A1 – Erica Reggiani: “Il basket è la mia vita”

A1 – Erica Reggiani: “Il basket è la mia vita”

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Si respira pallacanestro a casa di Erica Reggiani a Pesaro. Soprattutto nei fine settimana quando ci sono le partite della Scavolini. Il papà, lo zio, il nonno non se ne perdono una e portano con loro, al palasport, quella bambina destinata a diventare protagonista sul parquet, a seguire le orme del fratello Luca, sei anni più grande, che il basket già lo pratica, anche se poi dovrà lasciarlo più avanti, non riuscendo a conciliare studio e sport.

Prendere la palla in mano e innamorarsene, fino a non lasciarla mai più, a farla diventare una parte, la parte importante della tua vita. E’ il destino che aspetta quella bambina.

Da Pesaro al College Italia. Comincia a 5 anni Erica a praticare il minibasket, poco tempo dopo sfida e batte anche i maschietti, da cui impara tanto in fatto di intensità e agonismo. Lo fa nelle fila dell’Olimpia Pesaro, club in cui resta fino a 14 anni, insieme alle compagne-amiche Veronica Dell’Olio e Chiara Terenzi e da dove passa anche Valeria Battisodo, un’altra play che oggi veste la maglia di Schio.

Lo fa sotto la guida e l’insegnamento dello stesso allenatore, Sabrina Montalcini, fin quando, subito dopo essersi iscritta alle scuole superiori, a ragioneria con indirizzo programmatori, arriva una chiamata dal College Italia.

“Hanno spiegato a me e ai miei genitori che cosa volevano fare – racconta Erica – e non ci ho pensato su due volte. La mia famiglia ha condiviso la mia scelta, mi ha sostenuta e una spinta è arrivata dalla chiamata contemporanea di Dell’Olio e Terenzi. Non ero sola, anzi ero con le mie compagne”.

A Roma, al College Italia, Erica resta 4 anni, vivendo nel complesso dell’Acquacetosa, frequentato da tanti sportivi, fra cui anche Federica Pellegrini. Anni in cui cresce non solo come giocatrice ma anche come persona, imparando a gestirsi e ad affrontare e risolvere i problemi di tutti i giorni.

La maglia azzurra. E’ in questo periodo che arrivano le prime presenze con le Nazionali giovanili, l’under 16, l’under 18 e poi l’under 20, squadra con cui vince la medaglia d’argento agli Europei in Turchia, prima di quella di bronzo conseguita a Udine.

“Il più bel ricordo che ho – dice la play, alla seconda stagione con la maglia di Gesam Gas Le Mura Lucca – è proprio quell’argento in Turchia. Disputammo la finale contro la Spagna, primi due quarti in equilibrio, poi nel terzo subimmo un parziale di 15 punti che purtroppo non riuscimmo a recuperare. Ma quel risultato resta comunque una grande impresa”.

La chiamata di Schio. Proprio dopo quell’Europeo arriva la chiamata da Schio, il club che negli ultimi anni sta dominando in Italia.

“Avevo 19 anni- ricorda Erica – e sono arrivata in un ambiente importante, quasi professionistico. Ma dopo l’esperienza che ho fatto posso dire che a Schio è meglio andare quando non sei più così giovane. Alla mia età era importante giocare, ma in un team composto da giocatrici esperte è stato difficile trovare spazio al punto che ho scelto di disputare anche il torneo di A3. Comunque è stata una bella avventura, ho avuto anche l’opportunità di esordire in Euroleague contro Bourges”.

La Famila vince il campionato, ma nonostante lo scudetto sul petto Erica decide di andare via. Vuole crescere e sa che può farlo solo giocando. Ha offerte da 3-4 squadre e alla fine opta per Lucca.

L’incontro con Diamanti. “Volevo essere allenata da coach Diamanti – spiega la play di Pesaro – avevo sentito parlare di come lavora e ho ritenuto fosse la soluzione migliore per me. A Lucca all’inizio non pensavo di fare la titolare, poi invece mi sono ritrovata in questo ruolo”.

Ma non è una stagione facile. La squadra, costruita con un budget ridotto, deve fare i conti con l’immediato infortunio dell’americana Julie Wojta che ne riduce il potenziale. “Non ce l’abbiamo fatta con le squadre più forti – dice Erica – ma con le altre abbiamo sempre lottato”.

Ci sono anche momenti difficili, specie nei primi tempi. Reggiani, giocatrice di talento, non riesce a fare quello che vorrebbe, perde di fiducia. A volte dal dispiacere la si vede addirittura piangere in panchina, dopo un cambio.

“Devo credere di più nelle mie possibilità – rivela la numero 11 del Basket Le Mura -. Lavoro ogni giorno per questo, Diamanti richiede sempre il 100% e il suo stimolo aiuta a crescere”.

Talentuosa e testarda. E i risultati si stanno vedendo in questa stagione, anche se l’arrivo di Francesca Dotto costringe Erica a partire dalla panchina. “Francesca la conosco bene, siamo state insieme due anni nel College Italia. Fuori dal campo siamo amiche, sul parquet siamo compagne-rivali. Lei ha un carattere estroverso, è una trascinatrice, una vincente. Io sono più riservata ma ho la sua stessa voglia di vincere. Sono testarda e decisa a tutto per ottenere quello che desidero. Avere Francesca davanti è motivo di grande stimolo anche in allenamento”.

“All’inizio di questa stagione – continua la giocatrice di Pesaro – non è stato semplice sapere di dover partire dalla panchina. Ma ho capito che anche questo step è utile. Non devo pensare che entro dopo 8 minuti, ma devo essere concentrata a fare quello che devo indipendentemente da quando sto in campo. A volte io e Francesca giochiamo insieme e allora abbiamo più possibilità di spingere e far correre la squadra. Credo di essere migliorata, sto imparando anche a reggere la pressione dell’ambiente e dei tifosi, che a Lucca ci sono molto vicini”.

La testarda Reggiani, 21 anni compiuti a settembre, ha una lunga carriera davanti a sé e qualche idea chiara. “Intanto – afferma – voglio iscrivermi al corso on line di scienze motorie. Poi tra qualche anno non mi dispiacerebbe fare un’esperienza all’estero. Sto studiando inglese anche per quello. E a fine carriera voglio restare nell’ambiente dello sport, magari con una palestra”.

Ben definiti anche gli obiettivi sportivi di una ragazza che vive di basket, che segue con grande passione anche la Nba oltre a tutta la pallacanestro italiana e europea: “Sogno di arrivare in Nazionale, anche se è difficile visto chi ho davanti. E per questo devo fare bene con il mio club. Giochiamo partita dopo partita e vedremo strada facendo dove potremo arrivare. Intanto andiamo a Schio da prime in classifica”.

 

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