la terza rottura dello stesso crociato e un lungo calvario durato mesi e due operazioni, tanto che alcuni parlarono di carriera già finita. A quasi 33 anni invece Simona vuole ritornare a giocare e da ieri è in palestra a Priolo per recuperare il tempo perduto, sperando di poter scendere in campo già domenica contro La Spezia.

“Priolo è la mia sfida – spiega Ballardini -, un’opportunità che mi permetterà di capire nei prossimi tre mesi se dopo sei anni trascorsi più all’ospedale che in campo sono ancora in grado di giocare in serie A. Dovrò ricominciare da zero. Se potessi scenderei in campo senza il mio cognome sulla maglia: nessuno dovrà ricordare la vecchia Simona, perché ora mi rimetto in gioco e per me inizierà una nuova vita. Se dovessi fallire? Ripartirei senza problemi dalle serie inferiori”. Curiosa è la scelta proprio di Priolo, società che evoca ai tifosi faentini spiacevoli ricordi. “Santino Coppa ha creduto in me e mi ha chiesto di provare questa avventura che, voglio sottolinearlo, non intraprendo certamente per motivi economici. Coppa è da sempre bravissimo nel tirare fuori dalle giocatrici il 101% facendo rendere al massimo anche atlete che in altre squadre sono sempre in panchina o rivitalizzare chi sta attraversando momenti difficili. Susanna Bonfiglio è l’esempio lampante: considerata finita dopo un brutto infortunio è ora ritornata a buoni livelli. Inoltre il clima della Sicilia è l’ideale per iniziare a lavorare su un ginocchio che non sforzo da tempo”.

Il passato però non si dimentica e soprattutto quelle lacrime versate nel maggio 2006. Ballardini anche in questo caso non si nasconde. “Santino non si è comportato bene con Faenza e io non dimentico quello che è accaduto. Ne ho infatti parlato a lungo con lui ripensando a quei momenti. E’ però l’unico allenatore che mi ha cercata dopo tanto tempo, l’unico che mi ha lanciato una sfida credendo in me. Comunque vada questa avventura gli sarò sempre grata”. Inoltre a Priolo ci sarà una vecchia conoscenza: quella Marija Eric protagonista dell’incredibile cavalcata del Club Atletico nello straordinario 2007 quando Faenza sfiorò lo scudetto. “Ho perso completamente la fiducia in me stessa dopo tutti questi lunghi infortuni e avere vicino Marija mi servirà moltissimo per ritornare ad essere quella che ero. Anche dal lato tecnico con lei ho sempre esaltato le mie caratteristiche e dunque non potevo scegliere una compagna migliore per rilanciarmi”. La nuova Ballardini rinasce dunque in Sicilia e il basket italiano ritrova una delle sue protagoniste. E pensare che c’era chi pensava di rivedere Simona giocare in B Regionale con le amiche del Beach Park…

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